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Aumento dei costi di Hard Disk, iPod, CD, chiavette, ecc.. Tutto per colpa della Siae

Scritto da: Maurizio Natali Pubblicato alle 13:40 in: Segnali dal Futuro
15gen

Avete presente i mancati guadagni che la pirateria comporta per le major discografiche e cinematrografiche? L’ultima trovata tutta italiana è l’equo compenso. Ed è già legge!

Da oggi tasse a tappeto su tutto: dai computer, agli Hard Disk, passando per gli iPod, i DVD vergini e tanto altro. Secondo l’assurdo concetto che se hai uno spazio di memorizzazione sicuramente sei un pirata, hanno stabilito a tavolino un compenso standard per tipologia e dimensione.

Secondo i calcoli de ilSole24ore:

Ne consegue che, per esempio, i titolari dei diritti percepiranno gli importi stabiliti anche se gli utenti usano gli strumenti e le memorie di massa per registrare opere originali. Qualche esempio di aumento: 36 centesimi per una chiavetta Usb da 4 giga, circa 50 centesimi per un Dvd riscrivibile, quasi 10 euro in più per i dischi rigidi da 15 giga montati sui lettori Mp3 (per esempio sugli iPod) e 30 euro per un hardisk con una capienza superiore a 250 gigabyte.

Il decreto verrà aggiornato ogni tre anni per adeguare i costi all’andamento del mercato. Ma rimane improbabile che una legge così grossolana possa mai avvicinarsi neanche lontanamente al “giusto”.

Il tutto appare come il disperato tentativo, spalleggiato dal Governo, di intascare un po’ di soldi sulle spalle dei consumatori. Di tutti i consumatori indistintamente.

Ecco il link al decreto.

Commenti

  1. 1

    Non è giusto. Non si può correggere con le tasse l’incompetenza aziendale.
    Sarebbe giusto fare una petizione.

    15 gennaio 2010 ore 14:18
  2. 2

    Un ottimo incentivo per continuare a comprare online da Germania e Inghilterra.

    Carcadons
    15 gennaio 2010 ore 14:34
  3. 3

    comprare online è imperativo

    15 gennaio 2010 ore 15:11
  4. 4

    facciamo una petizione! protestiamo contro una legge liberticida!

    angelo
    15 gennaio 2010 ore 15:48
  5. 5

    ora hanno rotto le palle!!!!!è ora di finirla!!!!!!!Ci stanno prendendo per il culo!!!!!Chiunque sia l’orientamento ci hanno rotto

    Antonio
    15 gennaio 2010 ore 17:08
  6. 6
    simplemal
    15 gennaio 2010 ore 17:10
  7. 7

    “Non metteremo le mani nelle tasche degli italiani”…
    Bravi fessi che li avete votati!

    calavera
    15 gennaio 2010 ore 19:19
  8. 8

    leggete questo: http://www.siae.it/edicola.asp?click_level=0500.0100.0200&view=4&open_menu=yes&id_news=8883

    io da quello che dice l’articolo mi sento autorizzato a scaricare films e canzoni,visto che ho già pagato per questi acquistando il mio computer e il mio iPod.
    Voi?

    angelo
    15 gennaio 2010 ore 20:24
  9. 9

    Siae = ladri sono e ladri rimangono

    Ciccio
    15 gennaio 2010 ore 20:35
  10. 10

    Non lamentatevi dell’aumento dei prezzi. Era necessario, se non scontato. Nonostante il download di file per uso personale, nella maggior parte dei casi, sia divenuto ormai legale, c’è da dire che sempre più file vengono utilizzati in maniera non consona alla legge, facendo perdere quote di profitto alle imprese. Mettetevi dalla parte di chi produce: minori profitti implicano o il fallimento dell’impresa nel lungo periodo (se i costi marginali sono inferiori ai costi medi) o un innalzamento del mark-up aziendale che, necessariamente, porta ad un aumento, sì, dei prezzi, ma, IN TEORIA, anche degli stipendi. Per cui, al posto di lamentarvi di un meccanismo puramente economico di domanda-offerta, pensate piuttosto al decreto che è sbagliato in termini LEGISLATIVI, in quanto non garantisce che i salari si adeguino all’innalzamento dei prezzi, cosicché il potere d’acquisto reale diminuisca.

    Economia
    29 aprile 2010 ore 17:03
  11. 11

    @Economia Mi faresti per cortesia un esempio pratico di “utilizzo in maniera non consona alla legge” e un esempio di cosa intendi per “innalzamento degli stipendi” sulla base di un incremento dei prezzi, in un paese come il nostro di cui non sto qui a ribadire le problematiche. O forse i tuoi sono discorsi tecnici da neolaureato in economie aziendali ancora in erba, e comunque di parte. Io con la musica ci lavoro, faccio tutte le cose in regola ma non mi piace pagare la siae 10 volte; per me sono dei ladracci punto e basta. Chi è Disc Jockey (professionista) sa bene cosa voglio dire. Chi lo è in maniera “poco seria” (scaricatori di porto”) sicuramente non è incentivato a iniziare legalmente e seriamente viste le ulteriori tangenti da sganciare a questi parassiti OLTRE il costo della musica originale. E se un dj emergente o poco noto (ma bravo) approda in un locale e gli va di gran lusso se si prende 100-150€ a serata, vorrei vederlo poi a chiedere il doppio o il triplo al gestore perchè si tripicano (arbitrariamente) i costi… ribadisco SIAE=MAFIA

    houselover
    2 maggio 2010 ore 19:14

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