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	<title>SaggiaMente</title>
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	<description>Guide, Notizie e Recensioni per Apple/Mac e Fotografia</description>
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	<language>it-IT</language>
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		<title>Flickr è tutto nuovo, grafica più curata maggiori funzionalità</title>
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		<pubDate>Tue, 21 May 2013 08:37:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurizio Natali</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[flickr]]></category>
		<category><![CDATA[yahoo]]></category>

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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Flickr</strong> rientra nell'olimpo dei servizi storici del Web 2.0, il più usato per l'archiviazione e la condivisione di fotografie. Da qualche tempo subisce una dura concorrenza da 500px, che potrebbe essere considerato il suo fratellino più "cool". La rivalità non è certo nei numeri, perché Flickr rimane ampiamente il più usato, ma si fa sentire nella percezione che gli utenti hanno dei due servizi. <strong>500px</strong> attira più facilmente nuove leve per il suo stile, così Yahoo!, che appare fortemente concentrata nel ringiovanimento della propria immagine, dopo l'<a href="http://www.saggiamente.com/2013/05/20/fare-o-non-fare-non-ce-provare-yahoo-confida-in-tumblr-per-restare-tra-le-grandi-del-web/" target="_blank">acquisto di Tumblr</a> propone un completo restyling della storica piattaforma.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-43529" alt="flickr" src="http://www.saggiamente.com/wp-content/uploads/2013/05/flickr.jpg" width="640" height="239" /></p>
<p>Cambia completamente la grafica del sito ma aumentano anche le funzionalità, basandosi su tre punti chiave:</p>
<ul>
<li><span style="line-height: 13px;">1TB di spazio di archiviazione gratuito per ogni utente</span></li>
<li>possibilità di inviare le foto a piena risoluzione</li>
<li>accento sul lato mobile con la propria app</li>
</ul>
<p><img alt="vista-foto" src="http://www.saggiamente.com/wp-content/uploads/2013/05/vista-foto.jpg" width="640" height="352" /></p>
<p>La propria pagina diventa un Photostream e ripercorre lo stile di molti social, con foto e testata grafica in cima e le immagini nella parte bassa, tutte vicine ed incastonate in uno scorrimento continuo. Le modifiche sono davvero tante e ci vorrà ancora del tempo per scoprirle tutte ed abituarsi. Il primo approccio è stato di "confusione", appare ancora lontano dalla bellezza di 500px, ma certamente la storica interfaccia "di una volta" era ormai vetusta ed era tempo di restyling, sia del layout che della piattaforma.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-43531" alt="photostream" src="http://www.saggiamente.com/wp-content/uploads/2013/05/photostream.jpg" width="640" height="334" /></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Fare o non fare, non c&#039;è provare: Yahoo! confida in Tumblr per restare tra le grandi del web</title>
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		<pubDate>Mon, 20 May 2013 19:43:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni "il Razziatore"</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fuori Programma]]></category>
		<category><![CDATA[tumblr]]></category>
		<category><![CDATA[yahoo]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Riprendo nel titolo la famosa frase pronunciata da Yoda di Guerre Stellari per descrivere una realtà effettiva: il tempo di provare per Yahoo! è finito. Fare o non fare, questo... <a href="http://www.saggiamente.com/2013/05/20/fare-o-non-fare-non-ce-provare-yahoo-confida-in-tumblr-per-restare-tra-le-grandi-del-web/"></a></p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Riprendo nel titolo la famosa frase pronunciata da Yoda di Guerre Stellari per descrivere una realtà effettiva: il tempo di provare per Yahoo! è finito. Fare o non fare, questo il bivio che ha dato il via all'operato di Marissa Mayer come CEO di una delle aziende pioniere di Internet. Contrariamente ai suoi predecessori, che hanno collezionato acquisizioni finite in maniera non proprio fruttuosa, l'ex-Google si è subito mossa sulla prima opzione, per riportare Yahoo! ai fasti cui era abituata alcuni anni fa. Servizi non fondamentali chiusi, altri riforniti di nuova linfa come il non più trascurato Flickr, acquisizioni di startup come l'aggregatore di news Summly e ora anche di business già di successo. È il caso del microblogging di Tumblr, trasformatasi rapidamente da rumor ad <a href="http://allthingsd.com/20130520/yahoo-buys-tumblr-and-promises-not-to-screw-it-up/" target="_blank">acquisizione, per ben 1,1 miliardi di $</a>.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-43525" alt="logotumblr" src="http://www.saggiamente.com/wp-content/uploads/2013/05/logotumblr.png" width="640" height="360" /></p>
<p>Cos'hanno in comune Yahoo! e Tumblr? È la stessa domanda che mi ha fatto anche pensare: non riesco a capire il senso dell'acquisizione, o meglio, personalmente non lo trovo. E in effetti, le due aziende appaiono agli antipodi, per tipologia di servizio offerto. Ma come l'azienda di Sunnyvale ha spiegato, non è sul piano tecnico che cercano la complementarità. Il senso dell'operazione è soprattutto commerciale: Tumblr è una piattaforma giovane, ancora in crescita e come tante altre della Rete bisognosa di consistente sostentamento economico. Yahoo! non ha la reputazione giovanile, ma in quanto a denaro è un partner da non disprezzare. Ed ecco che l'operazione, improvvisamente, appare come un potenziale win-win da ambo le parti. Per Tumblr che si assicura il futuro e per Yahoo! che acquisisce nuova utenza e, ancor più importante, un nuovo bacino pubblicitario da cui attingere; tutte cose sottolineate dettagliatamente nella riflessione di <a href="http://www.theverge.com/2013/5/20/4347990/yahoo-acquires-tumblr-youth-success-revenue" target="_blank">The Verge</a> e di altri ancora.</p>
