HomeKit è senza ombra di dubbio un sistema ben progettato e ricco di funzioni interessanti per la gestione di una smart home. Tuttavia, inutile negarlo, solo una piccolissima parte dei produttori di accessori per la casa è entrata nell'ecosistema Apple, e nella maggior parte dei casi tratta di marchi premium dal costo mediamente alto. Che durante questo WWDC qualcosa di importante in ambito HomeKit sarebbe accaduto ce lo aspettavamo tutti.

Infatti, qualche settimana fa alcuni produttori di accessori per la domotica, che inizialmente avevano dichiarato la loro intenzione di rimanere fuori dall'ecosistema Apple, hanno fatto marcia indietro, promettendo un futura compatibilità dei loro prodotti con HomeKit. Il caso più eclatante è stato senza dubbio quello di Ikea che, entrata da poco in questo mondo con la linea TRÅDFRI, ha annunciato il supporto ad Apple HomeKit. Questo dovrebbe avvenire entro la fine dell'estate insieme a quello di Google Assistant e Amazon Alexa. Un altro caso eclatante è quello di Belkin, che lo scorso 31 maggio ha annunciato di essere al lavoro per portare il supporto ad HomeKit sulla sua linea Wemo.

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La linea di accessori TRÅDFRI di Ikea

Ma come mai tutti questi produttori si sono mossi solo ora verso l'ecosistema creato da Cupertino? La risposta è arrivata durante il WWDC17. Apple ha infatti deciso di aprire HomeKit in due diversi modi.

La prima apertura, quella che ha spinto i produttori ad abbracciare l'ecosistema, è stata fatta eliminando l'obbligo di inserire uno specifico chip di autenticazione all'interno di ogni prodotto compatibile con HomeKit. Ora l'autenticazione potrà avvenire via software, sebbene le aziende interessate a vendere un prodotto che "Works with Apple HomeKit", come recita l'etichetta, dovranno comunque aderire al programma di affiliazione di Apple. In questo modo tuttavia, anche prodotti inizialmente non progettati per funzionare all'interno dell'ecosistema di Apple potranno entrarvici semplicemente attraverso un aggiornamento del firmware. La seconda apertura riguarda invece gli hobbisti, o comunque gli utenti più smaliziati, che potranno in tutta libertà costruirsi il proprio sistema HomeKit compatibile, magari sfruttando la piattaforma Arduino o Raspberry Pi. In questo caso, poiché i prodotti creati non sono destinati alla vendita, l'operazione potrà essere fatta senza versare alcun obolo ad Apple.

Vedremo se questa mossa di Cupertino riuscirà a rendere HomeKit, oltre che una piattaforma estremamente efficiente, un sistema sufficientemente diffuso.