Sapete, il fatto che una tecnologia rappresenti il nostro futuro non vuol dire per forza che sia la migliore anche nel presente. Faccio un esempio forse improprio ma direi che tutti concordano sul fatto che le auto elettriche siano la soluzione per la mobilità a lungo termine per efficienza e sostenibilità, tuttavia gli attuali costi, l’autonomia ridotta e le complicazioni della ricarica – per tempi e stazioni – ne rendono complessa la diffusione su larga scala. Ritornando in ambito informatico, la porta USB-C e ancor di più quella Thunderbolt 3 (che condividono il connettore pur essendo diverse) sono quanto di meglio la tecnologia odierna possa offrire, eppure risultano spesso un limite nell’attuale panorama informatico. È fuor di dubbio che siano più veloci e flessibili ma chiunque abbia un computer con solo questa tipologia di porte deve far affidamento su uno o più adattatori per non essere tagliato fuori dal resto del mondo. Inoltre c’è un problema di fondo: queste tecnologie non appaiono ancora mature al 100%, per cui si presentano saltuari problemi di stabilità e compatibilità. Ciò non toglie che vi sia un grande vantaggio, almeno dal punto di vista teorico, ovvero quello di connettere un unico cavo ad un hub che fornisca non solo tutte le porte mancanti ma anche la ricarica. L’ideale per trasformare i sempre più diffusi portatili in postazioni fisse con monitor, mouse, tastiera, dischi ed altri accessori pronti ad essere messi in funzione occupando un’unica porta sul computer. È la logica dietro il MacBook e che ritroviamo anche nel MacBook Pro dal 2016 in poi, con il vantaggio per quest’ultimi di utilizzare la più performante Thunderbolt 3 in luogo della USB-C gen 2.

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Se la teoria risulta certamente appetibile, la pratica ci porta a scontrarci con una realtà diversa. Tutte le periferiche basate su Thunderbolt 3 e messe in commercio prima della fine del 2016 non sono infatti compatibili con i MacBook Pro Retina, in quanto il chip USB-C annesso era quello di prima generazione e viene rigettato da macOS. Per fortuna non sono tanti, ma anche i nuovi sembrano incontrare diversi problemi. Non è un caso che tutti i Dock che forniscono anche la ricarica abbiano tardato moltissimo ad arrivare e solo da pochi giorni siano effettivamente ordinabili (circa 8 mesi dopo l’annuncio). Si tratta di tecnologie radicalmente nuove e che richiedono un tempo naturale di maturazione, ma questo non vuol dire che non siano valide. Bisogna semplicemente accettare che non siamo ancora in grado di sfruttarne pienamente le potenzialità. Come avvenuto dopo l’avvento della porta Thunderbolt 2, anche con quella di nuova generazione sto analizzando da mesi le migliori offerte del mercato. La prima che ho avuto modo di testare approfonditamente è stata quella di StarTech con la sua Docking Station Thunderbolt 3.

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Il Dock è abbastanza compatto ed esteticamente gradevole, con una robusta struttura di metallo scuro, simile al grigio siderale di Apple. In dotazione troviamo l’alimentatore ed anche un cavo Thunderbolt 3, gradita aggiunta visto il suo costo anche se avrei preferito fosse più lungo: i soli 50 cm possono rappresentare un fastidioso limite nella disposizione del Dock rispetto al computer.

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Sul retro si trovano la maggior parte delle connessioni, che includono (da sinistra a destra): la Gigabit Ethernet, una USB-A 3.0, ingresso ed uscita audio da 3,5mm, due Thunderbolt 3 ed una DisplayPort 1.2. Grazie alla doppia porta Thunderbolt si ha la possibilità di connettere un altro dispositivo in cascata, ma può essere anche adoperata come una normale USB-C. La DisplayPort 1.2 supporta il 4K a 60Hz ma il Dock può gestire un secondo monitor con medesime specifiche proprio per via dell’altra porta Thunderbolt 3/USB-C, dove si possono connettere adattatori video di ogni tipo.

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Le porte a disposizione continuano sul davanti, dove troviamo un USB-A con fast charging ed una USB-C. Mi sarebbe piaciuto avere anche uno slot per SD ma con un totale di 3 USB+1 (la Thunderbolt 3 è retrocompatibile USB-C) non è un problema occupare una porta con un lettore. Dalle specifiche sul sito del produttore si legge che questo Dock non supporta la ricarica del computer connesso. Come dicevo inizialmente, i dispositivi che la gestiscono correttamente stanno arrivando solo ora e costano di più, inoltre anche acquistare un banale alimentatore USB-C da 80/100W al di fuori di quello nativo del computer non è cosa facile. Comunque, nelle mie prove ho potuto constatare che in realtà questo Dock un po’ di carica la veicola lo stesso. È un po’ altalenante, può andare da 10 a 30W, per cui non riesce sicuramente a ricaricare un MacBook Pro 15” durante il suo uso (che richiede almeno 87W), tuttavia questa piccola porzione di energia in ingresso sembra arginare leggermente la scarica, aumentando di un pizzico l’autonomia.

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Alla fine dei conti, però, un Dock del genere ci costringe a dover usare anche l’alimentatore del computer, cosa che oggettivamente limita la comodità teorica di questa connessione. Tuttavia non viene meno la sua efficienza, anche se in questo caso diventa più simile a quella della precedente Thunderbolt 2. Il Dock di StarTech mi ha consentito di creare una postazione di lavoro molto completa in questi giorni di utilizzo, con un monitor 32” 4K, un lettore di SD UHS-II con connessione USB-C, un Hard Disk da 2TB (sempre USB-C), il ricevitore Unifying del mouse Logitech MX Anywhere ed avendo ancora una porta USB-A libera per connettere (e ricaricare) iPhone, iPad o altro.

