L'anno scorso Google ha dimostrato di voler agire più in prima persona nel settore smartphone, rimpiazzando la serie Nexus coi nuovi Pixel, dispositivi in larga parte progettati in casa, senza loghi di altri produttori. In attesa che il 4 ottobre venga presentata la prossima generazione, a Mountain View hanno deciso di giocare d'anticipo per il futuro. L'attuale generazione di Pixel, così come quella in arrivo, non è infatti a totale controllo di Google per quel che concerne sviluppo e accordi produttivi. HTC ha avuto influsso in questi due ambiti, forgiando una collaborazione che ha permesso all'azienda taiwanese in difficoltà di ricevere una preziosa scorta d'ossigeno. Quest'ultima si sta però esaurendo, rischiando di riportare HTC in cattive acque. Sia per dare ancora una mano a una delle maggiori protagoniste nel mondo Android sia per evitare a prescindere la perdita di risorse qualora accadesse l'irreparabile, Big G ha acquisito la divisione HTC dedicata ai Pixel.

google-pixel-15

Siamo ben lontani dai rumor che volevano l'intera HTC o tutta la sua divisione smartphone nelle mani di Google: evidentemente l'esperienza Motorola non è qualcosa che Sundar Pichai vuole ripetere nella sua gestione. 1,1 miliardi di Dollari portano a casa un corposo team di ingegneri da Taiwan, che saranno così in grado di lavorare ancor più a stretto contatto col team californiano guidato da Rick Osterloh, e un accordo per l'uso non esclusivo di tutte le proprietà intellettuali realizzate da HTC. Quest'ultima resterà indipendente e continuerà a sviluppare in proprio gli altri smartphone, mantenendosi così tecnicamente in competizione anche con la stessa Google. Se questo offload basterà a rilanciare HTC non ci è dato saperlo, per ora, la situazione rimane difficoltosa. Di certo, come evidenziato da Osterloh nell’annuncio ufficiale, questo è un altro importante passo nella trasformazione di Google in una realtà attiva anche sull’hardware e non solo su software e servizi.