<p>Potenziale non significa sicuro, però. La Mayer deve fare i conti con un'immagine non da ricostruire, ma proprio da innalzare partendo dalle fondamenta. Se Yahoo! ai più "navigati" della Rete dirà certamente ben più di qualcosa, le nuove generazioni che stanno crescendo a pane e Google, Facebook, Instagram, Twitter e anche Tumblr ne ignorano quasi l'esistenza. Il brand principale dovrà cercare dunque di far breccia nel giovanissimo pubblico del microblogging, cercando al contempo di rassicurarlo che l'essenza originaria di Tumblr non sarà stravolta. Parole testuali di Marissa: "Non lo rovineremo". Rimarrà un servizio separato, continuerà ad essere guidato dal suo attuale CEO e gli interventi di Yahoo! si concentreranno perlopiù nella parte pubblicitaria, promettendo anche in questo caso di effettuare cambiamenti graduali e di buon gusto.</p>
<p>Ciò, al momento, non sembra aver convinto granché l'ampia platea di Tumblr, con <a href="http://ma.tt/2013/05/yahooblr/" target="_blank">oltre 72.000 post esportati</a> per la gioia della loro nuova casa, WordPress. Sono scene di panico già viste però anche in altre grandi acquisizioni, come quella di Skype da parte di Microsoft e Instagram incorporato in Facebook: l'accettazione subentra in maniera relativamente rapida, e i servizi tanto amati continuano ad esserlo, anche se non sono più indipendenti come prima. Yahoo!, quindi, non ha di che scoraggiarsi, le sofferenze sono sempre parte del cambiamento. Ma qualora non trovasse medicina affidabile in Tumblr per curarle, rischia di non avere altre possibilità per l'obiettivo-salvezza nella Serie A del web.</p>
<p>Concludiamo segnalando brevemente un aggiornamento che riguarda proprio <a href="http://9to5mac.com/2013/05/20/tumblr-for-ios-updated-with-stacks-like-post-type-chooser-app-attribution/" target="_blank">Tumblr su iOS</a>, con un nuovo selettore per la tipologia di post da creare nello stile delle Pile di OS X e la presenza nei contenuti pubblicati dell'icona dell'applicazione da cui provengono. Viste le inevitabili tempistiche di approvazione nell'App Store, il rilascio non è da ritenersi collegato alla vicenda Yahoo! e già programmato con buon anticipo.</p>
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		<title>Tips: salvare pagine web in PDF da Safari su iOS</title>
		<link>http://www.saggiamente.com/2013/05/19/tips-salvare-pagine-web-in-pdf-da-safari-su-ios/</link>
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		<pubDate>Sun, 19 May 2013 19:31:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni "il Razziatore"</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tips e Guide Mac e iOS]]></category>
		<category><![CDATA[ios]]></category>
		<category><![CDATA[pdf]]></category>
		<category><![CDATA[safari]]></category>
		<category><![CDATA[tips]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Salvare pagine web in PDF su Mac come ben sappiamo non è un problema, dal momento che OS X ci offre di default gli strumenti necessari sia per creare che per visualizzare questi... <a href="http://www.saggiamente.com/2013/05/19/tips-salvare-pagine-web-in-pdf-da-safari-su-ios/"></a></p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Salvare pagine web in PDF su Mac come ben sappiamo non è un problema, dal momento che OS X ci offre di default gli strumenti necessari sia per creare che per visualizzare questi file. Su iOS? Lì la storia è un po' diversa: non è presente una funzionalità nativa che consenta la creazione di PDF da browser. Il supporto migliore arriva al di fuori di Apple, più precisamente da Google Chrome. Ma chi preferisce rimanere su Safari, vuoi perché lo si reputa meglio rispetto altri vuoi perché per l'uso che ne si fa ci si può accontentare (il mio caso con iPad mini; sul Mac, invece, il browser di Cupertino rimane comodamente nascosto nel Launchpad), può usufruire di questa possibilità grazie all'aiuto di un segnalibro particolare, di JavaScript e di un convertitore online. Il tip arriva direttamente da <a href="http://osxdaily.com/2013/05/18/save-web-page-pdf-ios/" target="_blank">OSXDaily</a>.</p>
<p>Per prima cosa apriamo Safari su un qualsiasi sito, non importa quale. Questa operazione ci serve perché da una tab vuota, semplicemente inserendo il comando JavaScript nella barra degli indirizzi, non è possibile creare un segnalibro. Dobbiamo perciò farlo partendo da una pagina web. La procedura per l'inserimento del preferito è rapida: premiamo sul pulsante di condivisione immediatamente alla sinistra della barra degli indirizzi e quindi su Segnalibro. Diamogli il nome che vogliamo per identificarlo meglio (il campo Indirizzo non è modificabile, al momento, perciò ignoriamolo) e premiamo su Salva.</p>
<p>Ora è il momento di trasformarlo nel nostro convertitore in PDF. Premiamo sul pulsante dei Preferiti e quindi su Modifica. Selezioniamo il segnalibro oggetto della variazione. Ora è il momento di intervenire nel campo Indirizzo: cancelliamo quello già presente e immettiamo tramite copia/incolla il seguente comando:</p>
