Si sa che tra l'amministrazione Trump e le compagnie della Silicon Valley non corre certo buon sangue. Oggi, come segnala 9To5Mac, un'altra freccia è stata scoccata verso i produttori di smartphone, questa volta però i benefici della mossa potrebbero ricadere a favore dei consumatori. Ma facciamo un passo indietro.

Ai tempi dell'era pre-smartphone, almeno per come li intendiamo oggi, si stava diffondendo il costume di inserire anche nei più comuni cellulari la possibilità di ascoltare la radio FM, magari collegandovi un paio di cuffie che fungevano da antenna. In tempi recenti solo alcuni produttori hanno mantenuto tale feature, ed Apple non è tra questi. Tuttavia qualche anno fa è venuto alla luce il fatto che all'interno di ogni iPhone fosse già presente un chip compatibile alla ricezione delle tradizionali frequenze nel range 87,5-108MHz, destinate alla trasmissione di radio FM. Il fatto che la funzionalità sia interdetta all'utente è dunque una precisa scelta di Cupertino (che si ritrova spesso anche in ambito Android). Da parte mia ho sempre desiderato che iPhone concedesse la possibilità di ascoltare trasmissioni radio senza dover ricorrere all'uso di internet, tuttavia ho smesso di sperarci ormai da qualche anno.

Qui entra in gioco il nuovo presidente della FCC, la Federal Communications Commission, Ajit Pai. Parlando con la North American Broadcasters Association, Pai ha recentemente dichiarato di considerare l'accesso alla radio FM un funzione in grado di aumentare la pubblica sicurezza. In una situazione d'emergenza, come può essere un disastro naturale in cui la connettività alla rete può venire meno, la radio FM consentirebbe la trasmissione di informazioni importanti alla popolazione. Tuttavia Pai ha anche dichiarato di essere un sostenitore del libero mercato e, per questo, di non appoggiare un eventuale mandato del governo che imponga ai produttori l'abilitazione dei chip per la radio FM. Staremo a vedere come evolverà la situazione, dopo diverse richieste ad Apple ed anche una petizione che è partita l'anno scorso, questa dichiarazione potrebbe spingere la causa di chi vuole accedere alle frequenze radio dallo smartphone, ma le speranza rimane a mio parere flebile. Mi sono sempre chiesto: perché occupare della preziosa banda internet, lato server, lato utente, ma in tutta l'infrastruttura di rete in generale, quando le informazioni che voglio ricevere stanno già viaggiando nell'etere e attraversando le antenne del mio smartphone, senza richiedere nessuna risorsa in più?