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L’incompetenza che mina il nostro futuro

Scritto da: Maurizio Natali Pubblicato alle 16:53 in: Pensieri e Parole, Segnali dal Futuro
25feb

Incredibile: in Italia siamo veramente alla frutta.

A giudicare dalle azioni di chi ci governa, direi che il nonsense regna sovrano.

Prima accollano sulle spalle degli acquirenti un’assurda tassa che va a gonfiare ingiustamente le tasche della SIAE, appesantendo i costi di tutti i media digitali, compresi iPod, hard disk, computer, masterizzatori, ecc..

Poi decidono di condannare penalmente tre dirigenti di Google perché non hanno “impedito” che venisse pubblicato su Google video (alias YouTube) un filmato in cui dei ragazzini se la prendevano con un coetaneo afflitto dalla sindrome di Down.

Google, così come i molteplici network del web 2.0 (vedi facebook, twitter e compagnia bella), forniscono una infrastruttura ai propri utenti e non possono essere responsabili per l’uso che questi ne fanno. Questa sentenza è molto pericolosa perché la situazione è simile anche alle cause che le majors del cinema e della discografia vorrebbero intentare contro i provider internet per il p2p, presupponendo che chi ti fornisce un servizio deve essere responsabile anche per l’uso che gli utenti ne fanno.

Se ci pensate bene è assurdo. Sarebbe come prendersela con chi costruisce una autostrada per il comportamento scorretto dei guidatori. A livello internazionale, come sempre, ci stiamo facendo la figura del terzo, quarto, mondo. Nell’Italia dei nostri giorni l’incompetenza informatica e tecnologica delle alte sfere di governo, preclude forzatamente il futuro tecnologico del paese.

Come dice Altroconsumo:

Obbligare gli intermediari a un controllo preventivo della liceità di tutto quanto è immesso in rete renderebbe di fatto impossibile gestire questi strumenti.

È bene tenere alta l’attenzione su questi temi… prima che sia troppo tardi.

Commenti

  1. 1

    Beh.. ma in fondo é colpa nostra.. in effetti siamo il terzo mondo.. finché esiste la cultura del download selvaggio e si vedono programmi per iPhone da 1,50 € che vengono craccati..
    Possiamo prendercela con chi governa che fa leggi assurde, con chi ha governato in passato, con chi governerá, con la SIAE.. ma il problema culturale di fondo rimane.. siamo una nazione fatta di persone che “si credono furbe”, di conseguenza abbiamo la classe dirigente e le persone che ci governano che ci meritiamo.

    Riusciranno i giovani a cambiare le cose????
    Chi lo sa..

    25 febbraio 2010 ore 17:13
  2. 2

    Speravo proprio che facessi un articolo su questa cavolata abnorme…! [cosa che nessun altro blog "tecnologico" sta facendo, almeno nessuno dei 20-25 che seguo, quando dovrebbe essere la prima notizia su ogni sito qualunque argomento esso tratti.]

    Un altro passo verso il fascismo, perché se ci portano via internet [per come è o per come può evolversi] siamo al tramonto della “libertà”.

    Pensate solo per un attimo alla Cina, non vi siete rabbrividiti?

    Altra gran bella figura che facciamo di fronte al mondo… ne avevamo bisognissimo!

    grizzly19
    25 febbraio 2010 ore 17:18
  3. 3

    Ma ironie a parte… la questione é davvero delicata. I vari network non sono responsabili dei contenuti fino ad un certo punto. Mi spiego: la mia opinione é che internet si debba autogovernare e autocensurare.. ovvero i fornitori di servizi come facebook twitter ecc.. devono mettere a disposizione degli utenti una infrastruttura che consenta ad altri utenti di denunciare eventuali illeciti utilizzi dei servizi. A quel punto il gestore avvisato dell’anomalia diventa automaticamente responsabile e deve eliminare i contenuti che non rispettano il regolamento.. sulla condanna ai dirigenti di google é inutile commentare… é palese come sia un tentativo di bloccare qualcosa che non si capisce e non si conosce da parte di persone che non hanno a che fare con la tecnologia..

