Ormai dovremmo esserci abituati: Apple arriva in “ritardo”, usa tecnologie“vecchie” (o comunque già presenti nei dispositivi della concorrenza), ma siccome si chiama Apple allora tutti gridano all’avvento della rivoluzione. O almeno questo è quello che vede chi “non ama” (perché non mi piace parlare di odio) la società di Cupertino. In realtà le cose spesso non stanno esattamente così e ancora più spesso l'ingresso in un nuovo settore da parte di Apple porta un movimento ed una innovazione che fino ad allora non si immaginava. Mai (o quasi mai) i primi, ma capaci di prendere una tecnologia ed aggiungere quel “quid” di magia al punto tale di rinnovarla e consegnarla in modo migliore alle future generazioni (ed ai prodotti rivali).

Gli iPhone 8 e X saranno nelle nostre mani solo fra qualche giorno, eppure qualcosa già comincia a muoversi: oltre alle ormai consuete cover e pellicole protettive, c’è un'altra categoria di prodotti che sta per ricevere il “trattamento Apple” ed è quella dei caricabatterie wireless. I principi base della tecnologia esistono già dagli anni 90, mi vengono in mente gli spazzolini elettrici, ma è con l’avvento degli smartphone che le cose sono cambiate e si sono avute le prime innovazioni degne di nota, una fra tutte la maggiore quantità di corrente trasmissibile dalla base di ricarica al dispositivo. Sono arrivati anche i primi caricabatterie multipli, ma non hanno avuto molto successo perché i dispositivi dovevano dividersi la corrente disponibile impiegando una quantità spropositata di tempo per eseguire la ricarica.

Starete pensando “ecco, adesso ci parla della base AirPower di Apple”. Spiacente deludervi, quella me la lascio come dessert. La prima portata riguarda la predisposizione alla ricarica wireless sugli iPhone, che Apple ha portato dopo aver già sondato il mercato e stretto accordi commerciali per pubblicizzare questa funzionalità nei vari hotel, caffè, automobili, ecc.. andando a “forzare la mano” con i propri partner per ottenere nel tempo sempre più punti di ricarica. Il secondo piatto lo potrete ottenere più avanti, iniziando a fare ora un giro su Amazon per scegliere un caricabatterie Qi da tenere sulla scrivania o sul comodino e ripetendo l'operazione più avanti, diciamo nei primi di dicembre. Noterete sicuramente una quantità maggiore di offerta, ma sopratutto ci saranno molti apparecchi con un design migliore, funzionalità aggiunte, più varietà cromatica, ecc.. in sostanza, dispositivi che vi faranno venire voglia di acquistarli. Come lo so? Intanto basta guardare i due (sì, solo due) dispositivi già pronti alla commercializzazione sull’Apple Store: design pulito, ricarica rapida (disponibile più in avanti grazie ad un aggiornamento software) e realizzati con buoni materiali. A parte questo, chiunque abbia un po' di memoria storica sa bene che la stessa cosa è successa più volte in passato nel mercato degli accessori. Ancora una portata: l’aver abbracciato lo standard Qi è stata una scelta saggia (per via della diffusione) ma sopratutto ha consentito ad Apple di collaborare con la Qi Alliance per innalzare le specifiche dello standard. Ed eccoci al dessert: la base AirPower non è nulla che non sia già stato visto, solo che è fatta meglio, molto meglio. Consente di ricaricare i tre dispositivi che usiamo quotidianamente (smartphone, smartwatch e auricolari, dove mi aspetto altri case di ricarica con wireless ispirati agli AirPods) ma non solo: consente di utilizzare l’iPhone come monitor per visualizzare lo stato di carica di tutti gli altri appoggiati sulla base (chiaramente con grafica e animazioni molto cool).

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Insomma, è certamente lecito dire che Apple non ha inventato niente ancora una volta, eppure sono convinto che la diffusione di iPhone 8, 8 Plus e X con ricarica Qi porterà ad una maggiore diffusione della tecnologia, che improvvisamente vedremo in molti più accessori, arredamento, auto e nei locali che frequentiamo. Si potrebbe pensare che sarebbe andata comunque così, ma credo sia giusto adottare una tecnologia nel momento della sua maturazione, soprattutto quando si contribuisce a renderla migliore e a diffonderla universalmente.