+SSD -GHz è stato per diverso tempo(e lo rimane comunque tuttora) il nostro motto. Dal canto suo, però, Intel non si accontenta. Propone +SSD e anche +GHz. Se per il secondo campo si punta tutto sui Core i9 nella fascia estrema e su Coffee Lake per il resto (desktop), per il primo la parola chiave in quel di Santa Clara è Optane. Basati sulla tecnologia 3D XPoint realizzata in collaborazione con Micron, i prodotti appartenenti a questa nuova famiglia sono privi di transistor e presentano al loro interno una notevole densità di celle di memoria connesse tra loro a bassa latenza. Gli sforzi di debutto si sono perlopiù rivolti ai server, mentre lato consumer è stato preferito un approccio soft attraverso moduli cache per sistemi ibridi HDD/SSD. Adesso però Intel ha deciso di passare a una fase ben più aggressiva, in tutti i sensi, col nuovo SSD 900P.

Iniziamo subito a sgombrare il campo da potenziali illusioni: non si tratta di un prodotto per tutti. Gli Optane 900P, ancor più della 750 che finora costituiva il top di gamma degli SSD Intel, si rivolgono a una fascia di utenti che vuole le massime prestazioni e non bada a spese. L'azienda stessa, durante la presentazione odierna a Francoforte, ha voluto rimarcarlo mostrandolo in azione abbinato a un Core i9. Due sono i tagli di archiviazione disponibili, 280 e 480 GB, così come i form factor, per collegamento a slot PCI Express 3.0 o tradizionali da 2,5" (quest'ultima variante è però prevista solo per il taglio da 280 GB). L'uso dell'efficiente 3D XPoint permette di fare a meno di caratteristiche solitamente presenti sugli SSD con memorie flash, come cache DRAM o meccanismi di garbage collection; la connessione tra il controller e la memoria è diretta, pressoché priva di potenziali colli di bottiglia.

In termini di prestazioni, Intel dichiara velocità fino a 4 volte superiori rispetto le migliori soluzioni rivali. I numeri più impressionanti si trovano negli IOPS: 550.000 in lettura, 500.000 in scrittura. All'apparenza non fanno il medesimo effetto i valori sequenziali dichiarati, rispettivamente 2,5 GB/s in lettura e 2 GB/s in scrittura, dato che tra i modelli NAND-based di fascia alta si possono raggiungere anche cifre maggiori. Tuttavia, per merito della già citata assenza di colli di bottiglia, gli Optane mantengono livelli di performance più costanti nell'uso continuativo, dove invece le NAND tendono a una graduale perdita. Un altro aspetto su cui da Santa Clara puntano molto è il ciclo vitale, con una resistenza sensibilmente maggiore delle altre tecnologie per gli SSD.

Finalmente iniziamo a vedere all'opera la vera natura delle soluzioni Optane e più in generale di 3D XPoint, con l'ambizioso scopo futuro di arrivare alle ancor più elevate prestazioni che le memorie RAM volatili sono in grado di raggiungere. Un ruolo fondamentale per raggiungere tale obiettivo l'avranno le prossime evoluzioni del bus PCI Express, 4.0 e 5.0, arrivando fino al quadruplo della larghezza di banda attualmente prevista dalla versione 3.0. Guardando al presente, come per certi versi avevamo già anticipato più sopra nell'articolo chi volesse assicurarsi i servigi di uno dei nuovi 900P dev'essere pronto ad affrontare un rapporto €/GB non proprio leggero. I prezzi americani si attestano sui $389 per il modello da 280 GB e $599 per quello da 480 GB. Del resto, il lusso si paga.