    25 febbraio 2010 ore 17:33
  4. 4

    m@ il tuo ragionamento ci può stare. È vero che noi italiani siamo una delle nazioni dove il download illegale è più forte. Tuttavia la soluzione non è quella del regime autoritario. Prendi ad esempio il caso SIAE. Sicuramente faranno un bel po’ di soldi… però è innegabile che i furbi compreranno fuori Italia e i meno furbi compreranno meno. Quindi qual è il risultato? Impoverimento dell’Italia e, più generalmente, minore diffusione della tecnologia. Stessa cosa per Google, abbiamo visto che attraverso i social network nelle zone più oppresse del pianeta, la democrazia ha tentato di diffondersi. E in posti come la Cina invece, anche i motori di ricerca applicano dei filtri per “nascondere” la verità. Personalmente soffro questo tipo di oppressioni e ritengo che siano pericolosi sintomi di autoritarismo.

    @grizzly, forse i tuoi toni sono esasperati, ma è bene prendere a cuore questi argomenti. Grazie per il contributo.

    simplemal
    25 febbraio 2010 ore 17:34
  5. 5

    simplemal:
    Adoro essere esagerato a volte…!
    m@:
    Il tuo discorso è giustissimo e sacrosanto, ma qui vogliono che prima che venga pubblicato un qualsiasi video, post, commento o quant’altro debba essere controllato da qualcuno, che sicuramente la penserà a suo modo e agirà di conseguenza impedendo o consentendo la pubblicazione del video, commento ecc…, mentre ora tu scrivi o carichi qualcosa, se a me piace bene e se non mi piace clicco “X” e vado avanti, oppure denuncio l’accaduto per far rimuovere il contenuto se è di natura riprovevole; però senza nessun filtro umano che pre-intervenga.

    Per il fatto SIAE è come arrestare tutti per spaccio di cocaina poiché un sacco di gente lo fa e quindi magari un giorno, forse, nell’eventualità potresti farlo anche tu… un po’ troppo Minority Report no?!

    Grazie a te simple.

    grizzly19
    25 febbraio 2010 ore 17:41
  6. 6

    Grizzly anche io non sono daccordo con la questione tassazione SIAE. Il fatto é che non siamo molti a fare download illegali.. siamo praticamente TUTTI tranne quelli che hanno talmente tanti soldi da non avere nemmeno la sensazione di spenderli.. e quelli che hanno una terribile paura di essere sgamati dalla finanza al primo mp3 scaricato… quindi direi.. che il 98% degli italiani scarica illegalmente no?
    Il problema é che in un certo senso i provvedimenti non aiutano.. anzi spingono ancora di piu la gente a dire:”Ah devo pagare la tasse sui supporti vergini? Bene allora per recuperare scarico ancora piu file da internet..” e questo é un circolo vizioso dal quale non si esce se non in modo forzato.
    Io vedendo il livello culturale medio delle nuove generazioni (compresa la mia.. io ho “solo” 25 anni), per essere del tutto onesto non ho molte speranze che le cose possano cambiare.. forse sono troppo pessimista.. e spero di sbagliarmi. Nel frattempo se posso, vado all’estero :D

    25 febbraio 2010 ore 17:51
  7. 7

    m@:
    Non sei pessimista, anzi forse il contrario… :D io di anni ne ho 21 e se sommo il quoziente intellettivo di 10 miei amici al mio arriviamo forse a 12! Quindi come è possibile che qualcuno di “noi” cambierà qualcosa…?
    Anche io come te vedo questa “salvezza” nell’emigrazione ma credo anche che tutto il mondo è paese e che ognuno abbia il proprio sporco accumulato sotto il tappeto che si scopre solo quando ci si abita…!
    Comunque credo che la percentuale sia più realistica al 97%…… dove li metti quelli che non hanno ancora capito come si usa un .torrent!? :)

    grizzly19
    25 febbraio 2010 ore 18:06
  8. 8

    Quindi tu ritieni ingiusto imporre delle regole sulla rete? E se si trattasse di un video pedofilo? La penseresti allo stesso modo?

    Ivan
    25 febbraio 2010 ore 18:34
  9. 9

    In un mondo normale, se qualcuno manda un video con contenuti simili è direttamente responsabile. Non rende colpevoli di reato quelli che forniscono gli strumenti per inviarlo!
    Detto questo i provider come YouTube effettuano già una scrematura sui contenuti illeciti. Ma se qualcuno sfugge.. Chi è colpevole?
    Secondo me non può esserlo il provider!

    simplemal
    25 febbraio 2010 ore 19:21
  10. 10

    Il punto é che non deve sfuggire nessuno.. il sistema deve essere efficiente.. i controlli una tantum invece puzzano tanto di alibi per far si che i gestori scarichino ogni responsabilitá..
    Bisogna imparare che le regole sono regole e a farle rispettare.. usare le regole come alibi quando o non rispettarle a seconda di come fa comodo nei vari casi fa sempre parte di quella brutta cultura che mi piacerebbe veder cambiare.

