Alzi la mano chi si ricorda di Groove, il servizio di streaming musicale di Microsoft. Diretto erede di Xbox Music (a sua volta nato dalle ceneri di Zune che, ancora, era una riedizione dello sfortunato Urge realizzato in partnership con MTV), non ha mai fatto breccia nel mercato musicale, tanto da non essere neanche preso in considerazione nei confronti fra i servizi similari. A causa del basso numero di utenti, in quel di Redmond hanno deciso di staccare definitivamente la spina, consentendo a chiunque fosse abbonato a Music Pass di migrare le proprie playlist verso Spotify, del quale vengono offerti due mesi di sottoscrizione Premium gratuiti. Chi, invece, ha acquistato singole canzoni o album interi, potrà continuare a sfruttare Groove come mero player per il proprio catalogo. Insomma, Microsoft soccombe ancora una volta su terreni che non fanno parte del suo DNA, eppure non si può dire che non ci abbia provato con caparbietà... sino alla fine.