<p><code>javascript:pdf_url=location.href;location.href='http://pdfmyurl.com?url='+escape(pdf_url)</code></p>
<p>Ci permettiamo però di consigliarvi l'alternativa data sempre da OSXDaily nel prosieguo del suo articolo, dal momento che ha fornito risultati migliori, almeno nel nostro caso:</p>
<p><code>javascript:void(window.open('http://www.web2pdfconvert.com/convert.aspx?cURL='+escape(location.href)))</code></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-43519" alt="segnalibropdfsafari" src="http://www.saggiamente.com/wp-content/uploads/2013/05/segnalibropdfsafari.png" width="640" height="292" /></p>
<p>Una volta incollato il comando, premiamo Indietro su Preferiti e quindi su Fine per salvare definitivamente le modifiche. Adesso potremo andare su qualsiasi sito, premere il pulsante Preferiti (se non abbiamo la barra visibile in modo persistente) e selezionare il segnalibro/convertitore. Il processo richiederà alcuni secondi, per restituire infine un PDF che potremo poi salvare con un tap sull'apposito link e aprire in iBooks. Il risultato non è straordinario e comprende anche un watermark del servizio di conversione, ma se non si hanno necessità più elevate quanto prodotto è discretamente fruibile:</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-43520" alt="paginawebinpdf" src="http://www.saggiamente.com/wp-content/uploads/2013/05/paginawebinpdf.png" width="640" height="853" /></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Recensione: ASUS VivoTab Smart, un tablet per far girare Windows 8</title>
		<link>http://www.saggiamente.com/2013/05/18/recensione-asus-vivotab-smart-un-tablet-per-far-girare-windows-8/</link>
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		<pubDate>Sat, 18 May 2013 16:04:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Scorza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni Hardware]]></category>
		<category><![CDATA[asus]]></category>
		<category><![CDATA[tablet]]></category>
		<category><![CDATA[windows 8]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>L’idea di Microsoft è che Windows non debba conoscere confini tra desktop e tablet, e i vari produttori si stanno impegnando per concretizzare tale filosofa nell’hardware.... <a href="http://www.saggiamente.com/2013/05/18/recensione-asus-vivotab-smart-un-tablet-per-far-girare-windows-8/"></a></p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>L’idea di Microsoft è che Windows non debba conoscere confini tra desktop e tablet, e i vari produttori si stanno impegnando per concretizzare tale filosofa nell’hardware. Per questo motivo sono nati molti “ibridi”, un po’ computer portatile, un po’ dispositivo mobile, a partire dal noto Asus Transformer. All’interno di questo approccio teoricamente unitario si è però creata una frattura, dovuta al fatto che su tablet l’architettura ARM è più efficiente, in termini di prestazioni/consumi, ma non supporta il sistema operativo e le applicazioni destinate al normale Windows x86 (quello che si installa su macchine con CPU Intel/AMD). In sostanza si può acquistare un tablet come il Surface RT, che mostra delle schermate apparentemente identiche a quelle di Windows 8, per poi scoprire che, essendo basato su chip ARM, non può far “girare” le applicazioni che si userebbero sul proprio PC. Allo stato attuale l’unico modo per avere l’esperienza Windows completa anche su tablet è quella di sceglierne uno con architettura x86, come il Surface Pro o l’<a href="http://www.saggiamente.com/go/asus-vivotab-smart" target="_blank">Asus VivoTab Smart</a>.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-43501" alt="asus-vivotab-smart" src="http://www.saggiamente.com/wp-content/uploads/2013/05/asus-vivotab-smart.jpg" width="640" height="459" /></p>
<h3>Caratteristiche principali</h3>
<p>In un mercato oramai saturo di tablet, cos’è possibile offrire di più e ad un prezzo concorrenziale? Ci prova Asus, con il suo VivoTab Smart. Un ibrido che potrebbe essere ben accolto grazie ad un buon prezzo ed al sistema operativo Windows 8 che, a differenza della sua versione RT, è compatibile con tutti i software “da PC”. Un tablet che può diventare anche un normale portatile ha i suoi vantaggi, ma non è tutto oro ciò che luccica. Almeno non sempre.</p>
<p>Non forse fra i tablet più sottili, nonostante i suoi 265 mm di altezza e 171 di larghezza, il VivoTab Smart risulta comunque maneggevole con un peso relativamente ridotto: 580 gr. contro i 654 dell’iPad ed i 680 del Surface RT (e sarebbe più corretto paragonarlo con il Pro che ne pesa 900). Al suo interno ospita un processore Intel Atom Z2760 Dual Core da 1.8GHz, 2GB di RAM ed un SSD da 64GB. (di cui solo 30GB utilizzabili). Il display è un LCD da 10,1” in formato 16:9, con 1366 x 768 pixel ed una densità di 156dpi. La retroilluminazione è a LED e la tecnologia IPS migliora la resa dell’immagine e dei colori anche da visuali angolate.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-43502" alt="asus-vivotab-smart-intel" src="http://www.saggiamente.com/wp-content/uploads/2013/05/asus-vivotab-smart-intel.jpg" width="640" height="320" /></p>
<p>La fotocamera posteriore è da 8Mpx con flash LED e capacità video FullHD, mentre quella frontale è una 2Mpx. Il dispositivo integra accelerometro, bussola, giroscopio, GPS, mentre ai suoi lati è possibile individuare 1 jack 3,5mm per uscita audio + microfono, 1 micro HDMI (protetto da uno sportellino non troppo pratico), 1 Micro USB ed 1 slot Micro SD. La connettività è assicurata dal Wi-Fi 802.11 b/g/n 2.4GHz, mentre con circa 100€ in più si può scegliere il modello con tecnologia 4G LTE. Presente Bluetooth 4.0 ed NFC che consente di scambiare dati con dispositivi compatibili semplicemente avvicinandoli (nel raggio di 4cm).</p>