    25 febbraio 2010 ore 19:25
  11. 11

    Vorrei tanto sapere se qualche senatore o parlamentare ha mani in pasta con la siae, per il resto mi sembra tutto abbastanza chiaro: fare cazzate per depistare dai problemi effettivi. Noi siamo una nicchia abbastanza consistente del pubblico italiano e farci parlare di cose come questa serve a distogliere l’attenzione da atti criminosi perpetrati giorno dopo giorno, oramai mi ci sono abituato…purtroppo.

    Ultimuomo
    25 febbraio 2010 ore 19:28
  12. 12

    Ricordiamoci per favore che in tutto il mondo servizi come Spotify e come l’equivalente che sta nascendo per i film (incredibile) stanno permettendo agli utenti di ascoltare/guardare contenuti GRATUITAMENTE e LEGALMENTE. Sapete perché servizi così, che intelligentemente si appoggiano su sponsor, non sbarcano in Italia? SIAE
    Allora credo che i giovani trovano i propri mezzi in ogni Paese a seconda delle necessità. Dobbiamo chiederci il perché sono messi nelle condizioni di fare determinate cose.
    In Italia la burocrazia assurda sta deteriorando Internet.
    Vi faccio una domanda: avete un negozio con una vetrina in una città di studenti e dite a TUTTI gli studenti che possono appendere GRATUITAMENTE i loro annunci alla vetrina. Inoltre sai (e questa è la metafora per la legge ESISTENTE) che contenuti violenti, razzisti, pornografici ecc. dovranno essere eliminate entro 24 ore. Due ragazzi ti appendono sulla vetrina un volantino contro i bambini diversamente abili. Dopo pochi minuti (l’equivalente di poche ore per il web visto che parliamo di miliardi di “volantini”) elimini il volantino. Tuo zio e un tuo amico che lavorano nel tuo negozio vengono condannati a 6 mesi di reclusione e ti vogliono chiudere il negozio. HA SENSO QUESTO?
    Ricordiamoci che la parte “social” di internet riflette la realtà dove ognuno dice quello che vuole e può anche picchiare e fare reati. Nella realtà si punisce con multe o galera o altro. In internet sei bannato e i tuoi contenuti sono rimossi. La colpa è di chi agisce contro la legge e il buon senso. Google non c’entra niente. Io la penso così.

    25 febbraio 2010 ore 23:22
  13. 13

    io concordo in tutto e per tutto con m@!!

    ittaglia
    26 febbraio 2010 ore 08:51
  14. 14

    A grosse linee concordo, in italia, questa è una ennesima prova in più che dimostra cosa sia in realtà la “LEGGE” in italia, a chi serve e CHI serve!!! (chi ha la faccia di dire che un operaio o cmq uno che per vivere LAVORA VERAMENTE in tribunale ha le garanzie che ha, ha avuto e avrà il nostro amatissimo nano del consiglio? basta documentarsi…).
    Mi spiace leggere sempre le solite esternazioni razziste e classite….”come sempre, ci stiamo facendo la figura del terzo, quarto, mondo.” già a cosa ti riferisci? cosa fanno in quei posti di peggio dell’italia?
    Ma secondo te all’estero, una persona con due neuroni funzionanti che rimedia le corrette info, che razza di opinione può farsi degli italiani? indoviniamo?
    Vediamo, vedono chi governa, chi è e chi frequenta, come è arrivato ecc ecc
    Direi che è meglio sorvolare sulla definizione, sarebbe sconcia.
    Il punto è che mentre parlare di terzo-quarto mondo è un’ingiustizia, nel caso dell’italia e dell’italiano, diciamolo sarebbe la null’altro che la verità, e siccome la verità fà male, la si nega sempre, si nega l’evidenza, poi + si è marci dentro + la si nega….
    Quindi direi che se si ha un minimo di onestà intellettuale, sarebbe sensato evitare di fare paragoni e di parlare di “terzo mondo” perchè da molti punti di vista questo paese è molto, ma molto oltre….
    Ma su dai che mo famo il ponte e gesù…ehm berluscao lo moltiplicherà…

    Daffy
    26 febbraio 2010 ore 22:22
  15. 15

    Interessante il discorso sul razzismo, ma assolutamente errato.

