Il fantasma delle pratiche commerciali scorrette si staglia su Apple e Samsung: l'Autorità Antitrust italiana ha infatti avviato due distinti procedimenti per accertare eventuali comportamenti delle due società volti all'obsolescenza programmata. Infatti, dopo la scoperta del rallentamento delle prestazioni introdotto da Apple sugli iPhone con batterie usurate, il sospetto è che le due aziende vogliano appositamente rendere inutilizzabili i vecchi prodotti per favorire l'acquisto di nuovi.

Samsung-apple

Non stupiscono tanto le indagini su Apple che, come ben sappiamo, ha già ammesso di modificare la velocità per favorire la durata delle batterie corrotte (cosa che da iOS 11.3 sarà attivabile a discrezione dell'utente), ma la vera notizia è relativa a quelle avviate contro Samsung. L'Autorità Garante per la Concorrenza ed il Mercato ha già visitato gli uffici italiani dell'azienda coreana, sia per verificare la presenza di eventuali sistemi di rallentamento dei dispositivi, sia perché, così come Cupertino, non informerebbe adeguatamente i propri clienti delle possibili conseguenze degli aggiornamenti software e su come conservare le prestazioni elevate. Samsung, tramite il suo portavoce, ha replicato immediatamente alla vicenda sostenendo di non rallentare i propri smartphone e che il proprio obiettivo è sempre stato quello della soddisfazione dei propri utenti.

Sarebbe facile sincerarsi dietro le solite frasi fatte da fanboy ("Apple aggiorna gli iPhone per 4 anni, Samsung i Galaxy solo per due!"), ma credo sia evidente che ciò su cui sta indagando l'AGCM sia la trasparenza delle comunicazioni societarie, cioè sul rendere il cliente edotto delle potenzialità del proprio smartphone e su come gestirlo al meglio. Ad ogni modo, è da precisare che Cupertino ha un controllo maggiore sul sistema operativo di iPhone rispetto a Samsung che è parzialmente vincolata agli aggiornamenti ed ai rilasci di Google su cui introdurre le proprie tecnologie e personalizzazioni. Dall'altro lato, però, vi è la questione sicurezza dei dati personali, sempre più al centro dell'interesse del legislatore europeo: gli aggiornamenti software sono spesso mirati a chiudere falle ed a risolvere bug, per cui bilanciare lo sviluppo del sistema operativo con la sicurezza del dispositivo potrebbe iniziare ad essere un serio grattacapo per qualsiasi produttore di smartphone.