Sembra quasi che una sorta di roulette russa stia colpendo negli ultimi anni i top di gamma. Apple col bendgate degli iPhone 6 nel 2014, LG G4 in bootloop nel 2015 (anche se il problema è emerso più a lungo termine), Samsung coi Note 7 nel 2016... Quest'anno tocca invece a Google e al Pixel 2 XL. Le prime recensioni sono state largamente positive sulle prestazioni e sulla fotocamera, molto meno sullo schermo. Il pannello POLED, di derivazione LG, sta mostrando infatti vistosi difetti sulle prime unità in circolazione.

Questa è l'immagine pubblicata ieri su Twitter da uno degli editor di Android Central, Alex Dobie. Dopo appena 7 giorni di utilizzo, il suo Pixel 2 XL mostra in corrispondenza dell'area dedicata ai pulsanti di navigazione i segni di un burn-in, fenomeno che non di rado purtroppo colpisce gli schermi LCD e OLED ma che si verifica nel lungo termine, almeno nell'ordine di parecchi mesi. Il suo report si affianca a quello di altre testate con lo stesso problema; 9to5Google addirittura l'ha sperimentato su due dispositivi. In altri casi, come AndroidPolice, è andata leggermente meglio: non si è trattato di burn-in ma semplice ritenzione, che scompare nel giro di poco cambiando l'immagine, ancor meglio utilizzando un video per "smuovere" i pixel.

Incalzata da The Verge sulla vicenda, Google ha rimarcato la fiducia nella tecnologia utilizzata per lo schermo e affermato che sta conducendo indagini riguardo la problematica. Peccato che non si tratti dell'unica riportata nelle scorse ore. Benché di minore frequenza, gli utenti starebbero incappando pure in altri vizi del pannello, come in questo caso su Reddit dove il Pixel 2 XL esibisce una strana linea tendente al rosa o in un altro pubblicato su Twitter dove invece il display mostra un sottofondo bluastro nella parte superiore. Altri casi ancora parlano di pixel che diventano verdi alla pressione. La lista dei malfunzionamenti è assortita, riportando luminosità non uniforme, effetti "gelatinosi" nello scorrimento e reazione molto lenta nel cambio della tonalità.

Tutte le rimostranze sono relative solo al modello XL: il pannello AMOLED da 5" del Pixel 2 sembra pressoché immune dalle vicissitudini descritte, o quantomeno stanno coinvolgendo solo un numero molto limitato di esemplari. Insomma, se non ci troviamo davanti a un displaygate conclamato, ci siamo davvero molto vicini. Non è un problema che si risolve lato software e soprattutto non appare limitato alle unità di pre-produzione, come sarebbe potuto apparire viste le segnalazioni iniziali perlopiù provenienti dalla stampa specializzata. Il rischio che possa riguardare pure almeno una prima parte dei lotti destinati al nostro mercato non è al momento da escludere. La palla è ora nelle mani di Google, chiamata a gestire una situazione delicata e che, come suggerisce Stephen Hall di 9to5Google, probabilmente sfocerà in un doveroso richiamo delle unità già in circolazione.