Il dado è tratto: Toshiba ha accettato di vendere la divisione NAND al consorzio guidato da Bain Capital, vista l'offerta da ben 18 miliardi di dollari formulata da quest'ultimo. Quindi Apple, assieme a SK Hynix, Dell, Seagate Technology e Kingston Technology diventerà proprietaria di uno dei più importanti produttori di memorie flash (il quale a sua volta aveva acquisito tempo fa il brand OCZ).

Non stupisce che Cupertino sia fra gli aggiudicatari della vendita visto che, secondo quanto riportato da più fonti, partecipava alla gara come membro di tutti e tre i principali gruppi di imprese offerenti. D'ora in avanti, Apple potrà quindi contare su una sorta di produzione di memorie casalinga, avendo certamente più voce in capitolo e flessibilità rispetto alle attuali forniture esterne. L'operazione di acquisizione dovrà essere perfezionata entro marzo del 2018, di modo che Toshiba possa evitare di chiudere in perdita per il secondo anno consecutivo. I problemi economici della società giapponese sono dovuti sia alla forte concorrenza di Samsung che a quella di Western Digital, entrata di prepotenza nel settore con l'acquisto di SanDisk, e sono peggiorati a causa della bancarotta della propria divisione per l'energia nucleare Westinghouse. L'unico modo per evitare tremende conseguenze è stato quello di vendita l'intero settore delle memorie flash. L'azienda manterrà comunque il controllo del 10%, secondo i desiderata del governo nipponico, preoccupato di perdere definitivamente una delle proprie eccellenze.