<p><img alt="asus" src="http://www.saggiamente.com/wp-content/uploads/2013/05/asus.jpg" width="640" height="324" /></p>
<h3>Corpo ed Ergonomia</h3>
<p>Strutturalmente trasmette una sensazione di robustezza e compattezza, con una linea che favorisce una buona presa e consente un comodo utilizzo in qualsiasi situazione. La scocca è in policarbonato, non appare rigida e robusta come quella di un iPad, ma è comunque resistente alle sollecitazioni. I bordi sono arrotondati ed ospitano il controllo volume e la presa per cuffie e microfono sul profilo destro. Il tasto di accensione include un pratico LED di stato ed è posto sul profilo superiore, in alto a sinistra tenendo il tablet in modalità landscape (orizzontale). Il connettore per il display esterno (micro HDMI) e lo slot per le schede micro SD sono invece sul profilo sinistro.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-43504" alt="asus-vivotab-accensione" src="http://www.saggiamente.com/wp-content/uploads/2013/05/asus-vivotab-accensione.jpg" width="640" height="344" /></p>
<p>Per poter sfruttare pienamente questo tablet, che monta un sistema Windows 8 completo, potrebbe essere opportuno avere anche la tastiera esterna. Purtroppo non ne esiste un modello dock e per acquistare quella Bluetooth più la custodia magnetica, che fornisce una base d’appoggio per il tablet, si spendono altre 130€. La tastiera è risultata molto comoda, con tasti morbidi, precisi e ben distanziati (anche se abbiamo ricevuto in prova un modello non italiano), meno bene il touchpad integrato. L’idea di averli insieme in un unico prodotto è buona, ma è risultato troppo sensibile al tocco comportando selezioni e spostamenti involontari nella modalità desktop. Inoltre essendo Bluetooth anche la tastiera deve essere ricaricata ma non fornisce un’autonomia aggiuntiva al dispositivo (cosa che accadeva con il Transformer).</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-43505" alt="asus-tastiera" src="http://www.saggiamente.com/wp-content/uploads/2013/05/asus-tastiera.jpg" width="640" height="499" /></p>
<h3>Display</h3>
<p>Molto ampio e godibile lo schermo da 10,1” in formato 16:9, anche se la risoluzione di 1366 x 768 pixel è proprio la minima possibile per Windows 8 in modalità modern UI e desktop. Non siamo certo ai livelli del Retina Display di iPad (2048 x 1536) e la densità di 156dpi è solo sufficiente ed il nero non risulta molto profondo, ma i testi sono comunque leggibili ed i colori ben calibrati. La luminosità massima è di 350 nits (500 nits quella dell’iPad) e lo schermo lucido può creare qualche difficoltà, ma con un po’ di accortezza per limitare i riflessi si riesce ad usare anche sotto la luce del sole.</p>
<p>La modalità portrait in 16:9 è davvero insolita, non si capisce bene se lo schermo sia troppo stretto o troppo lungo. Dopotutto la presenza del pulsante di accensione/spegnimento sul lato lungo denota un chiaro indirizzo per l’uso in modalità landscape, senso nel quale si sviluppa anche la modern UI di Windows 8. Sarebbe potenzialmente interessante per la navigazione web, dal momento che si può vedere molto contenuto, ma il testo risulta troppo piccolo finché non si effettua uno zoom.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-43511" alt="asus-vivotab-smart-touch" src="http://www.saggiamente.com/wp-content/uploads/2013/05/asus-vivotab-smart-touch.jpg" width="640" height="369" /><br />
Rapida menzione anche per il touchscreen capacitivo, molto sensibile e con il supporto al riconoscimento di cinque tocchi contemporanei, al fine di consentire l’uso esteso con un mano.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-43507" alt="asus-vivotab-smart-fotocamera" src="http://www.saggiamente.com/wp-content/uploads/2013/05/asus-vivotab-smart-fotocamera.jpg" width="640" height="358" /></p>
<h3>Multimedia</h3>
<p>Il VivoTab Smart possiede una fotocamera anteriore da 2Mpx con indicatore LED ed una posteriore da 8Mpx con sensore CMOS retroilluminato, ampia apertura f/2.2 e gruppo ottico a 5 elementi. Completano il quadro il flash Led e l’autofocus per le riprese video in FullHD. La fotocamera è sufficiente, risponde bene in condizioni di luce forte ma anche al chiuso, se ben illuminato. Rumorosa al buio, come ci si può aspettare da un sensore di piccole dimensioni. La messa a fuoco è un po’ lenta e vi è anche un vistoso gap tra la pressione del pulsante di scatto e l’effettiva cattura, sia per le foto che per i video. In modalità videocamera la qualità scende notevolmente, i filmati catturati in mp4 mostrano un fattore di compressione un po’ troppo aggressivo con i conseguenti artefatti. L’autofocus è continuo, non troppo rapido ma fluido, così come l’esposizione automatica. In entrambi i casi ci sono pochissimi controlli (non si può disattivare neanche il flash). Per fortuna Asus integra un’app supplementare per la fotocamera che aggiunge una marea di opzioni avanzate, compreso il controllo dei parametri di scatto, dell’ISO, del flash, ecc… più alcuni effetti grafici e la modalità panorama.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-43508" alt="asus-fotocamera" src="http://www.saggiamente.com/wp-content/uploads/2013/05/asus-fotocamera.jpg" width="640" height="436" /></p>
