Il 2017 si sta avviando verso la conclusione e pressoché tutti i principali colossi del settore tecnologico hanno ormai sparato le loro cartucce previste per quest'anno. Tecnicamente si può dire che l'ultima a spararle sarà Apple, visto che HomePod e iMac Pro entreranno in commercio a dicembre. Tempo dunque di iniziare a volgere lo sguardo al 2018, anche oltre, grazie agli ultimi report di Mark Gurman su Bloomberg che vanno a toccare due argomenti importanti: iPad e realtà aumentata.

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Il discorso più a breve termine riguarda proprio il tablet di Cupertino, destinato ad avere un importante rinnovamento. La versione tl;dr ("too long; didn't read", troppo lungo non ho letto) potrebbe essere così: tra alcuni mesi vedremo un iPad X. Bordi estremamente ridotti, dimensioni comparabili all'attuale iPad Pro da 10,5" e soprattutto privo di tasto Home. Come già su iPhone X, anche su questo futuro prodotto sarà Face ID ad occuparsi del riconoscimento biometrico. L'unica caratteristica a non effettuare il salto di form factor sarà lo schermo OLED. Nessun produttore di display, inclusa la dominante Samsung, avrà ancora per un po' le risorse tecniche e finanziarie per gestire la produzione di massa di pannelli per tablet. Molto probabilmente ci si dovrà accontentare, per così dire, del classico IPS rafforzato dal refresh ProMotion a 120 Hz. Sul versante hardware, il futuro iPad avrà un SoC più potente e dotato di GPU proprietaria Apple. Verosimilmente, seguendo la strategia vista anche quest'anno, potrebbe trattarsi dell'A11 Bionic rivisitato nella variante X. Sarà presentata infine anche una nuova Apple Pencil, accompagnata da funzionalità software dedicate.

Per quanto traspaia ottimismo, Gurman invita a non prendere tutte le indiscrezioni per certe sin da ora, dato che i piani potrebbero cambiare. Il riferimento è soprattutto ai componenti per Face ID, i cui ritmi produttivi potrebbero non essere adeguati a sostenere pure quelli degli iPad. Se tanto ci dà tanto, però, considerato come a Mashable il Vicepresidente Hardware di Apple, Dan Riccio, abbia sostanzialmente confermato che tutte le caratteristiche hardware di iPhone X sono state decise attorno a novembre 2016, è molto probabile che la strada scelta nel corso di queste settimane non verrà cambiata. Staremo a vedere se il buon Mark o altri aggiungeranno prossimamente ulteriori dettagli.

Guardando a lungo termine, si parla invece di mosse importanti sul fronte AR. Apple ci si è buttata anima e corpo, col sorprendente ARKit che ha mostrato notevoli capacità nell'arricchire app e giochi includendo elementi sia del mondo virtuale che di quello reale. Si è parlato a più riprese di visori dedicati per la realtà aumentata, in stile Microsoft HoloLens, e Tim Cook ha confermato tra le righe l'interesse sostenendo che al momento non vi sono le tecnologie adatte per produrne di alta qualità. Al momento, appunto, dato che presto il team dedicato potrebbe disporre dei primi prototipi. All'origine di tutte le iniziative AR vi sarebbe infatti un gruppo di lavoro creato a marzo 2015, sotto l'egida di Mike Rockwell, ex-Dolby; avviato con pochi membri, come non di rado accade per le iniziative più sperimentali, si sarebbe espanso fino a raggiungere ora centinaia d'impiegati tra Cupertino e Sunnyvale. Tutto ciò che proviene da questo gruppo, ARKit incluso, ricade nell'iniziativa denominata in codice "T288".

Portata con successo a rilascio sugli iDevice la prima fase della realtà aumentata Apple, ora si passa a un prodotto dedicato. Benché i piani dell'azienda prevedano uno sviluppo a tutta forza, si sta procedendo relativamente per gradi. Non essendo ancora pronti i prototipi, le prove si starebbero per adesso svolgendo attraverso prodotti terzi, come HTC Vive. Come step intermedio verso il prodotto finale, inoltre, è prevista la realizzazione di visori più semplici a solo uso interno che sfruttano l'iPhone come unità di elaborazione. Le discussioni sulle caratteristiche principali dei visori indipendenti sarebbero già in corso, a partire dal SoC, che potrebbe avere parecchie similitudini strutturali con quello di Apple Watch in modo da occupare il minore spazio possibile nel dispositivo. Minori certezze sussisterebbero sul mezzo d'input primario, con varie opzioni sul tavolo tra cui riconoscimento vocale, superfici touch e movimenti del capo, mentre una versione specializzata di iOS appare già scontata. Il nome corrente del sistema sarebbe "rOS", diminutivo di "reality Operating System", e disporrà di svariate applicazioni a corredo, tra cui una messaggistica in sale riunioni virtuali e un riproduttore video a 360". Potrebbe avere anche un proprio App Store, da cui scaricare contenuti AR-friendly senza dipendere da altri dispositivi.

L'obiettivo di Cook e soci è il rilascio dei visori entro il 2020, che non risulta poi così in là nel tempo pensando a quanto avrà da fare il team della realtà aumentata. La sensazione che traspare da quanto riporta Gurman è di un lavoro più spedito soprattutto sul campo del software, riportando la mente ai racconti sulla realizzazione del primo iPhone coi primi prototipi basati su vecchi Mac riadattati. Vedremo se le tempistiche saranno rispettate e soprattutto se questi visori Apple sapranno nel loro settore replicare i successi ottenuti da iPod, iPhone e iPad, non arrivando primi sul mercato ma stravolgendo questi da cima a fondo.