Quando nel 2012 Microsoft rilasciò Windows RT, sembrava potesse essere l'inizio di un'interessante evoluzione per il suo sistema operativo, portando su un nuovo livello la sfida x86 vs ARM. Le cose non hanno però funzionato, sia a causa della pessima fama costruitasi da Windows 8/8.1 sia per la scelta in RT d'impedire l'installazione di applicazioni desktop (salvo ricorrere a espedienti non ufficiali), col magro Store insufficiente a coprire tutte le esigenze degli utenti. Un'occasione persa, ma che in quel di Redmond è servita a riflettere sugli errori e rimediare appropriatamente. Windows 10 per ARM, annunciato lo scorso dicembre, è ormai quasi pronto al debutto commerciale.

Microsoft ha ripetuto su ARM lo schema di stretta partnership già visto con Intel nel mondo x86, e la scelta non poteva che ricadere su Qualcomm. Gli Snapdragon 835 saranno i primi SoC a supportare Windows 10 nella sua forma pressoché completa, in grado non solo di eseguire le app native, dallo Store e al di fuori, ma anche quelle x86 con un sofisticato emulatore che promette un'esperienza d'uso non troppo sacrificata in termini di prestazioni. L'obiettivo è di creare portatili, tablet e 2-in-1 sottili, leggeri e con un ottimale bilanciamento performance/batteria; non si può escludere, benché non siano il focus attuale, che l'iniziativa ARM si estenda pure ad alcuni PC fissi, come quelli mini o all-in-one sotto la fascia alta. Per sostenere la vocazione mobile di questi dispositivi, tra i principali elementi su cui la coppia Microsoft/Qualcomm spinge ci sono il supporto alla connettività 4G fino a 1 Gbps e alle cosiddette eSIM, integrate direttamente nel resto dell'hardware. Windows, dal canto suo, contribuirà con una modalità standby più intelligente, che non solo permetterà di riprendere rapidamente il lavoro ma sfrutterà la costante presenza di reti LTE e Wi-Fi per mantenere aggiornati i dati nonché assistere l'utente in qualsiasi momento avesse bisogno di Cortana.

I primi PC basati su Snapdragon 835 arriveranno nel corso dei prossimi mesi da varie aziende, tra cui Asus, HP, Lenovo e Xiaomi. Un'attenzione da parte dei grandi nomi che dà fiducia a questo nuovo sforzo. Siamo davanti a un serio punto di svolta in ambiti storicamente dominati da Intel? Quanto reiterato oggi non è un segnale di sfiducia verso l'azienda di Santa Clara: Microsoft continuerà a fornire come sempre il massimo supporto a x86 e non mancheranno soluzioni 4G/eSIM con processori Core. La crescita delle soluzioni basate su ARM rimane però spedita, spalancando loro le porte di mercati sinora preclusi, e con Google che per Chrome OS ne ha già fiutato le grandi potenzialità il colosso guidato da Satya Nadella non poteva più rinviare la discesa in campo. Uno scontro totale sul lungo termine tra architetture hardware e software, su cui noi consumatori dovremo prestare attenzione in quanto destinato ad avere grande impatto nel settore, con la necessità pure per Apple di non tardare troppo a scoprire le sue carte.