    Terzo e Quarto Mondo sono termini politici che indicano aree che “a tavolino” sono state designate come in via di sviluppo il primo e estremamente povere il secondo. In caso non lo sapessi puoi studiare i concetti su Wikipedia. Visto che l’italia è stata inserita, sempre dai suddetti politici alla fine della prima guerra mondiale, nel “Primo Mondo”, è interessante notare come relativamente alla tecnologia, siamo in alcuni casi più arretrati del “Secondo Mondo”. Questo ho detto e non mi sembra denigratorio. È semplicemente una constatazione basata sui fatti.

    E poi basta con questo anti-berlusconismo. Sembra quasi che mandando a casa lui l’Italia improvvisamente risolverebbe i problemi culturali e sociali che si ritrova. Cerchiamo di stare con i piedi per terra e di parlare di cose che conosciamo, senza ripetere a pappagallo le parole di qualche comico.

    simplemal
    27 febbraio 2010 ore 10:37
  16. 16

    Sono perplesso nel vedere che si scambia una sentenza di un TRIBUNALE con una legge del GOVERNO. Da una parte i GIUDICI, dall’altra i POLITICI. E il primo che dice che i giudici sono in combutta con i politici da ragione allo Psiconano… Forse dovremmo iniziare dalla nostra cultura per riappropriarci di una vera democrazia.

    SIAE: da anni suono come dj, quindi conosco bene la Siae (società italiana autori ed editori). Sulla carta questa società statale, a gestione privata, tutela gli interessi degli autori delle varie discipline (letteratura, cinema, musica, infomarmatica, ecc) raccogliendo per loro l’equo compenso per l’uso e per la diffusione delle rispettive opere. In parte è vero, in parte no. Chiaramente ci sono interessi di casta nel mezzo, e molti dei soldi raccolti non finiscono ai rispettivi autori. Tuttavia non lamentiamoci di aumenti, balzelli e prezzi elevati delle opere di nostro interesse. E’ un cane che si morde la coda: più RUBIAMO e più i prezzi aumentano. C’è poco da fare. E’ una questione culturale… stiamo andando alla deriva. Una soluzione immediata sarebbe quella del DISTACCO DELLA LINEA. Come dire: “a mali estremi, estremi rimedi”. Non sarebbe una soluzione facile nè tantomeno popolare, ma sicuramente ci sarebbe un NETTO calo dei download pirata. Con la speranza di vedere scendere drasticamente anche il prezzo di film e software (chi nel 2010 scarica ancora musica è un analfabeta digitale. Tra youtube, itunes e altri servizi gratuiti di streaming e download, direi che l’offerta è alla portata di tutti). E non si dica che sarebbe un provvedimento troppo duro! Siamo italiani e l’unico modo per governarci è il BASTONE. Vedi l’alcool e la patente a punti: solo con leggi dure e dirette si contrastano comportamenti criminali intrinsechi nella cultura e nella società.

    Sicuramente qualcuno non sarà d’accordo….

    Simone
    27 febbraio 2010 ore 10:45
  17. 17

    Ciao Simone e grazie per il contributo. Non hai tutti i torti, in particolare su quelli che scaricano musica. Tuttavia se in Italia la SIAE abbassasse la cresta e facesse arrivare servizi come spotify le cose andrebbero diversamente.
    E ancora… se in Italia funzionasse l’acquisto di film e contenuti video su iTunes, molta gente lo userebbe. Semplice, veloce, in alta qualità e relativamente economico. E indovina chi è ancora una volta a mettere il bastone fra le ruote?
    Guarda noi Italiani saremo anche di coccio, ma chi ci governa (e con questo intendo anche i giudici/tribunali visto che siamo rimessi anche al loro volere) sbaglia puntualmente approccio. Da noi vige il controsenso. Si vende l’alcool a tutti e poi se bevi una birra e guidi vai in galera. Ti vendono le sigarette, ma non puoi fumare da nessuna parte (io sono d’accordo sullla, ma rimane un controsenso). E poi questa della SIAE è incredibile. Se metti una legge per gonfiare le tasche della SIAE dando per scontato che io usi i supporti per fare copie private e download illegale, allora legittimi entrambe le cose.

