Se sui PC il binomio più frequente è Intel e Microsoft, lato smartphone la coppia più in voga è Qualcomm e Google. Certo, lo Snapdragon non gode della stessa ricca quota di mercato raccolta da Android, ma è al cuore di una fetta importante dei telefoni in circolazione. Persino chi opera largamente in proprio, come Samsung, non può farne a meno per alcune varianti dei suoi dispositivi. Col 2018 alle porte, insieme ai prossimi top di gamma, Qualcomm ha scoperto oggi le carte del nuovo Snapdragon 845.

Si tratta di una profonda revisione dello Snapdragon 835 che va a sostituire al vertice, condividendone lo stesso processo produttivo a 10 nanometri firmato Samsung. Il processore principale è un octa-core ARM basato sull'architettura Kryo 385: come nel caso del predecessore, 4 nuclei operano a 2,8 GHz, frequenza sensibilmente più elevata dell'altro quartetto, che con "soli" 1,8 GHz tiene più d'occhio l'efficienza energetica. Per effetto della struttura DynamIQ, evoluzione della già nota big.LITTLE, tutti possono operare contemporaneamente qualora necessario. Ogni core dispone di una propria cache di secondo livello, mentre quella L3 è condivisa tra tutti e ammonta a 2 MB. Qualcomm promette a seconda della situazione fino al 25% di prestazioni in più rispetto al predecessore, consumando al contempo il 30% in meno. La stessa percentuale la si ritrova anche per le migliorie della GPU Adreno 630, che dispone di ulteriori accorgimenti per garantire la massima fluidità nei giochi più impegnativi da elaborare, come la possibilità in combinazione con meccanismi di tracciamento oculare di aumentare i dettagli nelle sole aree in cui il dispositivo rileva attenzione visiva da parte dell'utente, riducendoli invece sul resto.

Il DSP Hexagon 685 prosegue il percorso intrapreso da Qualcomm sul fronte dell'intelligenza artificiale, con performance anche triplicate in tale ambito, coinvolgendo all'occorrenza CPU e GPU nei compiti più importanti. L'AI si sposa bene anche con produzione multimediale e realtà aumentata, aspetti curati soprattutto dal processore d'immagine Spectra 280. Previo buon uso da parte degli OEM, l'azienda sostiene che permetterà il superamento della quota 100 nei celebri test DxOMark, comprendendo soluzioni avanzate di riconoscimento della profondità e il supporto alle modalità ritratto. Ma è soprattutto nel video che questo Spectra vuole fare faville, con la cattura dei filmati in 4K a 60 fps e il supporto sia all'HDR 10-bit sia alla gamma colori Rec. 2020. La parte audio è affidata all'apposito chip denominato Aqstic. Parlando dell'AR, o anzi XR come definisce Qualcomm l'insieme che comprende pure gli strumenti per la realtà virtuale, è previsto un più robusto tracking dei movimenti che permette di adattare in tempo reale l'ambiente simulato/aumentato in base a dove si sposta l'utente.

Il discorso si sposta poi su sicurezza e connettività. Lo Snapdragon 845 dispone di una SPU, acronimo di "Secure Processing Unit", ovvero un processore totalmente dedicato ai vari sistemi di riconoscimento biometrico nonché alla protezione dei dati più sensibili e all'uso di circuiti di pagamento come Android Pay. Il chip di rete X20 è in grado di supportare reti 4G con velocità sino a 1,2 Gbps, nonché dispositivi dual-SIM con connessione LTE su entrambe le linee. Sono supportati i più recenti standard Wi-Fi, come 802.11ad, e il Bluetooth 5, con la possibilità di effettuare un collegamento contemporaneo con più dispositivi per quel che concerne lo streaming audio. Come tecnologia di ricarica, infine, è presente la quarta versione della proprietaria Quick Charge, più rapida e sicura nell'uso.

Il nuovo SoC, come dicevamo ad inizio articolo, è previsto per l'adozione nei principali flagship del mondo Android in arrivo nei prossimi mesi: in prima fila ci sono Samsung, almeno per il Galaxy S9 destinato agli USA, e Xiaomi, con quest'ultima che ha già dato una conferma ufficiale per bocca del fondatore e CEO Lei Jun. Più avanti lo Snapdragon 845 approderà sui futuri modelli di PC Windows 10 basati su ARM.