L'ambito dei System-on-a-Chip è più effervescente di quel che sembri ad una rapida occhiata. Nonostante Qualcomm abbia conquistato una larga fetta di mercato, al punto da costringere Intel alla ritirata quasi completa dal settore mobile (è rimasta nel solo ambito reti), le alternative proposte da Mediatek stanno crescendo per prestazioni e qualità, convincendo non più solo i produttori di cinafonini ma anche nomi celebri come LG, Motorola e Sony. Non si può poi non notare come la battaglia tra Apple, Huawei e Samsung si svolga su qualsiasi dettaglio, inclusi i processori. Le prime due hanno già messo in campo negli scorsi mesi le loro più recenti offensive; ora tocca al colosso coreano, e con l'approssimarsi del Galaxy S8 quale occasione migliore per dare un piccolo anticipo annunciando il SoC Exynos 9 che con molte probabilità impiegherà.

Il modello di punta, 8895, è realizzato negli impianti produttivi Samsung con la tecnologia FinFET a 10 nanometri, la medesima del prossimo Qualcomm Snapdragon 835 in virtù dell'accordo raggiunto tra le due aziende. Il SoC è un octa-core con la nota configurazione big.LITTLE, che prevede in questo caso 4 nuclei con architettura ARM compatibile sviluppata internamente da Samsung e altri 4 con la più standard Cortex-A53; in modo analogo a situazioni simili, il quartetto principale verrà impiegato per le elaborazioni più pesanti mentre quello A53 si occuperà della "routine quotidiana" e se necessario potranno essere utilizzati in contemporanea tutti e 8 per la massima potenza. Rispetto alla serie Exynos 8 viene dichiarato un incremento del 27% nelle prestazioni a fronte di un -40% nei consumi. La GPU integrata è a cura ARM, Mali-G71, con supporto a 4K e realtà virtuale nonché la possibilità di utilizzarla pure per compiti non grafici a fianco della CPU creando la cosiddetta architettura eterogenea.

Oltre a processore centrale e grafica, Samsung ha agito anche sui componenti secondari dell'Exynos 9. Sul fronte foto/video supporta sensori fino a 28 Megapixel, configurazioni dual-camera (il secondo sensore fino a 16 Megapixel) e registrazione 4K a 120 fps, mentre per la rete è stato integrato un modem LTE fino a 1 Gbps, rispondendo alle fresche mosse già fatte in tal senso da Intel e Qualcomm. L'esempio di Apple è stato invece seguito nella creazione di un equivalente della Secure Enclave, per la gestione delle impronte digitali e dei pagamenti, così come nell'uso di un'unità dedicata all'elaborazione dei dettagli ambientali catturati dalla fotocamera come volti, oggetti, profondità e altri ancora. Nel suo comunicato Samsung non si sbilancia sui telefoni in cui vedremo il SoC 8895 in azione, ma la produzione di massa già avviata lascia pochi dubbi a tal proposito, che verranno forse dissipati del tutto a fine marzo.