La tecnologia evolve, ma non sempre in forma lineare. Ricerca e nuove scoperte portano a sovrapporre diverse soluzioni nello stesso periodo. Qualche volta viaggiano parallele, perché differenti nei costi o nella qualità, occupando fasce di mercato che possono coesistere. In altri casi una risulta migliore, non necessariamente per la qualità, ed arriva ad ottenere un monopolio di fatto. Ma ci sono anche delle false partenze, tecnologie promettenti che scompaiono perché troppo costose o magari semplicemente perché non riescono a conquistare i potenziali acquirenti. È difficile prevedere questi cambiamenti mentre si avverano e più di un’azienda ha subìto le conseguenze di una reazione tardiva dopo aver scelto una tecnologia destinata all’estinzione. Nel campo dei TV ci sono alcuni esempi anche recenti e quello che mi tocca più da vicino riguarda il 3D. Questo mese ho visto sia un Blu-Ray 3D (Rogue One: A Star Wars Story) che uno in Ultra HD (I Magnifici Sette) e devo dire che, per quanto la migliore qualità del 4K sia percepibile da corte distanze, è il 3D che mi offre un’esperienza di visione realmente diversa rispetto a quella di un 1080p tradizionale. Sono in netta minoranza, questo lo so, infatti il 3D sembra ormai defunto per l’home theater nella sua forma attuale.

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Sempre in campo TV, sto seguendo l’evoluzione degli OLED, in quanto sono partiti con delle ottime premesse. Contrasti assoluti, bassi consumi, gamut più ampio, visibilità quasi a 180°, possibilità di lavorare più facilmente su forme non lineari (cosa che, stando ai film di fantascienza, dovrebbe diventare di uso comune nel futuro). Eppure LG è praticamente l’unica che ci sta puntando, al punto che molti iniziano a chiedersi se la tecnologia in questione si rivelerà solo un fuoco di paglia. Qualche problema gli OLED lo hanno, ma abbiamo convissuto con limitazioni decisamente più grandi in passato, sia con i plasma che i primi pessimi LCD, i quali si sono comunque imposti sul mercato per altri motivi. Le sostanze utilizzate negli OLED sono più soggette al deperimento, difficilmente si riesce a raggiungere la massima luminosità offerta da un TV LED, i colori sono potenzialmente ottimi ma anche più complessi da tarare bene e, soprattutto, costano ancora tanto. E non è solo una questione di domanda, offerta o diffusione, è anche economicamente meno vantaggioso produrli perché si scarta più materiale per imperfezioni.

Se parliamo di TV ormai parliamo di grandi pannelli, ma gli schermi più gettonati oggi sono altri, ovvero quelli degli smartphone. Lì la lotta è molto più agguerrita e la situazione si complica. LG, la stessa che spinge l’OLED sui TV, usa invece per il suo telefono top di gamma G6 uno schermo LCD, mentre Samsung, tra i più grandi produttori di smartphone al mondo, già da diversi anni utilizza su questi i pannelli Super AMOLED mentre la sua più recente innovazione in campo TV sono i QLED (Quantum Dot) e gli OLED non sembrano neanche essere stati presi in considerazione. Ma non ci sono solo Samsung ed LG al mondo e quando si parla di smartphone il nome più pesante è probabilmente quello di Apple. Sono già due anni o forse più che i media ipotizzano l’arrivo di iPhone con OLED e il fatto che gli Apple Watch utilizzino schermi di questo tipo sembra il chiaro preludio di un cambiamento ormai prossimo. Diciamo che si sente un’aria che spira nella direzione del: abbasso LCD/LED, è il momento degli OLED.

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Proprio quando tutto sembra ormai scritto, però, le regole possono ancora cambiare. Perché Samsung, il primo (o il secondo, a seconda delle stime) produttore di TV non ha ancora pensato agli OLED? Perché LG, che li produce già da qualche tempo, non è ancora riuscita a fare davvero breccia sul mercato? E perché non è riuscita ad impiegarli anche nei suoi smartphone? Perché Apple, così attenta alla qualità, è rimasta ancora ancorata ai cari vecchi schermi LCD/IPS? C’è una verità possibile che dà una spiegazione a tutto questo e si chiama micro-LED. Parliamo di una tecnologia tutt’altro che nuova nella concezione, tant’è che Sony era riuscita a mostrarla in un prototipo di TV già al CES del 2012. Ed è probabilmente la stessa tecnologia a cui punta Samsung, nel suo evitare gli OLED perfezionando i LED anno dopo anno. Sony non deve esserci ancora del tutto vicina, altrimenti non avrebbe stretto un accordo di fornitura di pannelli OLED di LG per il suo top di gamma A1. La svolta definitiva a questa vicenda potrebbe invece arrivare da Apple, lontana dal settore TV ma capace di influenzare l’intero mondo tecnologico con le sue scelte.

Ricordate il nome LuxVue? Si tratta di un’azienda che Apple ha acquisito nel 2014, specializzata proprio nel campo dei micro-LED e con numerosi brevetti all’attivo. Aveva lavorato all’ombra dei riflettori nei primi anni della sua attività e pare addirittura sparita dopo essersi coperta al riparo del nuovo ombrello a forma di mela. In realtà, però, il suo apporto potrebbe venir fuori prima di quanto si immagini. Alcuni rumor suggeriscono che il prossimo Apple Watch abbandonerà gli schermi OLED per passare proprio ai micro-LED progettati in casa grazie al know-how degli uomini di LuxVue. E se l’unico prodotto di Cupertino con quella tipologia di pannelli compirà tale cambiamento, non ha senso pensare che gli OLED possano arrivare sugli iPhone. Più probabilmente Apple non ha ritenuto matura la tecnologia fin da principio e cercato delle soluzioni alternative fino ad approdare su una soluzione migliore e confezionata "in casa". Che ci stia lavorando è un dato di fatto, essendo stati depositati brevetti che addirittura immaginano l'uso di tali pannelli per agire da Touch ID oltre che da schermo principale.

Se i micro-LED faranno effettivamente il loro debutto su larga scala, è facile che l'onda del cambiamento intaccherà inesorabilmente tutti i brand e i settori. Un po’ come fu l’uso del Gorilla Glass sul primo iPhone, che divenne poi lo standard di fatto per tutto il mercato. Dopotutto si mormora che anche Samsung stia per mettere le mani su PlayNitride, azienda che, guarda caso, è specializzata sui micro-LED. È difficile prevedere un cambiamento proprio mentre lo si vive, col senno di poi tutto sembra più chiaro. Tuttavia qui sembra si stia giocando a carte scoperte e non è insensato immaginare un prossimo futuro in cui la tecnologia OLED verrà messa in panchina o ridotta ad una nicchia ancora più ristretta fino alla sua naturale dismissione, similmente a quanto già avvenuto al plasma, mentre il mass market sarà tutto dei micro-LED, dagli smartwatch ai TV.