Nei sempre più sottili smartphone non c'è molto spazio – intendo proprio spazio fisico – per apportare grandi cambiamenti e migliorie alle ottiche delle fotocamere che montano. I raggi di luce che attraversano l'obiettivo sono governati dalle leggi fisiche della riflessione, rifrazione e diffrazione che difficilmente possiamo ignorare o aggirare. Per questa ragione già ora siamo costretti ad avere obbiettivi il cui corpo si estrude oltre il piano della scocca dei device più sottili (come nei recenti iPhone) oppure è ospitato sotto bombature della stessa appositamente progettate. Se da questo punto di vista le limitazioni sono molte, ampi margini di miglioramento sembrano esserci lato sensore ed elettronica, dove ogni anno vediamo qualche novità approdare sui nostri terminali: pixel di dimensioni maggiori per catturare più luce, pixel isolati per ottenere un segnale più "pulito", oppure chip dedicati che analizzano, controllano e migliorano in automatico i nostri scatti attraverso miliardi di operazioni al secondo. Se queste sono le premesse, non è difficile aspettarsi sui nostri futuri smartphone fotocamere sempre più potenti e intelligenti – aggettivi inconsueti da affibbiare a tali dispositivi, ma quanto mai adatti al giorno d'oggi.

Un assaggio di quello che potremmo aspettarci nei prossimi mesi o anni ce lo offre Sony, che ha sviluppato e presentato il primo sensore CMOS per smartphone equipaggiato con un substrato di memoria DRAM, interposto tra il pixel e la zona riservata alla circuiteria. Questo nuovo sensore a 3 strati è in grado di offrire una rapidissima cattura dell'immagine andando così a minimizzare fenomeni di distorsione dovuti a soggetti in movimento rapido. Mi spiego meglio: quando scattiamo una foto i pixel vengono letti riga per riga per generare l'immagine e, per questa ragione, se il soggetto è in rapido movimento sul piano orizzontale apparirà distorto. Viene definito rolling shutter e l'esempio tipico è quello del treno in corsa, che nella foto sembra essere composto da linee oblique e non verticali.

L'altro interessante vantaggio offerto da questo nuovo sensore si può ritrovare nella possibilità di catturare filmati in slow motion, con frame rate decisamente superiori a quelli consentiti oggi su uno smartphone. iPhone 7 raggiunge attualmente i 240fps – e credo sia anche quanto di meglio offra oggi il mercato – ma il nuovo sensore Sony cattura tranquillamente 1000fps in Full HD. In questo caso la memoria DRAM si occuperà di salvare i dati derivanti dalla ripresa ad alto frame rate e di esportarla verso un sensore di immagine secondario, mentre il principale continuerà ad occuparsi della ripresa ai normali 30 o 60fps. In seguito sarà possibile combinare le due acquisizioni offrendo all'utente la possibilità di rallentare il filmato solo quando effettivamente necessario. Qui sotto potete vedere un esempio di video catturato con il nuovo sensore Sony a tre strati.