Nel nostro piccolo cerchiamo di fare quanto meglio possibile per dare un buon servizio ai nostri lettori, spesso riuscendovi (o almeno è quanto di cuore speriamo) e talvolta compiendo incidenti di percorso (che ci fanno dispiacere, ma sono parte della vita e portano a migliorarsi). Se però prendiamo in esame l'intero settore editoriale tecnologico, è inutile negare la grossa distanza tra realtà come la nostra e pesi massimi come The Verge/Recode, Engadget, TechCrunch, Bloomberg e Wall Street Journal (questi ultimi due peraltro nati con un core business ben diverso, prima di avere successo anche qui). Le testate però sono scatole vuote senza persone estremamente valide ad occuparsene: una di queste è senz'altro Walt Mossberg, nome che sicuramente avrete sentito nominare più volte seguendo le notizie dal mondo IT. Nelle scorse ore, un po' a sorpresa, ha annunciato il suo imminente ritiro dall'attività giornalistica.

Ha iniziato la sua carriera nel giugno del 1970, al Wall Street Journal, a soli 23 anni di età. La prima fase lavorativa di Mossberg fu ben lontana dalla tecnologia: si è occupato di economia, politica interna ed estera. La scintilla con l'ambito che l'ha reso celebre è scoccata nel 1991 e non si è mai spenta. Per oltre 40 anni è rimasto nell'orbita del WSJ, dapprima partecipandovi direttamente e poi dal 2007 in una costola separata chiamata AllThingsD, fondata insieme a un'altra veterana del giornalismo informatico, Kara Swisher. Il divorzio con l'editore si consuma a fine 2013, portando come conseguenza la creazione di Recode, sempre in collaborazione con la Swisher. Da metà 2015 il sito è passato tra le fila di Vox Media, la stessa che cura The Verge, in cui Mossberg tuttora cura una rubrica.

L'impatto di Mossberg nell'industria è stato ampio e duraturo, specialmente proprio per quel che concerne Apple. Walt intrattenne con Jobs un grande rapporto d'amicizia, ed era di certo tra i pochi giornalisti il cui parere contasse davvero per Steve. Molto spesso tesseva le lodi delle iniziative da Cupertino (non di rado è stato accusato di non essere imparziale a riguardo), ma quando era necessario Mossberg non ha risparmiato critiche negative. Tra le più celebri si annoverano senza dubbio quelle rivolte al diretto antenato di iCloud, MobileMe, che portarono alla sfuriata di Jobs nei confronti degli sviluppatori, ben descritta nella biografia ufficiale. La scelta del periodo di pensionamento non è casuale, giugno, chiudendo così un lungo arco di vita professionale nello stesso mese in cui era iniziato. Si chiude però anche un'importante parte della storia del giornalismo tecnologico, passando il testimone a nuove generazioni di reporter, altrettanto bravi e continuamente contesi tra le principali testate o concorrenti di esse stesse creando ambiziosi progetti editoriali.

Mossberg si concederà un po' di riposo? Per quanto se lo sarebbe sicuramente più che meritato, non appare un tipo da starsene con le mani in mano, perciò credo che ne sentiremo parlare ancora e magari già in questo periodo di transizione sta preparando la sua prossima attività. Best wishes for the future, Walt.