La crescita di Huawei su tutti i mercati internazionali è senz'altro dovuta alla notevole qualità dei suoi prodotti, con top di gamma che se la giocano tranquillamente ai livelli occidentali di solito rappresentati da Apple e Samsung. Questo riposizionamento verso l'alto del colosso cinese ha avuto però conseguenze sul fronte prezzi, aumentati altrettanto all'occidentale o quasi. Per qualche tempo la controllata Honor ha agito soprattutto come marchio dedicato a un'utenza giovane e più attenta al budget, proponendo dispositivi pressoché equivalenti sul piano tecnico agli omologhi Huawei a prezzi inferiori, forti di marketing e metodi distributivi che permettevano ai due brand di non cannibalizzarsi. Con le dovute differenze, era un po' la situazione che si è vista tra Volkswagen e Škoda, col secondo che agiva da marchio budget del primo.

Proprio com'è avvenuto per Škoda, però, oggi Honor non solo ha acquisito una buona schiera di appassionati ma di fatto agisce al limite della concorrenza interna con la stessa Huawei, tanto per presenza nei negozi quanto per prezzi, come dimostra Honor 8 Pro. Nonostante la recente presentazione, questo dispositivo si prepara a dover condividere il trono di flagship col nuovo Honor 9 (via GSMArena), fresco di presentazione in Cina e stretto cugino del P10.

La somiglianza estetica è senz'altro notevole almeno nel frontale, inclusa la presenza del sensore d'impronte frontale che può essere pure utilizzato tramite gesti sulla sua superficie in sostituzione dei tre pulsanti software classici di navigazione di Android (Indietro/Home/Task Switcher). Maggiore distinzione vi è invece sul retro, dove Honor ha scelto di proseguire il percorso stilistico intrapreso a partire dall'Honor 8 con una scocca prevalentemente in vetro. Si torna a un coro unisono per i vari componenti, a partire dal display, un pannello IPS da 5,15" con risoluzione Full HD e gamma cromatica DCI-P3. Idem per il comparto fotografico, fatta eccezione per l'assenza del marchio Leica: doppio sensore posteriore, 12 Megapixel RGB e 20 Megapixel monocromatico, che combinati possono generare uno zoom ottico fino a 2x. L'apertura è f/1.8 e non mancano all'appello né autofocus con rilevamento di fase né flash LED a doppia tonalità. Sul fronte della registrazione video, essa avviene in 4K a 30 fps. La fotocamera anteriore è da 8 Megapixel.

Il SoC non desta sorprese, è il proprietario Kirin 960 octa-core con GPU Mali. Curiosa distinzione invece per la RAM, che da 4 può arrivare fino a 6 GB in base alla versione; lato P10 questa possibilità è invece concessa solo al più grande modello Plus. Lo spazio di archiviazione disponibile è di 64 o 128 GB, espandibile tramite microSD da inserire al posto della SIM nell'apposito slot ibrido. Completano la dotazione Wi-Fi 802.11ac, 4G LTE, NFC, GPS e il solito set di sensori (accelerometro, giroscopio, ecc.). La batteria è da 3.200 mAh, non rimovibile. Il connettore fisico è USB-C, coadiuvato dal jack cuffie 3,5 mm, che beneficerà pure di un DAC audio integrato. A livello di sistema operativo troviamo Android 7.0 con l'interfaccia personalizzata EMUI 5.1. I prezzi nel mercato di casa, su cui debutterà il 16 giugno in 4 colorazioni (Amber Gold, Seagull Grey, Charm Sea Blue, Magical Night Falls Black), sono piuttosto interessanti. Si parla di poco più di 350 € per la variante da 64 GB e poco meno di 400 € per quella da 128 GB. Difficile però si confermeranno pure per la versione europea, la cui presentazione dovrebbe avvenire entro fine mese.