Questi primi due anni di vita sono volati, per Apple Music. Nato dalle ceneri di Beats Music, il servizio musicale made in Cupertino sta ottenendo il successo sperato, grazie a periodici interventi funzionali e alla compatibilità multipiattaforma, Android incluso. È ora però di risedersi al tavolo con le case discografiche: i diritti per lo streaming e la vendita di brani musicali sono in scadenza a fine giugno. Come riporta Bloomberg, Apple intende cambiare più a suo favore le condizioni del gioco.

La mela vorrebbe infatti una migliore ripartizione dei ricavi da Apple Music con le etichette discografiche, che sinora hanno ottenuto il 58% della torta. Nelle intenzioni la percentuale dovrebbe abbassarsi attorno a quella praticata da Spotify, che si attesta sul 52%. Le major, che stanno ricevendo grandi soddisfazioni dai servizi in streaming, si sono dimostrate disponibili a questa revisione degli accordi. Ovviamente non senza condizioni: Apple dovrà ottemperare a varie richieste, tra cui riuscire ad aumentare il già discreto numero di abbonati e continuare a sostenere iTunes come canale di vendita diretta, che seppur in declino vanta ancora numeri importanti e in alcune nazioni resta preferito allo streaming. Nessuna delle parti sembra avere una reale fretta di concludere, e anche se si arriverà al 30 giugno senza il rinnovo non ci sarà alcuna ecatombe di brani su Apple Music. Le discussioni proseguiranno senza impatti pratici sulla piattaforma, sostiene Bloomberg.

tesla

Lo streaming musicale fa gola a parecchie aziende del settore tecnologico. Sono poche quelle prive di un proprio servizio, vuoi per apparente scelta (Facebook) vuoi perché ci hanno provato senza grandi fortune (Samsung e Sony). La prossima contendente nel mercato potrebbe essere Tesla, secondo le indiscrezioni di Recode. L'intraprendente casa automobilistica di Elon Musk sarebbe già in trattative con le case discografiche, per una piattaforma che dovrebbe comprendere sia l'accesso illimitato al catalogo di brani sia stazioni radiofoniche online, strutturandosi così in modo simile proprio ad Apple Music. La fruizione principale avverrebbe nei veicoli della gamma Tesla, che hanno già l'infrastruttura tecnica necessaria, come dimostra la partnership vigente con Spotify al di fuori degli Stati Uniti. Tuttavia, considerando come Musk tenda a pensare in grande, è poco probabile che l'ipotetico servizio venga limitato al solo uso in viaggio e soprattutto ai soli possessori delle sue auto (che potrebbero comunque avere agevolazioni). Potrebbe rivelarsi una buona via per far conoscere ancor meglio al mondo il marchio Tesla e, perché no, iniziare a fidelizzare un numero maggiore di clienti che magari in futuro investirebbero in uno dei prodotti principali dell'azienda, a maggior ragione col prossimo arrivo di mezzi più economici come la Model 3.