Il mese scorso Apple ha annunciato che nell'arco di due anni non si sarebbe più approvvigionata per i processori grafici per i propri dispositivi mobili da Imagination Technologies, sua storica fornitrice. Infatti, sin dai tempi di iPod, Apple si è rivolta all'azienda inglese, tanto che i suoi ordinativi rappresentano oltre il 50% del suo fatturato. La notizia che d'ora in poi avrebbe sviluppato i chip grafici in casa, ha fatto crollare il valore delle azioni di Imagination del 70%. Si è, inoltre, generata una sensazione di insicurezza non solo verso la società europea, ma anche verso i fornitori degli altri componenti che temono simili azioni da parte di Cupertino in futuro.

Secondo Imagination, Apple non potrà progettare e produrre i nuovi chip in casa senza violare i propri brevetti e, pertanto, ha dichiarato di aver cercato in tutti i modi di trovare una transazione che possa ridefinire gli accordi commerciali esistenti, in forza dei quali la società inglese incassa delle royalties fisse per ogni dispositivo made in Cupertino venduto. Per questi motivi, Imagination Technologies ha avviato una procedura per la risoluzione della controversia, più strutturata di una semplice trattativa con Apple, per tentare di risolvere bonariamente la vicenda. La mossa di Imagination è più che comprensibile, visto che rischia di vedere il suo ruolo sul mercato ridotto notevolmente, con le tremende conseguenze che questo comporterebbe. Peraltro, c'è chi ha già iniziato ad abbandonare la società per passare proprio al team di Apple dedicato alle GPU. Ovviamente, vi terremo aggiornati sugli sviluppi.