Il duopolio Apple-Samsung nel settore smartphone risulta ormai da qualche tempo un concetto superato. È infatti più corretto parlare di oligopolio a tre. La crescita di Huawei, quantitativa ma soprattutto qualitativa, non sembra conoscere soste, come ha anche dimostrato il (per ora temporaneo) sorpasso su Apple di alcune settimane fa. Sono prodotti ben realizzati, che non hanno più nulla da invidiare a quanto realizzato dai "soliti" marchi occidentali, anzi per certi versi li superano. Oggi il colosso cinese ha presentato le sue ultime novità per la fascia più alta del mercato, rinnovando la serie Mate.

Di solito iniziamo parlando della versione liscia e poi di quella Pro, ma stavolta faremo un'eccezione, il cui motivo sarà chiaro più avanti. Il Mate 10 Pro mantiene le buone doti costruttive già viste da qualche tempo sulla fascia alta di Huawei, con una scocca posteriore quasi completamente in alluminio (il che però significa rinunciare alla ricarica wireless) e frontale in vetro. Presente la certificazione IP67 contro acqua e polvere. Anche qui viene abbracciato il rapporto d'immagine 18:9, con un generoso schermo OLED da 6" dotato di risoluzione 2160x1080 e supporto HDR10; sempre in linea a quanto già visto sui principali rivali, l'estetica anteriore è quasi border-less, lasciando solo lo spazio strettamente necessario a capsula auricolare, sensori e fotocamera nella parte superiore (nella parte inferiore è invece presente il logo Huawei). Tornando dietro, si possono vedere la configurazione dual camera e subito sotto il sensore d'impronte. Niente riconoscimento facciale, ma l'azienda assicura che non se ne sentirà la necessità grazie alla rapidità del riconoscimento digitale, che avviene in 0,33 s. Durante la presentazione non sono mancate stoccate né ad Apple per il Face ID né a Samsung per il sensore d'impronte posizionato alla destra della fotocamera invece che sotto.

Entrando all'interno, troviamo il nuovo SoC di punta, Kirin 970. Sviluppato da Huawei come i precedenti, è basato su un'architettura ARM Cortex octa-core: i nuclei sono suddivisi in due quartetti, uno ad alte prestazioni Cortex-A73 da 2,36 GHz e l'altro a risparmio energetico Cortex-A53 da 1,8 GHz, con la possibilità di operare anche tutti insieme quando necessario in virtù della configurazione big.LITTLE. Il chip grafico è anch'esso di provenienza ARM, Mali-G72 MP12, mentre è proprietaria la Neural Processing Unit, dedicata all'intelligenza artificiale e in grado di offrire prestazioni nell'ambito sino a 25 volte migliori rispetto alle CPU "generaliste" come i Cortex-A73. La NPU viene utilizzata per lo svolgimento di svariati compiti, come il riconoscimento di oggetti, l'assistenza virtuale e la fotografia, coadiuvando il doppio processore d'immagine presente. Generosa la dotazione RAM, 6 GB, così come quella di archiviazione base, 128 GB (non espandibili).

Abbiamo accennato alla fotografia ed è ora di parlarne. Anche sul Mate 10 Pro continua la fruttuosa collaborazione tra Huawei e Leica, con la presenza di un sistema dual camera Summilux-H comprendente l'obiettivo principale da 12 Megapixel con apertura f/1.6 e il secondario monocromatico da 20 Megapixel per lo zoom ottico 2x. Superata tale soglia entra in gioco l'ingrandimento digitale, coadiuvato però dall'intelligenza artificiale per migliorare la resa complessiva del sistema ibrido. Sempre l'AI interviene sia per il riconoscimento automatico di ambiente e soggetti inquadrati, regolando le impostazioni in accordo, sia per le modalità speciali come ritratto e bokeh. L'autofocus è presente pressoché in tutte le sue principali modalità (laser, rilevamento di fase, contrasto, profondità) e non manca all'appello la stabilizzazione ottica, sebbene solo sul sensore primario. La registrazione video avviene in 4K. Anteriormente troviamo una fotocamera da 8 Megapixel, focus fisso con apertura f/2.0.

