Ormai l’avrete capito da tempo: tra i redattori di SaggiaMente, sono sicuramente quello con le maggiori attenzioni verso il mondo Android. Non mi reputo un fanboy, spesso non mi sono fatto mancare critiche al robottino verde, specialmente per alcune politiche di Google (in primis quella degli aggiornamenti). Però, come ho già espresso nella mia recensione, il Pixel è quasi lo stato dell’arte di Android, come Big G lo intende davvero, con annessi e connessi, per fortuna in larga parte positivi. Ma la voglia di sperimentare è insita in me, e nel corso di questi mesi ho lavorato parecchio a una missione speciale: portare iOS sul Pixel, unendo così il meglio delle due grandi realtà. Si tratta di un work in progress, di cui sono lieto finalmente di poter presentare i risultati già ottenuti.

Non è facile, in quanto non parliamo del “mero” creare ROM Android alternative a quella installata. Parliamo di un cambio totale di sistema operativo, difficilissimo per qualsiasi dispositivo (il glorioso HTC HD2 rimane tuttora imbattuto). Senza contare le differenze tra i due SoC, proprietario Apple da una parte e Qualcomm dall’altra. Di fatto, sin da novembre ho trascorso molto tempo insieme ad altri esperti, specializzati anche in jailbreak, per far sì che il Pixel potesse non solo avviare iOS, ma essere utilizzabile. Un lavoro estremo, sbloccando il boot loader Google e facendo sì che avvenisse correttamente il passaggio di consegne con quelli Apple per la baseband e per il sistema principale.

Il risultato preliminare di questi mesi si può vedere sopra: il Pixel è in grado di eseguire iOS 10.2.1 (la 10.3 è tutt’altro affare, dato che sono state implementate nuove misure di sicurezza ed entra in gioco pure il cambio di file system). Esteticamente si può dire che gli doni proprio, vista l'effettiva somiglianza fisica tra Pixel ed iPhone. Il porting è lungi dall’essere perfetto, ogni cosa è stata svolta in ritagli di tempo e soprattutto nei weekend, con autentiche maratone per far sì di renderlo presentabile entro oggi, continuando nel mio caso a passare tra iOS e Android per garantirmi un uso quotidiano stabile. Wi-Fi e Bluetooth sorprendentemente funzionano abbastanza bene, mentre la rete dati ancora no (solo chiamate e SMS). L’assenza del pulsante home è stata scavalcata mediante gli strumenti di accessibilità di iOS; nulla da fare al momento invece per il sensore d’impronte e la fotocamera. Anche iMessage presenta problemi di autenticazione e non mancano crash brutali del sistema durante l’uso.

Stupisce ancor di più vedere nello screenshot soprastante come iTunes riconosca il dispositivo come se fosse davvero un iPhone, permettendo comuni operazioni come il backup e la gestione delle app installate. Tanti passi sono stati fatti, ma la strada è ancora lunga per ottenere una versione davvero utilizzabile. Inoltre, per questioni legali (né Apple né Google apprezzerebbero certo la diffusione di simili modifiche), anche a lavoro completato non potremo riportare qui la procedura, che tuttavia sono sicuro presto o tardi vedrebbe la luce in altre realtà più specializzate. In ogni caso, Google Pixel e iOS non sono più mondi tra loro lontani.