iTunes, un tempo sinonimo di progresso e qualità, oggi è principalmente motivo di orticaria. Il computer ha perso definitivamente il ruolo di hub principale di file e servizi, sempre più spostati in direzione delle nuvole, ma il software di Apple si è gonfiato invece che snellirsi. App Store, iTunes Store, Apple Music, Podcast, Film, Audiolibri e chi più ne ha più ne metta, mentre su iOS sono state creare singole app più pratiche e leggere. Ci siamo lamentati così tanto della sua lentezza e dell'elefantiaca interfaccia, che alla fine qualcosa è cambiato. Con la precedente major release si è assistito ad una prima operazione di pulizia, ma è stato con l'ultimo update iTunes 12.7 che si è deciso di troncare un ramo importante: l'App Store.

Se lo chiedete a me, hanno fatto bene. Ci sono casi in cui poteva essere utile, forse, ma direi che nel 99% delle situazioni e per gli utenti normali, avere sul computer le app di iOS non serviva quando non era fonte di grattacapi. In ambito enterprise le cose vanno diversamente e, in effetti, l'aver segato via l'App Store sembra aver preoccupato più di qualcuno. Che io sappia esistono dei sistemi più efficaci per gestire l'installato sulle flotte, ma Apple ha raccolto comunque le richieste di questo settore ad ha reso nuovamente disponibile la vecchia versione 12.6.3 da questa pagina. Non è una soluzione a lungo termine, ovviamente, però dovrebbe fornire agli interessati il tempo per abituarsi al cambiamento ed adattarsi ad un nuovo workflow. Per i privati che fossero interessati a riavere l'App Store per questioni nostalgiche o backup di app vecchie, sconsigliamo comunque il downgrade, in quanto questo è solo un pitstop... e nella direzione sbagliata.