    simplemal
    27 febbraio 2010 ore 10:55
  18. 18

    Simone ci vorrebbe il distacco della linea come dici tu.. il problema é che risulta tecnologicamente impossibile senza andare a castrare internet, invadendo la privacy di chi ne fa uso.
    Il peer to peer non lo puoi fermare.
    Allora cominciassero a ridurre il prezzo di film e musica.
    Secondo te perché iTunes nel mondo sta avendo tanto successo? Perché ha cominciato a proporre contenuti a prezzi convenienti (anche se sono convinto che si possano abbassare ulteriormente), senza prima peró chiedere ai governi di far bloccare ai provider i servizi peer to peer..
    Si é proposto come alternativa, legale e ad un prezzo onesto, alla pirateria.. e Steve Jobs non mi sembra si lamenti del successo che sta avendo :D

    PS: tu che sei dj, mi puoi spiegare perché aumenta sempre di piú la tendenza nel dire che i dj “suonano”? Ok non é piú come una volta quando mettevano semplicemente un disco dopo l’altro.. ora devono intervenire in tempo reale su mixaggi, creare loop al volo e tante belle cosine divertenti.. ma suonare mi sembra un’altra cosa.

    27 febbraio 2010 ore 11:12
  19. 19

    Non mi dilungo sui meccanismi di ripartizione del denaro adottati dalla Siae (degni dell Avv. Azzecagarbugli di manzoniana memoria) ma teoricamente la raccolta derivata dall’equo compenso applicato alle momorie di massa viene assegnato agli autori, non rimane nelle casse della Siae. Potremmo discutere sulla scelta degli autori a cui vengono assegnati… ma qui ne salterebbero fuori delle belle…

    Ma come dici giustamente tu, Simplemal, applicando il balzello legittimi la pirateria. Forse la soluzione ottimale sarebbe quella di una tassa annuale che legittimi il download LIBERO. Mi spiego: vuoi scaricare tutti i film pirata che vuoi “legalmente”??? Bene, paghi tot euro e per un anno sei legittimato. Chiaramente parliamo di cifre importanti, tipo 200 o 300€, ma per molti di noi il gioco potrebbe valere la candela se poi, parallelamente a questa sorta di ABBONAMENTO FLAT, si emanesse una legge per il DISTACCO DELLA BANDA. In sintesi: vuoi scaricare a volontà? Paga una sorta di abbonamento che ti costerebbe sicuramente meno che acquistare tutti i film legalmente. Però, se preferisci scaricare senza pagare, ti tagliano la linea. Ne guadagneremmo tutti: autori (guadagnare poco è sempre meglio che guadagnare nulla) e consumatori (pagare 300 per ottenere 1000).
    CHE NE PENSATE?
    Nel settore dei dj è uscita da un anno una legge simile: una sorta di licenza digitale. Io non ho aderito, per ora, a questa licenza, preferendo comunque acquistare i brani di mio interesse sui vari siti di download digitale. Ma queste sono considerazioni mie.

    Simone
    27 febbraio 2010 ore 11:16
  20. 20

    X m@: sono d0accordo con te! Noi non suoniamo, FACCIAMO suonare i dischi. Noi siamo selezionatori di musica, non artisti.

    Simone
    27 febbraio 2010 ore 11:19
  21. 21

    Interessante… ma penso che un concetto di tale ampiezza di vedute non arriverà mai davanti gli occhi dei nostri miopi politici.

    simplemal
    27 febbraio 2010 ore 11:20
  22. 22

    [OT]: Non beh questo non é del tutto vero.. c’é dell’arte anche nel riproporre suoni prodotti dagli strumenti altrui mettendoli insieme per creare qualcosa di nuovo. Peró una cosa che non ho mai capito é dove finisce la preparazione del materiale artistico in studio e dove comincia l’intervento live nel momento in cui metti i dischi.
    E’ una cosa che mi ha sempre incuriosito capire fino a che punto si puó “suonare” live della musica elettronica, mixando in tempo reale diverse tracce strumentali. Ok quando metti un pezzo prodotto da qualcuno e lo lasci andare é un’altra cosa.

    27 febbraio 2010 ore 11:26

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