<p>Per quanto riguarda l’audio, lo speaker posteriore possiede la tecnologia SonicMaster, che dovrebbe offrire un suono potente ed avvolgente. I risultati sono validi anche se i bassi sono comunque poco valorizzari. Visto lo spazio a disposizione si sarebbe potuto gestire meglio l’audio, magari con una doppia griglia di altoparlanti, ma in conclusione è risultato buono anche se mono, non distorce ed è piuttosto alto. Gli auricolari non sono compresi nella dotazione.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-43509" alt="asus-speaker" src="http://www.saggiamente.com/wp-content/uploads/2013/05/asus-speaker.jpg" width="640" height="325" /></p>
<h3>Prestazioni</h3>
<p>Il VivoTab Smart stupisce per la velocità di avvio: solo una manciata di secondi a dispetto di molti altri sistemi, e Windows è già bello e pronto per essere utilizzato. La GPU Intel Graphics Media Accelerator (GMA) HD Graphics fa il suo lavoro, con l’interfaccia modern in particolare, rendendo fluide le animazioni, la visualizzazione di filmati in fullHD e foto, senza scatti o rallentamenti.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-43512" alt="asus-start" src="http://www.saggiamente.com/wp-content/uploads/2013/05/asus-start.jpg" width="640" height="394" /></p>
<p>La temperatura del sistema sotto sforzo si assesta intorno i 47–48° centigradi: i core con memoria grafica condivisa, in questa categoria, hanno il vantaggio delle minori emissioni di calore e della maggiore autonomia della batteria. Per ufficio, internet, image processing e video editing “semplice”, queste schede grafiche sono utilizzabili senza particolari problematiche. D’altro canto non sono tali da gestire in modo performante i moderni giochi 3D: soltanto i giochi un po’ “datati” e senza troppe pretese girano fluidamente su questo tipo di schede grafiche, con prestazioni inferiori al Tegra3 di Nvidia. Anche la CPU non è certo un fulmine e, seppure reagisca bene nell’uso quotidiano, non le si può chiedere di fare miracoli con applicazioni più pesanti, ad esempio Photoshop CS5 non è utilizzabile ad una velocità soddisfacente. Se parliamo invece delle applicazioni di Windows 8, queste risultano abbastanza fluide. Ottima anche la reattività del touch, sempre istantaneo e preciso. La schermata Start risponde velocemente, così come l’accesso alle app preinstallate. Ottime le prestazioni nella navigazione internet, grazie ad IE10 sfogliare le ultime notizie, sincronizzare i propri account o leggere la posta, è sempre molto piacevole.</p>
<p>Potendo contare su Windows 8, i 30GB residui sembrano un po’ pochi per l’installazione dei nostri software e l’archiviazione dei dati. Per di più il disco ha prestazioni piuttosto limitate e potrebbe costituire un collo di bottiglia in alcune circostanze: gli 80MB/s in lettura e i 35MB/s in scrittura, verificati nel nostro test, sono molto lontani dalle prestazioni di un disco SSD di fascia medio-bassa.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-43513" alt="asus-vivotab-bench" src="http://www.saggiamente.com/wp-content/uploads/2013/05/asus-vivotab-bench.jpg" width="640" height="318" /></p>
<p>L’utilizzo dell’ambiente desktop e delle relative applicazioni è sempre un po’ difficoltoso. La principale barriera risiede nella gestione dei pulsanti, delle icone e delle scritte, troppo piccole per essere facilmente gestisce con il solo tocco delle dita. Può essere comunque utile per un passaggio rapido, spesso necessario per raggiungere alcune funzioni, ma di norma sarà consigliabile utilizzarlo solo con la tastiera collegata.</p>
<h3>Batteria</h3>
<p>Il VivoTab Smart si affida ad una batteria agli ioni di litio da 6760 mAh, con una autonomia dichiarata di 9 ore. Con un uso medio non ho mai superato le 6/7, anche se la GPU era sempre operativa ed il display su luminosità elevata. Diciamo che offre una buona autonomia ed una certa tranquillità per un giorno di lavoro, seppur con qualche pausa intermedia. Consente di fruire dei propri contenuti multimediali per molte ore senza bisogno di alimentazione. In dotazione vi è il cavo Micro USB/USB a cui si collega l’alimentatore, ma si può anche ricaricare tramite il computer, anche se molto più lentamente.</p>
<p><img alt="asus-schermo" src="http://www.saggiamente.com/wp-content/uploads/2013/05/asus-schermo.jpg" width="640" height="416" /></p>
<h3>Sistema operativo e Applicazioni</h3>
<p>Asus ha affiancato alle utility classiche di Windows 8 alcuni software propri, come la già citata “Asus Camera” e anche “My Library” per la gestione degli ebook, “MyDictionary” per la traduzione di parole singole e testi, “Asus WebStorage” per la gestione dello spazio cloud e l’utile “SuperNote” per prendere appunti e scrivere testi, ottimizzata per l’ambiente Metro.</p>
<p>Nota dolente è la non perfetta gestione delle applicazioni in background: se non terminate completamente, incidono sulle prestazioni di Windows 8, comportando diversi rallentamenti e piccoli scatti che vanno ad inficiare sulla fluidità del dispositivo.</p>
<h2><img class="alignright" alt="voto 3,5" src="http://www.saggiamente.com/wp-content/uploads/voto.hw.250.3-5.png" width="250" height="124" />Conclusioni</h2>
<p>Tutto sommato si mantiene l’idea di un tablet che può essere usato come un computer completo, anche se nella realtà dei fatti si notano degli ovvi limiti. L’<a href="http://www.saggiamente.com/go/asus-vivotab-smart" target="_blank"><strong>Asus VivoTab Smart</strong></a> non è dedicato a chi ricerca le prestazioni ma svolge egregiamente le operazioni del quotidiano (mail, internet, video, foto, ecc..). Se si vuole qualcosa in più sul fronte grafico si può optare per il fratello maggiore con PowerVR SGX545 ma, in quel caso, i costi lievitano. Il prezzo di vendita della versione solo Wi-Fi in prova è di 399€ <a href="http://www.saggiamente.com/go/asus-vivotab-smart" target="_blank">su ApmShop.it</a>. Questo è probabilmente uno dei principali punti di forza del dispositivo che, con un costo non troppo elevato, offre i vantaggi di autonomia ed immediatezza del tablet potendo fare affidamento su un sistema operativo desktop. Non è un vero portatile e manca anche l’USB nativa (serve un adattatore da mini USB) però fornisce la possibilità, o forse l’illusione, di una maggiore padronanza e libertà d’azione grazie alla compatibilità con i software da scrivania.</p>
