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Innovazione: le fotocamere Transgeniche

Scritto da: Maurizio Natali Pubblicato alle 17:55 in: Fotografia, Segnali dal Futuro
14gen

Dai miei precedenti post avrete capito che sono un fotoamatore, appassionato di macchine fotografiche, digitali e non. Nell’articolo frullato di fotografia, abbiamo visto come distinguere una macchina fotografica in relazione alla sua classe di appartenenza: compatta, bridge, reflex.

Tuttavia per l’evoluzione dei recenti mesi, questa categorizzazione è totalmente saltata. Fatti salvi i concetti base che distinguono una compatta da una reflex, l’offerta di fotocamere si è così ampliata che oggi quasi ogni prodotto è a sé stante. Sembra che i produttori, finita la gara dei megapixel e quella degli ISO, stiano cercando nuove strade, sperimentando soluzioni nuove per reinventare un mercato che dal tempo del digitale non ha subito notevoli scossoni.

Il risultato sono macchine fotografiche con caratteristiche uniche, che sondano terreni finora inesplorati. Vediamone qualcuna.

Per i maniaci dell’autoscatto, Samsung ha presentato una linea di fotocamere della serie ST, dotate di un doppio display. Il secondo, posizionato di fianco all’obiettivo, permette di inquadrarsi alla perfezione durante l’autoscatto. Sempre dalla stessa casa (“Samsung” significa tre stelle in coreano) arriva la ST100, una delle prime ultracompatte dotata di GPS e di uno schermo touch da ben 1152,00 pixel e un ibrido cellulare/fotocamera con un sensore da 12 megapixel e schermo AMOLED.

Pentax ha prodotto una delle più piccole fotocamere waterproof per gli amanti degli scatti subacquei, la WS80.

Nikon è andata decisamente oltre ed ha realizzato la prima fotocamera al mondo con microproiettore integrato. Si chiama S1000pj ed è acquistabile per poco più di 300 Euro. Roba che pochi anni fa sarebbe stata presa per pura fantascienza, può essere oggi acquistata con cifre piuttosto abbordabili.

E mentre Panasonic e compari si dilettano con il nuovo formato reflex mini-quattroterzi, che permette di avere fotocamere reflex finalmente compatte come normali digitali (Lumix DMC-GF1 e Samsung NX10 ne sono un esempio), Ricoh ha realizzato un’idea tutta nuova, ovvero una fotocamera digitale (non reflex) con obiettivi intercambiabili, la GXR. Con questa soluzione di può avere il vantaggio del cambio obiettivo anche su una digitale standard, con numerose lenti già disponibili (GR Lens). Una soluzione innovativa, ma che al momento è stata adottata solo da Ricoh e che quindi difficilmente potrà diffondersi più di tanto.

Ma la grande innovazione dell’anno nel campo delle fotocamere è sicuramente quella di Fujifilm. Ancora non è sugli scaffali, ma la Real 3D, con i suoi due obiettivi distanti tra loro pressapoco quanto gli occhi umani, permette di ottenere fotografie tridimensionali. Intendiamoci, siamo lontani dall’effetto “olografico” in cui rivedere gli oggetti da tutte le angolature, ma comunque ottiene immagini incredibilmente vicine a quelle visibili dagli occhi umani.

Chissà cosa ci riserva ancora il futuro.

Commenti

  1. 1

    Ti faccio solo un piccolo appunto. Tu scrivi “E mentre Panasonic e compari si dilettano con il nuovo formato reflex mini-quattroterzi…”, ma il mini4/3 non è reflex, perchè manca lo specchio. Si chiama “mini” proprio per questo motivo. ;)

    15 gennaio 2010 ore 00:32
  2. 2

    Già è quello che intendevo dicendo che ormai non è così semplice fare una distinzione. Nel mini-quattroterzi, a parte lo specchio (che poi inizialmente era la cosa principale che identificava la tecnologia reflex) hai tutti i vantaggi di una comune reflex. Quindi anche se in realtà non lo è (stando ai precedenti precetti) oggi come oggi potrebbe essere comunque considerata in una sottobranca delle reflex, piuttosto che delle compatte.

    simplemal
    15 gennaio 2010 ore 08:15
  3. 3

    Se c’è (era?) un mercato conservatore è quello fotografico, il fotografo classico non accetta di buon grado l’offerta di gadget tecnologici con i quali vengono infarciti i “corpi macchina” che vengono propinati come evoluzioni,
    ma i costruttori più che seguire le esigenze dei fotografi, sembrano rincorrersi a vicenda producendo apparecchi ibridi capaci di fare filmati anche in HD, ma dico ce n’era bisogno? se voglio un filmato comprerò una videocamera!
    in effetti sono stati fatti incredibile passi in avanti con i sensori ed ora si possono fare foto impossibili sino a poco tempo fa, e poco si rimpiange la pellicola, ora con una buona reflex 800 iso sono come i vecchi 200 analogici, niente grana ed una buona gamma tonale non sono più miraggi, il bilanciamento del bianco non è più prerogativa dei laboratori, ma si rischia di dover leggere manuali di 500 pagine per avere un’idea di cosa può fare il nostro apparecchio fotografico.

    le mini 4/3 sono un’ottima idea, io porto con me sempre una reflex,ma i sensori 4/3 offrono oramai una qualità più che accettabile,se non devi stampare 50*60, ma chi lo fa? quindi molti vantaggi a parte i prezzi da reflex…
    Ma quello che non apprezzo è che non hanno nemmeno un mirino galileiano.

    15 gennaio 2010 ore 08:45

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