Ironia della sorte, Samsung dovrebbe guadagnare più dalla realizzazione dei componenti di iPhone X che dalla commercializzazione del proprio terminale di punta. L'analisi, condotta da Counterpoint Technology per il Wall Street Journal, è basata sulla stima di vendite del nuovo smartphone di Cupertino, quantificata in ben 130 milioni di unità dal giorno della commercializzazione sino all'estate 2019. Per ogni unità prodotta, Apple dovrà versare a Samsung ben $110, mentre quest'ultima guadagna $202 per ogni S8 venduto, che, però, secondo la ricerca venderà "solo" 50 milioni di pezzi nei primi 20 mesi della sua commercializzazione.

Apple e Samsung dovrebbero essere le due società più profittevoli per il 2017 (esclusi gli istituti bancari cinesi) secondo S&P Market Intelligence: la prima punta tutto sui numeri generati dalle vendite dei suoi ultimi smartphone (per i quali i ricavi si attestano più o meno al 50% del prezzo di listino), la seconda, invece, sulla produzione di massa di display OLED e memorie NAND, in special modo per iPhone X. Il rapporto fra le due aziende affonda le sue radici ai tempi di iPod, quando il figlio del fondatore di Samsung (attualmente in carcere per aver commesso alcuni reati come l'evasione e la corruzione) si accordò direttamente con Steve Jobs sulla fornitura delle memorie per il lettore musicale. Questo rapporto di amore ed odio fra le due big company ha fatto in modo che Apple fosse chiamata nelle comunicazioni interne di Samsung come LO, ossia Lovely Opponent (avversario adorabile, come se fosse il titolo di una commedia da due soldi...).

Secondo Kuo di KGI Security, le ragioni del prezzo elevato di iPhone X sarebbero da ricercare proprio nel prezzo imposto dalla società coreana a Cupertino per la fornitura esclusiva degli schermi OLED e delle memorie. La situazione potrebbe variare in futuro grazie all'acquisizione della divisione chip di Toshiba, operazione che permetterebbe ad Apple di programmare per tempo la fornitura di memorie NAND e, ovviamente, di abbattere notevolmente i costi di produzione del proprio smartphone.