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		<title>5 milioni di iPhone 5 in 3 giorni deludono, 10 milioni di S4 in 28 giorni esaltano</title>
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		<pubDate>Sat, 18 May 2013 09:51:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurizio Natali</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo Mobile]]></category>
		<category><![CDATA[apple]]></category>
		<category><![CDATA[galaxy]]></category>
		<category><![CDATA[iphone]]></category>
		<category><![CDATA[samsung]]></category>
		<category><![CDATA[vendite]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Riflessione interessante quella di Apple Insider riguardo i titoli scelti da Jay Yarrow di Business Insider per commentare due eventi simili a distanza di un anno: la vendita di... <a href="http://www.saggiamente.com/2013/05/18/5-milioni-di-iphone-5-in-3-giorni-deludono-10-milioni-di-s4-in-28-giorni-esaltano/"></a></p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Riflessione interessante quella di <a href="http://appleinsider.com/articles/13/05/17/10m-samsung-flagship-phones-in-28-days-a-record-5m-iphone-5-in-3-days-disappointing" target="_blank">Apple Insider</a> riguardo i titoli scelti da Jay Yarrow di Business Insider per commentare due eventi simili a distanza di un anno: la vendita di 5 milioni di iPhone 5 in 3 giorni dalla commercializzazione e quella, più recente, di 10 milioni di Galaxy S4 in 28 giorni.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-43490" alt="s4" src="http://www.saggiamente.com/wp-content/uploads/2013/05/s4.jpg" width="640" height="476" /></p>
<p>Nel primo caso Apple aveva deluso con <em>soli</em> 5 milioni di iPhone 5 in 3 giorni, mentre oggi Samsung inizia <em>alla grande</em> con 10 milioni di unità in meno di un mese (28 giorni). Dietro una differenza di percezione così marcata vi sono ovviamente delle buone ragioni, ma non solo.</p>
<p>Di certo Apple ha un solo prodotto all'anno in quel segmento, una sola "novità" per trainare le vendite di smartphone con iOS, cosa ben diversa rispetto alla pletora di prodotti presenti nel cortile di Samsung. Tuttavia  entrambi hanno una testa di serie all'anno ed entrambi fanno buoni numeri con i prodotti precedenti. La coreana fa il grosso del suo fatturato con smartphone vecchi ed economici, ma anche Apple continua a vendere bene iPhone di generazioni antecedenti.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-43492" alt="iphone" src="http://www.saggiamente.com/wp-content/uploads/2013/05/iphone.jpg" width="640" height="308" /></p>
<p>In definitiva viene da chiedersi se questo diverso approccio, per cui i peggiori flop di Apple sono migliori dei migliori successi di Samsung, abbia davvero un senso.</p>
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		<title>iTunes 11.0.3: maggiore attenzione sul miniplayer</title>
		<link>http://www.saggiamente.com/2013/05/16/itunes-11-0-3-maggiore-attenzione-sul-miniplayer/</link>
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		<pubDate>Thu, 16 May 2013 20:15:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurizio Natali</dc:creator>
				<category><![CDATA[Software]]></category>
		<category><![CDATA[iTunes]]></category>
		<category><![CDATA[update]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Oggi Apple ha rilasciato un aggiornamento per iTunes, che raggiunge la versione 11.0.3. Oltre ai classici bug fix e miglioramenti invisibili, come quello sulle prestazioni di... <a href="http://www.saggiamente.com/2013/05/16/itunes-11-0-3-maggiore-attenzione-sul-miniplayer/"></a></p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-43481" alt="copertina" src="http://www.saggiamente.com/wp-content/uploads/2013/05/copertia.jpg" width="640" height="283" /></p>
<p>Oggi Apple ha rilasciato un aggiornamento per iTunes, che raggiunge la versione 11.0.3. Oltre ai classici bug fix e miglioramenti invisibili, come quello sulle prestazioni di ricerca, arriva anche una nuova vista con la copertina dell'album nel miniplayer.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-43475" alt="mini-player" src="http://www.saggiamente.com/wp-content/uploads/2013/05/mini-player.jpg" width="640" height="188" /></p>
<p>Altra novità segnalata da <a href="http://www.macstories.net/news/itunes-11-0-3-brings-new-app-updates-screen/?utm_source=feedburner&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=Feed%3A+macstoriesnet+%28MacStories%29" target="_blank">MacStories</a> è la presenza del tab "Aggiornamenti" nell'area delle App.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-43478" alt="aggiornamenti" src="http://www.saggiamente.com/wp-content/uploads/2013/05/aggiornamenti.jpg" width="640" height="249" /></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Amazon apre lo store ricondizionati anche in Italia</title>
		<link>http://www.saggiamente.com/2013/05/16/amazon-apre-lo-store-ricondizionati-anche-in-italia/</link>
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		<pubDate>Thu, 16 May 2013 11:07:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>SaggiaRedazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo Mac]]></category>
