Per anni uno dei punti di forza di Apple è stato il design. Un rapporto vincente nato in modo anche piuttosto fortuito, dato che nel 1997 un giovane britannico di nome Jonathan Ive stava meditando di andare via da Cupertino, frustrato dalla dirigenza di allora. Fu l'incontro con Steve Jobs a convincerlo a rimanere, creando dal primo iMac in poi un sodalizio inossidabile. Dopo la morte di Jobs, Ive ha proseguito sostanzialmente in modo autonomo il percorso estetico di Apple, estendendolo al software. Non tutto è andato rose e fiori: per tanti dispositivi ben riusciti ci sono stati anche degli intoppi, uno dei maggiori le criticate tastiere dei MacBook.

Forse, però, non è tutta colpa sua. Per concentrarsi maggiormente sulla realizzazione dell'Apple Park, nel tempo Ive aveva delegato sempre più responsabilità ad altri uomini fidati del suo team, nello specifico Alan Dye e Richard Howarth. A fine maggio 2015 quella sorta di promozione a Chief Design Officer suonava a molti come un preludio a un vero e proprio ritiro da parte di Jony, con un ruolo più di rappresentanza che di operatività effettiva.

Evidentemente però i tempi non sono ancora maturi per questo scenario, visto che come riportato da Bloomberg da venerdì Ive è tornato ufficialmente a prendere le redini del design Apple, con pieno coinvolgimento nelle decisioni day-by-day e non più la sola supervisione. Contestualmente, i profili di Dye e Howarth sono spariti tra gli esecutivi elencati sul sito Apple. Vedremo se questo ricambio della guardia produrrà i suoi effetti marcati sin dal prossimo anno, sperando che all'estetica torni a coniugarsi un'elevata funzionalità com'è stato per tanto tempo.