Nell'eterna sfida Mac vs PC, parte dei botta e risposta tra il mondo Apple e quello Microsoft fu la celebre serie di spot realizzati dall'azienda di Cupertino, dove si confrontavano in modo ironico due uomini con stili agli antipodi: il primo, dall'aspetto informale e con un piglio da furbetto, rappresentava il Mac mentre l'altro, con un completo elegante ed occhiali ma dai modi più goffi (i più maliziosi potrebbero averci visto un velato richiamo a Bill Gates), era il PC. Tanti episodi si sono susseguiti tra il 2006 e il 2009, contribuendo sia a migliorare la già buona reputazione mediatica sia soprattutto le vendite dei computer Apple. Benché la mela abbia realizzato altre belle campagne pubblicitarie, quella denominata "Get A Mac" rimane forse quella che ha avuto la maggiore efficacia nel comunicare il suo messaggio. Ora Tim Cook e soci sembrano volerla riportare in auge, rivisitandola un po' nella forma e soprattutto nel protagonista: il Mac passa il testimone all'iPad Pro.

La formula scelta è piuttosto simpatica e riporta dei veri messaggi che gli utenti hanno pubblicato su Twitter (eccone uno), con l'unica modifica costituita da attori a sostituire l'avatar dei profili originali, presumibilmente per le implicazioni sui diritti d'immagine. Il tweet viene prima mostrato e narrato in sottofondo, a cui segue come risposta una breve dimostrazione delle capacità dell'iPad Pro e un siparietto finale dove ritorna sulla scena l'attore.

Il primo spot, visibile qui sopra, fa leva su quello che era uno dei capisaldi di "Get A Mac" a vantaggio della soluzione Apple. Così come i Mac di allora vantavano la ridottissima presenza di virus, oggi lo fanno gli iPad Pro, sollevando l'utente da quei fenomeni spesso temuti su PC. Benché sia considerata una "prigione dorata", nella sua forma predefinita iOS presenta davvero un rischio piuttosto basso di malware e quelle poche situazioni di pericolo sono state prontamente risolte.

Il secondo spot presenta invece un aiuto indiretto proprio da Microsoft. Word, insieme ad altre applicazioni della suite Office come Excel, PowerPoint e OneNote, ha fatto il suo debutto su iPad nel 2014. In questi tre anni, benché non sia ancora arrivato alla stessa potenza della controparte tradizionale, ha effettivamente guadagnato numerose funzionalità che lo rendono utilizzabile in tutta tranquillità per redigere pressoché qualsiasi tipologia di documento. Come sottolinea in modo ovvio Apple, poi, sull'iPad Pro il word processing si fa ancora meglio.

Terza pubblicità, terzo ambito in cui l'iPad Pro supera un PC, e di riflesso anche un Mac, secondo Apple. La variante dotata di modulo 4G conferisce all'utente una maggiore libertà rispetto a dispositivi che si affidano alla sola connettività Wi-Fi, come la grande maggioranza dei computer portatili in vendita. Presenta costi superiori, non solo quelli in fase di acquisto del tablet ma anche la necessità di sottoscrivere un piano dati con un operatore, ma da One Infinite Loop sono certi che la resa giustificherà ampiamente la spesa.

Il quarto e ultimo blocco pubblicitario gioca sul continuo dibattito se l'iPad Pro possa essere considerabile o meno un computer. Col sorriso da One Infinite Loop sostengono che i detrattori hanno ragione a non classificarlo come computer, semplicemente perché risulta meglio di esso disponendo di una maggiore fluidità operativa, del 4G e dello schermo multitouch su cui disegnare o prendere appunti con la Apple Pencil.

Un quartetto di episodi veloci e divertenti, realizzati con quella "pulizia" di esecuzione che ci si aspetta da Apple. Ovviamente, come qualsiasi campagna promozionale, avrà sinceri sostenitori e altrettanti sinceri detrattori. I secondi potranno ad esempio ribattere che al giorno d'oggi i meccanismi di sicurezza di Windows sono sensibilmente migliorati, la versione classica di Word rimane migliore ed esistono in commercio PC dotati di 4G e touchscreen. Non credo tuttavia possano essere questi i veri punti deboli del messaggio che Apple ha lanciato: nei casi appena citati non conta solo la capacità tecnica ma anche l'implementazione e dulcis in fundo le preferenze soggettive degli utenti. Il punto debole dell'iPad Pro risulta di fatto l'ecosistema iOS. Benché l'hardware glielo consentirebbe alla grande, non ha ancora compiuto l'atteso salto di qualità. Varianti dedicate di molte app professionali, Final Cut Pro e Logic Pro per esempio, latitano ancora, così come funzionalità avanzate che nei contesti più tradizionali si danno per scontate come un gestore di file o la multiutenza. La dimostrazione più eclatante del ruolo subordinate dell'iPad rispetto ai Mac è però forse nell'impossibilità di svilupparvici direttamente applicazioni. Considerato che gli spot dimostrano come Apple presti attenzione ai pareri che vengono espressi, la speranza è che a partire da iOS 11 seguano azioni concrete volte a rendere la gamma iPad Pro davvero meglio di un PC sotto ogni punto di vista o quasi.