A marzo di quest'anno Apple, con una mossa a sorpresa, ha acquistato l'acclamata app Workflow, proprio quella che qualche anno prima era stata premiata agli Apple Design Award. Come capita di consueto in questi casi, se l'app rimane disponibile al download sull'App Store diviene gratuita. E proprio così è stato in seguito all'acquisizione. Sulle motivazioni dell'investimento messo a punto da Apple se ne è parlato a lungo, e tutti noi speriamo di vedere le funzionalità di Workflow integrate in iOS, magari già dalla prossima versione 11. Anche macOS potrebbe beneficiarne, andando a semplificare e migliorare Automator.

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Quello che però ha lasciato l'amaro in bocca è che, a seguito del passaggio ad Apple, Workflow ha perso l'integrazione con alcune importanti app quali Google Chrome e Pocket. Si è parlato del fatto che queste fossero state rimosse a causa di alcuni cavilli legali, ma non è mai stato confermato ufficilamente. In tutti i casi la questione sembra essersi risolta poiché, come segnalato su MacStories, l'ultimo update di Workflow (versione 1.7.4) ha reintegrato le azioni di Google Chrome e Pocket. Oltre a ciò l'update porta due nuove azioni che si integrano con Apple Music, ovvero Add to Up Next (aggiungi alla coda) e Clear Up Next (cancella la coda). Le altre piccole migliore si possono leggere nella pagina di supporto dell'app. Insomma, tutto tornato al suo posto e con funzioni in più? Non proprio. Come fa notare Federico Viticci nel suo post, altre integrazioni sono state eliminate con l'update dello scorso 22 marzo, tra le quali quelle con Google Street View, Telegram e Uber. Di queste, purtroppo, nessuna è stata reintrodotta.

Questa mossa può comunque rassicurare i più grandi fan di Workflow. Apple, nonostante l'acquisizione, non sembra intenzionata a far morire l'app, almeno finché le sue feature non saranno pronte ad essere integrate nel sistema operativo iOS, macOS, o qualunque altro ne possa beneficiare. E io credo che, forse, non potevamo sperare di più.