La guida autonoma è un degli ambiti tecnologici più in fermento. Praticamente qualunque costruttore di veicoli sta sperimentando e lavorando sulla questione, o direttamente o attraverso terzi. Le grandi aziende tecnologiche come Google, Apple, NVIDIA e Uber non sono da meno e tutte quante, in un modo o nell’altro, sanno di non poter perdere questo treno. Tim Cook in persona ha dichiarato che Apple è al lavoro per costruire un sistema di guida autonoma e che questo è probabilmente il più grande e difficile progetto di intelligenza artificiale mai affrontato dalla società. Insomma self drivinge AI, due ambiti che vanno a braccetto dove il secondo è alla base del funzionamento del primo, almeno secondo la visione di Apple.

La società di Cupertino sta infatti lavorando con un approccio diverso da quello utilizzato, per esempio, da Tesla per lo sviluppo della guida autonoma. Questo fatto si è palesato grazie alla recente registrazione di un brevetto (Patent #US20170363430) scoperto da Patently Apple e denominato Autonomous Navigation System, il primo di questo genere depositato dalla società, ma il cui sviluppo è iniziato alla fine del 2015. Il brevetto mostra un approccio di gestione della guida basato esclusivamente sui sensori del veicolo, e non facendo uso di informazioni esterne fornite da un database cartografico. Inoltre il veicolo sarebbe in grado di riconoscere autonomamente variazioni della careggiata, dovute a lavori di costruzione o avvenimenti meteorologici.

Altri aspetti che si possono carpire riguardano la potenziale user interface adottata, e con la quale l’utente può dialogare scegliendo ad esempio un percorso alternativo proposto dal sistema di bordo. Non è detto poi che il veicolo non sia direttamente controllabile (ovviamente nelle scelte decisionali e non nella guida manuale) da un dispositivo personale come iPhone o Apple Watch, eventualmente anche – e qui è tutta una mia speculazione – per richiamarlo da un parcheggio distante, magari cercato dall’autovettura proprio in nostra assenza. Se una volta era fantascienza, ora non si può non chiamarlo futuro.