Sembrano ere geologiche, ma in realtà parliamo di alcuni anni fa. Con l'iPhone, Apple ha stravolto tutto il settore smartphone, costringendo le rivali a rispondere per le rime. Samsung ci è riuscita, tuttavia al prezzo di svariate battaglie legali con l'azienda di Cupertino. In effetti, i primi Galaxy non nascondevano un'influenza da parte del prodotto della mela, ma col tempo Samsung ha imparato a distanziarsi sul fronte estetico e allontanare in larga parte i potenziali punti di somiglianza con l'iPhone. Il Galaxy S8 rappresenta in tal senso il nuovo apice di questa strategia, tanto che insieme al G6 di LG sembra essere riuscito ad anticipare il trend dei prossimi anni. Sul Wall Street Journal (a pagamento; free via Macrumors) si chiedono se non stiamo assistendo a uno storico sorpasso proprio nell'ambito tanto caro ad Apple, il design.

Ad alimentare questo scenario sono sia vari analisti sia soprattutto un veterano di entrambe le aziende, Hugh Dubberly. A sua detta, il merito della staffetta avvenuta con S8 non risiederebbe tanto negli effettivi progressi di Samsung, che pur sono stati tanti, bensì nello stallo creativo in cui sarebbe caduta Apple dopo la morte di Steve Jobs. La gestione a cura Tim Cook appare per Dubberly maggiormente orientata al pratico, con un occhio più finanziario di principio che, per così dire, artistico. Un cambio fondamentale di strategia, di cui a lungo andare l'iPhone sembrerebbe risentire.

Guardiamo dapprima alla realtà odierna. Effettivamente, come già scritto più sopra il Galaxy S8 ha avuto un forte effetto nel mercato e contribuirà in futuro al proliferare di smartphone dotati di cornici sempre più sottili e schermi di ampie dimensioni soprattutto nella fruizione in orizzontale, grazie a rapporti d'immagine come 18:10 o 2:1. Dall'altro lato, la formula dell'iPhone ha sì conosciuto evoluzioni, ma mai un cambio radicale. La parentela estetica tra un iPhone 7 e uno EDGE di dieci anni fa resta ben visibile. Inoltre, è pure vero che Cook non ha lo stesso approccio profondo di Jobs sulle questioni più concettuali. Tuttavia, ritengo si sia scelto il momento sbagliato per rilasciare tali affermazioni. Bisogna infatti fare i conti con l'approssimarsi di settembre, che molto probabilmente ci mostrerà un iPhone molto diverso da come l'abbiamo conosciuto e per parecchi versi ben più simile alla direzione intrapresa da S8. In aggiunta a ciò, si parla di Apple come se avesse perso tutti i suoi componenti di spicco dell'era Jobs. In gran parte sono ancora lì, incluso Jonathan Ive, l'unico che era davvero in grado di capire i gusti di Jobs e anche l'unico probabilmente capace di dar loro espressione tuttora, per quanto con inevitabili differenze.

Insomma, prima di gridare l'allarme per Apple, cosa che è già stata fatta altre volte nel corso di questi ultimi anni, attenderei altri due mesi per valutare la situazione. E anche se Samsung replicasse ancor meglio, ne beneficeremmo principalmente proprio noi utenti, con una competizione sempre più serrata. Altro che stallo: il meglio potrebbe essere ancora da venire.