Con una mossa un po' a sorpresa, oltre ad ammettere tra le righe un errore progettuale nel Mac Pro cilindrico, dove il design ha ricevuto troppa priorità a scapito degli eventuali aggiornamenti hardware successivi, Apple ha anche preannunciato l'arrivo di una nuova generazione del suo computer di punta, nonché dell'iMac. L'azienda di Cupertino non è abituata ad anticipare largamente i futuri prodotti, ma l'occasione lo rendeva necessario e in ogni caso non si è sbilanciata eccessivamente. La palla è passata come di consueto ai rumor, che nel corso delle ultime ore si sono sbizzarriti.

Iniziamo dal modello più vicino al rinnovo in linea temporale, ovvero gli iMac. Le potenziali soffiate provengono da un blog che si sta facendo conoscere negli ultimi mesi, Pike's Universum; solitamente è attivo nella ricerca di indizi all'interno dei file di sistema di macOS, ma stavolta si avventura in modo diretto nel mondo delle "voci di corridoio". Una fonte che l'autore ritiene molto affidabile ha presentato uno specchietto già abbastanza completo del prossimo iMac, che Apple ha promesso con un occhio più di riguardo per l'utenza pro. La configurazione di punta potrebbe vedere un processore da workstation Xeon e non il "classico" i7: nello specifico, il modello menzionato è E3-1285 v6. In base al numero di versione apparterrebbe alla serie Kaby Lake, tuttavia non risulta ancora tra quelli rilasciati da Intel, la cui gamma E3 si ferma a 1280 v6. Sulla base delle nomenclature adottate in quel di Santa Clara, lato CPU questo E3-1285 dovrebbe essere tecnicamente uguale al 1280 (4 core, 8 MB di cache, frequenza base 3,9 GHz con Turbo fino a 4,2), distinguendosi da esso invece per la presenza di una GPU integrata HD Graphics P630.

L'uso di uno Xeon ha implicazioni anche sulla RAM, che passerebbe al tipo ECC, con sistemi interni di correzione degli errori. Queste memorie sono più costose di quelle tradizionali, infatti si rivolgono ad ambiti come le workstation e i server, e per la maggiore sicurezza durante l'uso pagano qualcosa in termini di prestazioni pure. Pike parla di 16 GB come taglio base, con la possibilità di portarli a 32 o 64 GB. Fino a 2 TB arriverebbero invece gli SSD su connettore NVMe. Per chi spera nel passaggio a chip grafici dedicati nVidia, se i rumor trovassero riscontro ad ottobre rimarrebbero ancora una volta delusi: toccherebbe di nuovo ad AMD, con modelli ottimizzati per applicazioni professionali e realtà aumentata/virtuale. A completare il tutto ci penserebbero porte Thunderbolt 3 e USB-C nonché una nuova tastiera. Di primo acchito potrebbe suonare troppo strano uno Xeon in un computer "all-in-one", ma in realtà nel mondo Windows esistono già modelli che li prevedono (citofonare HP) e se Apple volesse davvero colpire ad effetto con un prodotto pro sarebbe difficile si lasci sfuggire l'occasione.

Ce n'è pure per il Mac Pro, ma in questo caso non è Pike's Universum a parlarne molto. Si limita a menzionare uno schermo 8K in preparazione, una nuova generazione del firmware base EFI e una struttura più vicina a quella PC, il che suggerirebbe un ritorno al buon vecchio formato tower. Più indiscrezioni arrivano da Thom Holwerda di OSNews, storico sito nel settore dei sistemi operativi: la scelta di questo cambio repentino da parte di Apple sarebbe stata presa solo alcuni mesi fa, sulla spinta dell'insoddisfazione dimostrata dall'utenza Mac professionale di lungo corso. L'effettiva fase progettuale sarebbe iniziata invece nel corso delle ultime settimane. Questo Mac Pro modulare richiederà parecchio tempo per essere realizzato, implicando un'attesa addirittura sino agli inizi del 2019. Del resto, Apple si era ben cautelata dicendo solamente che non sarebbe arrivato entro quest'anno, senza parlare di 2018.

In aggiunta a questa serie di rumor, si agganciano altri piccoli spifferi da ambo le parti. Pike sostiene che sia finalmente in arrivo un nuovo Mac mini, sebbene le dimensioni della configurazione top potrebbero non rispettare il suffisso. La prossima versione di macOS dovrebbe inoltre abbandonare nomi di montagne e parchi, con due diversi luoghi californiani a contendersi il piazzamento; uno di essi inizierebbe per M. OSNews aggiunge invece che Apple starebbe lavorando a possibili utilizzi degli iPad Pro come tavolette grafiche in abbinamento a un Mac nonché a più configurazioni di MacBook Pro prive di Touch Bar. Se fosse vero, si tratterebbe di una sorprendente e sostanziale bocciatura repentina di tale tecnologia, che oltre a soffrire di bug tipici della prima versione non avrebbe in generale attecchito né nei cuori degli utenti né in quelli dei recensori internazionali, causando dopo un inizio promettente per i nuovi modelli un paradossale aumento delle vendite dei predecessori, almeno stando a quanto afferma Holwerda.

Come sempre tutti questi rumor, soprattutto quando riguardano prodotti che si vedranno a medio-lungo termine, sono da prendere molto con le pinze. Potrebbe essere tutto vero, così come tutto falso o solo qualcosa di reale, anche perché gli autori delle indiscrezioni non hanno il ruolino che possono vantare Mark Gurman e Ming Chi-Kuo. Vedremo se Apple manterrà le buone intenzioni di dedicarsi con molto più impegno all'utenza pro, riportando i Mac agli alti livelli di reputazione e soddisfazione che li contraddistinguevano in tale categoria rispetto le controparti Windows.