Si è chiuso nelle scorse ore il percorso di rilasci a tappe per la prima generazione di CPU AMD Ryzen. Un percorso che abbiamo seguito con interesse sia per l'attenzione rivolta a iniziative come il #progettowin sia per l'effettiva boccata d'aria che ha dato al mercato dei processori. Non mi si fraintenda come se stessi sminuendo il ruolo d'Intel o ne fossi un hater, tutt'altro: l'azienda di Santa Clara ha e continua ad avere complessivamente i migliori chip sul piano delle prestazioni. Per anni è stata una forza dominante nell'ambito x86, al limite del monopolio oserei dire. Questo perché la concorrenza è stata di fatto assente. Dopo l'exploit degli Athlon 64 nei primi anni 2000, per troppo tempo AMD non è stata più in grado di competere con le proposte Intel, ritagliandosi solo un ruolo relativamente ristretto nella fascia budget. Ora a Sunnyvale sembrano aver rimesso la marcia giusta, con la gamma Ryzen che offre un apprezzabile rapporto prezzo/prestazioni, dai modelli top come Threadripper a quelli entry-level come i due Ryzen 3 di cui parleremo qui.

Quest'ultima serie è molto semplificata, con due sole configurazioni. Entrambe hanno in comune la struttura quad-core, che tuttavia come in molte altre analoghe situazioni non viene fatta ad-hoc ma sfruttando le economie di scala deriva da quella già usata nella fascia alta, disabilitando 4 nuclei della base octa-core originaria. Altre uguaglianze si ritrovano nell'assenza del supporto al multithreading, ossia l'uso di core logici in aggiunta a quelli fisici, la cache L3 di 8 MB e il Thermal Design Power di 65 W. La differenza tra 1200 e 1300X è di fatto nelle sole frequenze operative. Il primo prevede un clock base di 3,1 GHz, che in modalità Turbo può arrivare fino a 3,4; il secondo parte invece da 3,5 GHz per arrivare fino a 3,7. Varia anche la modalità XFR, che in presenza di appropriate soluzioni di raffreddamento spinge ulteriormente su la frequenza: il 1200 può guadagnare al massimo altri 50 MHz, mentre il 1300X ben 200.

Oltre a prestazioni convincenti, AMD conta per conquistare i potenziali utenti pure sul raffronto commerciale. Ryzen 3 1200 e 1300X hanno un prezzo a lotti rispettivamente di $109 e $129, ponendosi in diretta competizione coi Core i3 di Intel. Questi ultimi però sono solo dual-core, seppur dotati di HyperThreading, e non dispongono delle frequenze Turbo. Per ritrovare nella gamma Intel configurazioni tecnicamente più simili ai Ryzen 3 occorre salire ai Core i5, con ovvi impatti economici. Il tempo saprà dirci a chi sorriderà la sfida nella fascia bassa: i benchmark di AnandTech permettono di farsi una prima idea, col 1300X che se la cava piuttosto bene. La palla passa ora ai portatili, dove si aspettano le prime APU, ovvero come AMD identifica la combinazione di processore centrale e chip grafico Radeon, basate sull'architettura Zen. Ma ci vorrà ancora un po' prima di vedere Ryzen Mobile in azione.