La TV sta cambiando. Non tanto nella sua forma fisica quanto nella modalità di fruizione dei contenuti. È già da qualche anno che l'offerta non lineare in streaming si sta evolvendo e finalmente anche l'Italia può dire la sua. Seppure ci si trovi ancora indietro rispetto gli USA ed alcune delle più avanzate nazioni europee, possiamo contare su Netflix, Prime Video, NowTV, Infinity e qualche altro, riuscendo a coprire abbastanza bene le necessità dei molti. Sky continua a tenersi diverse chicche per il satellite, ma la sua piattaforma digitale sta crescendo e con essa le speranze di una maggiore democratizzazione. Se si migliora dal lato dell'offerta lo si fa anche all'altro capo, fornendo agli utenti maggiori possibilità di accesso ai contenuti. Le Smart TV oggi sono effettivamente pratiche ed usabili, soprattutto a seguito della selezione naturale che ci ha portato ad averne principalmente tre e discretamente mature: Samsung Tizen ed LG WebOS da una parte ed Android TV per tutto il resto (o quasi).

Quest'ultima, per assurdo, è quella che si è evoluta meno, rimanendo quasi sempre uguale a sé stessa mentre Android cresceva di versione in versione. Con l'arrivo di Android O, anticipato al recente Google I/O, le cose cambieranno. Oltre alle tante novità sotto il cofano, che vi abbiamo già anticipato, si prevede un interessante restyling che darà priorità alle preferenze dell'utente. L'area principale sarà finalmente dedicata ai canali di accesso ai contenuti – con i vari Netflix, YouTube, ecc.. – invertendo l'attuale logica che metteva in risalto i suggerimenti di Google.

Vi saranno sotto delle piccole anteprime per le app che supporteranno la funzione e la possibilità per i provider di creare dei sotto canali interni in una libreria chiamata TvProvider. Infine, si dovrebbe citare la maggiore integrazione con Google Assistant ma sappiamo che l'Italia non potrà beneficiarne appieno. Purtroppo è la storia che si ripete e che stiamo subendo anche con l'ultima Apple TV e Siri, che da noi rimane un miraggio, al punto che Apple ha persino rinominato il telecomando Siri Remote in Italia, tanto per eliminare il più chiaramente possibile i riferimenti alla funzionalità correlata ed alla presenza effettiva di un microfono inutilizzato. Il video di seguito mostra tutto questo e tanto altro, dimostrando che l'attenzione di Google sull'argomento TV si è innalzata e che c'è la volontà di fare bene nel prossimo futuro.