Sono in tanti pronti a scommettere che la prossima frontiera degli schermi saranno i QLED, dove la Q sta per Quantum Dot, basata su nanocristalli semiconduttori. I vantaggi principali rispetto agli attuali OLED sono una migliore resa cromatica, valori ulteriormente ridotti per spessore e consumi energetici, ma soprattutto importanti benefici produttivi che portano ad una più alta longevità teorica dei pannelli. Attualmente non esistono però in commercio televisori e monitor QLED, quantomeno non nella forma completa: benché Samsung identifichi i suoi prodotti di punta con tale sigla, in realtà la parte quantum dot è solo quella relativa alla retroilluminazione, mentre il pannello in sé è LCD VA, acronimo di Vertical Alignment. Ciò non vuole togliere nulla al colosso coreano, i suoi TV di punta sono un gran bel vedere, ma a conti fatti siamo ancora in una fase ibrida di passaggio.

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Il massimo potenziale del QLED dobbiamo ancora vederlo, dunque, e non sappiamo quanto sarà lunga l'attesa. Non è nemmeno da escludere che nel frattempo si profilino ulteriori soluzioni transitorie, che combinino i vantaggi di Quantum Dot e OLED. Tra coloro che ci starebbero pensando vi sarebbe pure Apple, stando ad un brevetto rinvenuto da AppleInsider. L'invenzione depositata dall'azienda di Cupertino prevede la possibilità di dotare di tecnologie diverse i tre sotto-elementi RGB di un pixel. Nell'esempio sottostante, il sub-pixel dedicato al colore blu utilizzerebbe il Quantum Dot, mentre rosso e verde manterrebbero OLED.

In realtà, come molti brevetti, è per ora un esercizio soprattutto teorico, volto a tutelare il progetto mentre se ne verifica l'effettiva fattibilità ed i potenziali vantaggi che ne deriverebbero. L'ibrido pensato da Apple potrebbe sulla carta dotare i futuri iPhone di consumi energetici bassissimi tipici dei Quantum Dot e dei rapidi tempi di risposta che caratterizzano gli OLED. Il discorso produttivo, tuttavia, sarebbe da approfondire accuratamente, col rischio che intanto il QLED arrivi al suo stato definitivo rendendo inutili i mix. Oltre a ciò, sappiamo che Apple è molto attiva nel settore dei micro-LED, a seguito dell'acquisizione di LuxVue nel 2014. Questo nuovo brevetto può quindi essere solo una ricerca depositata perlopiù a scopo difensivo, affinché altre società non la replichino, ma può pure significare che giustamente in California ci si sta tenendo un'altra porta aperta in caso di problemi nello sviluppare i micro-LED. Tenere il piede in due scarpe non è sempre sconveniente, anzi.