		<category><![CDATA[amazon]]></category>
		<category><![CDATA[offerta]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Siete sempre alla ricerca di ottime offerte? Molti utenti acquistano spesso tra i ricondizionati Apple, dove non si fanno affari del secolo ma si può risparmiare quel 15/20% che,... <a href="http://www.saggiamente.com/2013/05/16/amazon-apre-lo-store-ricondizionati-anche-in-italia/"></a></p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Siete sempre alla ricerca di ottime offerte? Molti utenti acquistano spesso tra i <a href="http://www.saggiamente.com/go/apple-refurbished" target="_blank">ricondizionati Apple</a>, dove non si fanno affari del secolo ma si può risparmiare quel 15/20% che, in alcuni casi, può fare la differenza. L'utente Claudio, che ringraziamo, ci ha fatto sapere che Amazon ha finalmente aperto anche in Italia il suo <a href="http://www.saggiamente.com/go/ricondizionati" target="_blank">Store Prodotti Ricondizionati</a>.</p>
<p><a href="http://www.saggiamente.com/go/ricondizionati" target="_blank"><img class="alignnone size-full wp-image-43471" alt="amazon-ricondizionati" src="http://www.saggiamente.com/wp-content/uploads/2013/05/amazon-ricondizionati.jpg" width="640" height="257" /></a></p>
<p>Da un primo rapido sguardo non sembra vi siano delle offerte strepitose, ma sono sempre in aggiornamento. In tutti i casi è un indirizzo da tener d'occhio: <a href="http://www.saggiamente.com/go/ricondizionati" target="_blank">saggiamente.com/go/ricondizionati</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Samsung S4 con Android Stock: se non puoi batterli, alleati con loro.</title>
		<link>http://www.saggiamente.com/2013/05/16/samsung-s4-con-android-stock-se-non-puoi-batterli-alleati-con-loro/</link>
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		<pubDate>Thu, 16 May 2013 08:38:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurizio Natali</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo Mobile]]></category>
		<category><![CDATA[google]]></category>
		<category><![CDATA[nexus]]></category>
		<category><![CDATA[samsung]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Ieri su BGR ho letto questo titolo Samsung captured 95% of all Android profits in Q1. In questa unica frase sono racchiusi tutti i problemi di Google e del suo sistema operativo... <a href="http://www.saggiamente.com/2013/05/16/samsung-s4-con-android-stock-se-non-puoi-batterli-alleati-con-loro/"></a></p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri su BGR ho letto questo titolo <a href="http://bgr.com/2013/05/15/samsung-android-profit-share/" target="_blank">Samsung captured 95% of all Android profits in Q1</a>. In questa unica frase sono racchiusi tutti i problemi di Google e del suo sistema operativo open. I geek sanno bene come stanno le cose, ma questi sono una minima parte della popolazione mondiale, per tutti gli altri lo smartphone da comprare è un Galaxy di Samsung, non "uno con Android". Il problema non risiede solo negli sproporzionati rapporti di forza dei due brand, ma anche nel potere che la coreana acquisito, la quale, a detta di molti analisti, potrebbe facilmente produrre un proprio fork del sistema operativo, tagliando fuori i principali servizi "lucrativi" di Google, riducendo a zero i suoi potenziali benefici.</p>
<p>In molti ci chiedevamo quale strategia avrebbero adottato a Mountain View per cercare di risalire questa china e la risposta potrebbe essere arrivata ieri, all'apertura del Google I/O 2013. Si sapeva che i servizi sarebbero stati al centro dell'attenzione, ma si pensava anche in un nuovo Nexus, portabandiera dell'approccio originale di Android, senza modifiche del produttore. In realtà questo è avvenuto ma con una forma decisamente insolita.</p>
<p>È stato presentato il <strong>Samsung Galaxy S4 Google Edition</strong>, ovvero una versione del noto smartphone che monta Android Stock. Non c'è il nome Android, sparisce quello Nexus ed anche Google appare come semplice corollario, quarta parola di un nome lunghissimo solo per identificarne l'edizione. Un po' come quelle auto con il logo Batman, D&amp;G o altro.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-43466" alt="google-s4-android" src="http://www.saggiamente.com/wp-content/uploads/2013/05/google-s4-android.jpg" width="640" height="423" /></p>
<p>Il dispositivo sarà in vendita sul Play Store di Google a $649, ma solo negli USA e con alcuni operatori. Più che una collaborazione tra i due colossi dell'hardware e dei servizi, appare una resa amichevole di Google, la quale ha probabilmente realizzato che sarebbe una lotta inutile contro Samsung. Android passa sempre di più in secondo piano, anche nello stesso Google I/O, ma Mountain View potrebbe aver ideato un bel colpo di coda.</p>
<p>Una volta entrato in commercio questo smartphone sarà facilmente possibile estrarne la ROM e, di conseguenza, installarla anche negli S4 "normali", con OS modificato da Samsung. A meno che non sia stato previsto un blocco per questo genere di operazioni, ogni acquirente stanco dell'interfaccia TouchWiz potrebbe trovare una versione stabile ed ufficiale di Android Stock specificatamente creata per il suo dispositivo. Chissà che a Mountain View non abbiamo creato un Cavallo di Troia per la coreana.</p>
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		<title>Google I/O 2013: Hangouts, la torre di babele di Big G</title>
		<link>http://www.saggiamente.com/2013/05/15/google-io-2013-hangouts-la-torre-di-babele-di-big-g/</link>
