Come ogni anno, dopo il rilascio di una major release di iOS si arriva ad un breakpoint, dove l’adozione del nuovo sistema operativo supera quella del vecchio. In questo caso è stato raggiunto il 12 ottobre, a 24 giorni di distanza dal rilascio ufficiale di iOS 11, con una base installata di quest’ultimo del 47% – secondo i dati di Mixpanel, riportati da MacRumors – contro il 46% di iOS 10; il restante 7% circa riguarda versioni ancora precedenti.

È da notare che quest’anno l’adozione di iOS 11 è stata più lenta di quanto avvenuto nel 2016 con iOS 10, dove si era arrivati ad un rate di crescita piuttosto impressionante. La velocità di adozione di un nuovo sistema operativo è in parte influenzato dalle vendite dei nuovi iPhone, che lo hanno già preinstallato all’acquisto, ma i numeri importanti sono certamente quelli attribuibili agli effettivi aggiornamenti. Tuttavia l’utente medio – che crediamo non corrisponda al lettore tipico di SaggiaMente – deve avere un motivo per aggiornare o anche solo per venire in breve tempo a conoscenza della disponibilità di una nuova major release.

L’anno scorso la rapida crescita è stata attribuita alle nuove funzioni di iMessage, che avrebbero spinto anche i meno attenti ad un rapido aggiornamento nel momento in cui questi ricevevano un messaggio animato non leggibile dalla loro versione di iOS. Quest’anno non esiste una funzione analoga che faccia notare agli utenti di avere un OS in deficit di alcune funzionalità, o almeno non ancora. Un traino simile alle funzioni di iMessage potrebbe arrivare con iOS 11.1, ed essere addirittura più forte delle feature di iMessage poiché integrato in qualsiasi sistema di messaggistica, come WhatsApp. Sto parlando delle centinaia di nuove emoji che sono state implementate nella seconda developer beta di iOS 11.1, che dovrebbe arrivare tra non molto in versione definitiva, risolvendo – si spera – anche tutti i peccati di gioventù del nuovo OS (quelli sì, importanti).

Come al solito risulta quasi inutile fare un confronto tra il rate di adozione di una major release di iOS rispetto ad una del sistema operativo di Google. Per dovere di cronaca diciamo comunque che Android 8 Oreo tocca quota 0,2% della base installata ad un mese di distanza dal rilascio (i dati risalgono al 2 ottobre). Nougat (7.0) si avvicina al 18% circa, mentre la release più diffusa è Marshmallow con il 32% di quote, non di molto superiori al 28% della versione ancora precedente, Lollipop – dati secondo Venturebeat. Ma si sa, stiamo parlando di un campionato completamente diverso, anche se forse così non dovrebbe essere.