Nell'ultimo roundup per l'evento odierno abbiamo scritto e discusso di come potrebbe maturare iOS 11. Ci sono diverse cose che gli utenti richiedono a gran voce e la maggior parte di queste riguardano la produttività su iPad Pro. Multiutenza, drag&drop, multitasking più efficiente, app più professionali, file system navigabile... Quest'ultima è una speranza che si ripropone anno dopo anno dal 2007, perché è sembrata fin da subito una limitazione di iPhone OS rispetto gli altri sistemi dell'epoca. I vari vantaggi dello smartphone concepito da Apple ci hanno fatto mettere da parte tale lacuna e gli aggiornamenti ci hanno concesso dei metodi sempre più eleganti per condividere contenuti da un'app all'altra. Su iPhone si potrebbe dire che quel che si può fare va già più che bene, seppure le novità e le aperture siano ovviamente ben accette, mentre su iPad (specie le edizioni Pro), l'idea di poter effettivamente "lavorare" è minata da una gestione file un po' contorta. Tutto si semplifica se ci si appoggia esclusivamente a servizi cloud ma non è una risposta adatta per tutti. Intanto perché siamo comunque obbligati a scaricare prima in locale i contenuti da modificare, ma anche perché il cloud può essere inadatto per file di grosse dimensioni, sia per i costi dei servizi che per i tempi di scaricamento. La prima timida risposta da parte di Apple è stata l'app iCloud Drive di iOS 9 (per altro semi-nascosta). Utile, per carità, forse anche dovuta, ma non certo sufficiente. Sembra che le cose stiano finalmente per migliorare grazie ad una nuova app decisamente più adatta ai "power users", che è già pronta per essere svelata nell'odierna WWDC.

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È stata scoperta e riportata su Twitter dallo sviluppatore irlandese Steven Troughton-Smith, non nuovo a ritrovamenti dietro le quinte della mela. Possiamo vederne solo l'icona, mentre gli screenshot sono rimpiazzati da temporanee coperture: logo Apple bianco su sfondo nero.

In base alla descrizione, appare disponibile sia per iPhone che per iPad. Steven ha trovato ulteriori piccole informazioni come il nome del bundle, com.Apple.DocumentsApp, che suggerisce un diverso nome interno precedente (che sarebbe forse andato in contrasto con l'analoga Documents di Readdle), e la disponibilità solo a 64-bit. Nulla è dato sapere sulle funzionalità, ma ci auguriamo possa soddisfare davvero le aspettative di coloro che l'attendevano da tempo.

si chiama Files e non Finder

Da notare il nome: non si chiama Finder, come molti si sarebbero giustamente attesi. Files è un un nome fin troppo generico e che rientra in questa sorta di auto-privazione dei propri simboli iconici che va avanti ormai da diversi anni. Il simbolo  sulle tastiere, il menu Archivio trasformato in File, le voci di rete AirPort divenute solo Wi-Fi, per non parlare degli elementi hardware accantonati, come la mela luminosa nei portatili o il MagSafe. Files sembra inserirsi in questa scia e potrebbe persino essere il preludio di uno storico cambio anche su macOS. Oggi diremo addio al Finder? Non manca molto per saperne di più, ricordate la nostra diretta #SaggioMela alle 18:30 su: