Come sempre all’uscita di un nuovo iPhone iFixit è pronta a fornire un report di qualità sul teardown del dispositivo. Quello di oggi riguarda ovviamente iPhone X, in versione da 64GB. Sappiamo che alcune specifiche tecniche del device non sono dissimili da quelle di iPhone 8. Anche qui troviamo il SoC Apple A11 Bionic, a cui sono abbinati 3GB di RAM oltre al modem LTE Snapdragon X16 fornito da Qualcomm e la memoria flash di casa Toshiba.

Tuttavia viene rilevato un incredibile lavoro di miniaturizzazione della logic board, con una densità di componenti e connessioni senza precedenti, addirittura superiore a quella di Apple Watch. Per la precisione la scheda logica di iPhone X occupa una superficie che è circa il 70% di quella presente nell'iPhone 8. Per raggiungere questo incredibile risultato, Apple ha deciso di far ripiegare su se stessa la scheda, distanziando poi le parti interne formando una struttura che si sviluppa anche in verticale, con più livelli sovrapposti come i solai di un edificio multipiano, "arredato" poi di chip e connettori sia sul pavimento che sul soffitto. Distendendo completamente il foglio di silicio che ospita i componenti ci si è accorti che la superficie reale è circa il 135% di quella della logic board di iPhone 8. Un ottimo modo per mettere di più in meno spazio, come sottolinea iFixit.

Grazie a questo escamotage ingegneristico è stato possibile lasciar posto ad una batteria di dimensioni maggiorate. Per la verità si tratta di una batteria formata da due celle, disposte a forma di elle. Il risultato è ancora una volta sorprendente poiché si è riusciti a superare la capacità offerta da battery pack di iPhone 8 Plus: 10,35Wh per iPhone X (2716 mAh a 3,81 V) contro i 10,28Wh del fratello minore (o maggiore, a seconda del parametro che guardiamo).

Ovviamente l’attenzione di iFixit non ha potuto che focalizzarsi anche sulla barra sensori, la parte che ospita tutte le componenti più innovative di iPhone X. Interessante la spiegazione fornita dalla testata sul sistema TrueDepth e il suo funzionamento nell’analisi dei volti. Il primo step è mosso dall’illuminatore flood che emette un fascio lampeggiante di luce infrarossa verso il volto. La camera frontale IR analizza questa luce e conferma la presenza di un volto. Qui inizia la parte più interessante, poiché entra in gioco il proiettore di punti IR. Si tratta sempre di onde nello spettro infrarosso che creano una griglia di luce sul viso. Questa è ancora analizzata dalla fotocamera IR frontale che, inviando i dati al processore, permette di generare una mappa tridimensionale del volto.

Ovviamente ci sono tante altre migliorie apportate al device, come il connettore Lighting, ora dotato di una struttura interna più robusta, e non si può non citare la vistosa presenza della bobina per la ricarica wireless con standard Qi. iFixit assegna ad iPhone X un punteggio di riparabilità di 6 su 10. Positivo il fatto che in caso di rottura del display non sarà necessario intervenire sul sistema TrueDepth, mentre un eventuale danneggiamento del vetro posteriore richiede il disassemblaggio completo del dispositivo per la sostituzione.