La connettività è completa, come ci si aspetta da un top di gamma. Il sistema dual SIM è in grado di gestire non solo la connettività 4G Gigabit contemporaneamente su entrambe le linee, ma anche il servizio voce VoLTE. Presenti il supporto Wi-Fi 802.11ac dual-band, NFC e Bluetooth 4.2, una piccola stonatura se si considera come i maggiori rivali supportino la nuova versione 5.0 ma ad ogni modo i profili audio ad alta qualità tra cui atpX HD sono disponibili, permettendo di sfruttare al meglio auricolari senza fili e cablati con USB-C (il jack cuffie non è presente). La navigazione satellitare è affidata al trio GPS/GLONASS/BDS. La dotazione di sensori prevede accelerometro, giroscopio, bussola, barometro, luminosità ambientale, prossimità, effetto Hall e IR, con quest'ultimo che consente anche di utilizzarlo come telecomando per altri dispositivi. La batteria non rimovibile è da 4.000 mAh, per la quale Huawei assicura lunga durata, anche grazie alle modalità automatiche di ottimizzazione energetica e alla disponibilità della ricarica rapida, che prevede di recuperare sino a un giorno di autonomia con 20 minuti di collegamento alla presa. Il sistema operativo preinstallato è Android 8.0 Oreo, con l'interfaccia proprietaria EMUI 8. Tra le sue principali novità, oltre a vari accorgimenti estetici e funzionali, si segnala la possibilità di collegare monitor, tastiera e mouse (in alternativa a quest'ultimo si può usare lo schermo del Mate 10 Pro come touchpad) per utilizzarlo in una modalità desktop, ricalcando la soluzione DeX di Samsung ma senza necessità di una docking station dedicata.

Huawei Mate 10 Pro arriverà in Italia a partire da metà novembre, nelle colorazioni Midnight Blue e Titan Gray, con un prezzo di 849 € che lo pone in linea coi suoi principali rivali. Nella confezione di vendita saranno presenti auricolari USB-C e un adattatore per utilizzare le paia col classico jack. Il periodo di preordine scatterà da domani, prevedendo per gli acquirenti uno Smart Writing Set di Moleskine per l'acquisizione digitale di appunti a mano libera. Tra gli accessori opzionali si segnalano la fotocamera EnVizion 360 con registrazione 2K a 360°, la SuperCharge Power Bank e la bilancia Smart Scale.

Andiamo ora a parlare brevemente del fratello minore, Huawei Mate 10. Condivide gran parte delle caratteristiche tecniche col Pro, a fronte di alcune importanti eccezioni. Lo schermo 5,9" qui torna a soluzioni più classiche, come il rapporto d'immagine 16:9 e la tecnologia LCD; di contro, la risoluzione è leggermente più elevata del fratellone, visto che si attesta a 2560x1440. Il sensore d'impronte è posto frontalmente, sotto il display, e non nella scocca posteriore. La certificazione IP67 lascia qui il posto a una più blanda IP53 e anche all'interno sono stati effettuati dei tagli, con la RAM che scende a 4 GB mentre la memoria d'archiviazione a 64. In aggiunta alla maggiore importanza del modello Pro, il motivo per cui abbiamo voluto ridurre all'osso lo spazio dedicatogli è il mancato arrivo in Italia. Più in generale, il Mate 10 sarà rilasciato ad inizio novembre in un ristretto numero di nazioni, con la Spagna come nostra vicina più prossima per disponibilità: il prezzo cui verrà proposto lì è di circa 699 €.

In conclusione, illustriamo il terzo ed ultimo componente della gamma Mate 10, che per la verità è una variante del modello Pro. Il Porsche Design Mate 10, come indica il nome stesso, è realizzato in collaborazione con lo studio stilistico della nota casa automobilistica tedesca. Si distingue dalla versione liscia per l'aspetto più raffinato, hardware e software, così come per lo spazio d'archiviazione, che sale a 256 GB. Sarà disponibile da metà novembre anche in Italia, nella sola colorazione Diamond Black, ad un prezzo più squisitamente Porsche che Huawei: 1.395 €.