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A parte il discorso della ricarica, che era chiaramente nelle specifiche, sono due le negatività che ho riscontrato. La prima di queste è che il Mac non riesce a gestire le risoluzioni HiDPI sul monitor esterno connesso via DisplayPort 1.2. Supporta il 4K nativamente e riconosce anche i 60Hz, ma le risoluzioni inferiori scalate non sono di tipo “Retina” e risultano quindi meno dettagliate. Da quel che ho potuto capire non è un problema di questo Dock ma di una specifica reticenza di macOS, perché mi è successo anche con altri adattatori.

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Il secondo problema che ho notato l’ho già avuto con altri Dock USB-C e Thunderbolt 3 (ma anche con alcuni vecchi Thunderbolt 2). In pratica se si connette tutto il necessario al Dock e poi si collega il computer, tutto funziona al primo colpo e senza problemi. Va anche bene connettere il Dock “nudo” e poi aggiungere i dispositivi uno ad uno, mentre gli spostamenti intermedi sono sempre a rischio instabilità. Intendo dire che se stiamo usando già monitor, dischi ed altro ed aggiungiamo anche una pendrive, può andare tutto liscio ma anche no e, nel secondo caso, ci troviamo con una disconnessione improvvisa di una o più periferiche. È una scocciatura, anche perché poi si deve togliere tutto e ricominciare per far sì che il Mac riprenda coscienza di ogni dispositivo, ma è anche una problematica che si può contenere moltissimo avendo un setup tendenzialmente stabile. A me, ad esempio, è successo "solo" un paio di volte questa settimana… non dico che sia piacevole, ma usando Dock del genere da diverso tempo posso dire con discreta certezza che si tratta di una problematica molto diffusa è che in larga parte dipende proprio dai chipset T3+USB-C. Altra colpevole è certamente Apple, mi spiace dirlo, perché su Windows tutto fila molto più liscio. In effetti StarTech specifica la compatibilità solo per il mondo PC e non per Mac, ma è una cosa assurda visto che a) funziona lo stesso e b) sono connessioni standard in cui le conversioni di segnale avvengono a livello hardware.

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Come ho già avuto modo di dire (fin dall’avvento delle nuove porte) USB-C e Thunderbolt 3 sono una vera rivoluzione e questo formato è destinato ad imporsi nel nostro futuro ed a rimanerci per moltissimo tempo (basti pensare a quanto è durata la USB Type A dalla ver. 1.0 ad oggi). Il completo cambio di tecnologia ha però portato un bel po’ di scompiglio, sia in termini di confusione per l’utente (anche i cavi sono indistinguibili) che per l’industria. Tutti i produttori di controller, in particolare l’accoppiata Intel/Texas Instruments che è molto diffusa, ma anche gli altri (Cypress, Microchip, STM, ecc..) devono lavorare molto meglio e collaborare a stretto contatto con i produttori di hardware e di sistemi operativi al fine di rendere questi standard teorici degli standard di fatto. Passi la differenza tra USB-C e Thunderbolt 3, che gli utenti dovranno necessariamente capire e distinguere informandosi (visto che spesso non c’è neanche il loghetto, come nei MacBook Pro), ma se ho una porta che è certamente Thunderbolt 3 devo poter dedurre che un dispositivo Thunderbolt 3 sia sempre e naturalmente compatibile, senza dovergli fare una radiografia per scoprire chi è il produttore di questo o quel controller e indagare sul supporto con il sistema operativo in uso. Perché se è questo il futuro che ci aspetta, quasi quasi era meglio il passato.

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Conclusione

Il Thunderbolt 3 Dual 4K Docking Station di StarTech supporta moltissime porte ed è uno dei pochi ad avere una uscita DisplayPort 1.2 nativa 4K @60Hz invece della più diffusa HDMI. È fatto molto bene, è gradevole e compatto, con un costo che supera di poco i 200€ su Amazon. Se usate Windows l’unico limite è che non ricarica il portatile connesso, cosa che certamente dispiace ma che ha consentito di contenere il prezzo di vendita (quelli con carica superano in genere i 300€). Con i Mac si presentano due problematiche in più: incompatibilità delle modalità HiDPI con alcuni monitor 4K e un po’ di instabilità in più nei collegamenti a caldo. Nulla con cui non si possa convivere o che sia imputabile al prodotto (anche perché non possiede i vecchi chip USB-C non accettati dai Mac). Non potendo sapere le esatte dinamiche dietro gli standard e la realizzazione dei vari controller, non siamo in grado di riconoscere un “colpevole” ben definito, ma è chiaro che qualcosa ancora non funziona e che tutti, Apple inclusa, si devono impegnare per consegnarci computer, sistemi operativi e dispositivi che parlino la stessa lingua.

PRO
+ Prodotto costruito molto bene e compatto
+ Presenza di una doppia Thunderbolt 3
+ Cavo Thunderbolt 3 incluso (vedi contro)
+ Uscita DisplayPort 1.2 nativa 4K @60Hz
+ Supporto per un secondo monitor 4K con adattatori
+ Tante connessioni disponibili (Gigabit Ethernet, USB-C, USB-A con fast charging…)
+ Prezzo adeguato

CONTRO
- Non supporta la ricarica del computer
- Cavo Thunderbolt 3 troppo corto (50cm, connettori inclusi)
- Con macOS: alcuni monitor 4K non lavorano in modalità HiDPI
- Con macOS: si riscontra un po’ di instabilità connettendo nuovi device a caldo