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		<pubDate>Wed, 15 May 2013 21:12:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elio Franco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo Mobile]]></category>
		<category><![CDATA[google]]></category>
		<category><![CDATA[hangouts]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Tanto tuonò che piovve: il tanto vociferato Google Babel è arrivato. Certo, per scelte di marketing hanno preferito affibbiargli un nome già conosciuto dal pubblico come... <a href="http://www.saggiamente.com/2013/05/15/google-io-2013-hangouts-la-torre-di-babele-di-big-g/"></a></p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Tanto tuonò che piovve: il tanto vociferato Google Babel è arrivato. Certo, per scelte di marketing hanno preferito affibbiargli un nome già conosciuto dal pubblico come "Hangouts", ma Google si appresta a entrare nel settore (a mio parere abbastanza saturo) delle app di messaggistica istantanea.</p>
<p>Dopo il tentativo fallito di acquisire di Whatsapp, Big G ha lanciato la sua nuova app, disponibile per tutte le piattaforme: nativamente per Android e iOS (in formato universal), via Chrome per Mac e Windows, allineandosi così al concorrente Viber che per primo ha introdotto la messaggistica multipiattaforma.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-43459" alt="Schermata 2013-05-15 alle 23.06.13" src="http://www.saggiamente.com/wp-content/uploads/2013/05/Schermata-2013-05-15-alle-23.06.13.png" width="640" height="325" /></p>
<p>Hangouts mutua le funzionalità dell'omonima sezione dell'app di Google+ (che, tra l'altro, è stata appena aggiornata, ma sull'App Store italiano è presente ancora la vecchia 3.0), dell'app Google Talk e Google+ Messenger, unificandole tutte in un'unica app: infatti è possibile sia inviare a tutti i contatti messaggi di testo che condividere le proprie foto, tanto quelle salvate sul proprio cellulare tanto quelle presenti sugli album di Google+, e, ovviamente, attivare l'ormai famosa chat audio/video con i propri amici.</p>
<p>Hangout, dunque, si rivela un ottimo servizio, ma l'impresa di scalzare Whatsapp dalla sua posizione di re incontrastato della messaggistica multipiattaforma è davvero ardua: basti pensare che l'ottimo Viber viene usato dai più solamente per le chiamate VOIP, nonostante sia completamente gratuito e anch'esso presente su qualsiasi piattaforma.</p>
<p>Del resto la storia della tecnologia ci insegna che chi primo arriva meglio alloggia, almeno finchè non viene introdotto un prodotto innovativo sul mercato (come la caduta di Nokia in seguito dell'introduzione del primo iPhone): per quanto interessante, Google Hangouts non sembra percorrere questa direzione.</p>
<p><object width="640" height="360" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/ahy3uRzRG9w?version=3&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="640" height="360" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/ahy3uRzRG9w?version=3&amp;hl=it_IT" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object></p>
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		<title>Google I/O 2013: Google Play Music All Access a $9.99/mese</title>
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		<pubDate>Wed, 15 May 2013 19:37:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurizio Natali</dc:creator>
				<category><![CDATA[Segnali dal Futuro]]></category>
		<category><![CDATA[google]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>
		<category><![CDATA[streaming]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Già prima dell'apertura del Google I/O 2013, si sapeva che questo sarebbe stato un anno incentrato sui servizi. Tra le tante novità presentate spicca Google Play Music All... <a href="http://www.saggiamente.com/2013/05/15/google-io-2013-google-play-music-all-access-a-9-99mese/"></a></p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Già prima dell'apertura del Google I/O 2013, si sapeva che questo sarebbe stato un anno incentrato sui servizi. Tra le tante novità presentate spicca <strong>Google Play Music All Access</strong>, nome decisamente lungo che descrive il servizio di Mountain View in stile <em>Spotify</em>. Dopo la prima rivoluzione musicale, capitanata da Apple con iPod ed iTunes, ora ci troviamo nel pieno della seconda, dove l'attenzione si sposta dal possesso alla fruizione. E questa volta Apple è decisamente indietro, proprio lei che aveva i mezzi ed una corsia preferenziale per il dialogo con le major discografiche, oggi si trova ad essere l'ultima arrivata... sempre che qualcosa arrivi.</p>
<p>Dopo Deezer, Spotify, Rdio, Pandora e gli altri, arriva anche Google con il suo servizio di streaming musicale aperto. iTunes Match ed Amazon Cloud Player consentono di ascoltare ovunque la propria musica, ma Google ha seguito – probabilmente a giusta ragione – l'ondata di consensi per Spotify <em>e compari</em>, preferendo un'offerta flat per l'ascolto senza limiti di tutta la propria discografia. E grazie all'accordo con Warner, Sony Music e Universal la banca dati è già bella corposa in partenza.</p>
<p><img alt="googleplaymusicallaccess" src="http://www.saggiamente.com/wp-content/uploads/2013/05/googleplaymusicallaccess.jpg" width="640" height="245" /></p>
<p>Il servizio sarà disponibile su smartphone, tablet o computer. Si partirà con una prova gratuita di 30 giorni per poi passare ad un abbonamento di $9.99 / mese ($7.99 per chi si abbonerà prima del 30 giugno). Il nome poteva essere migliore (non è troppo lungo?) ma Google Play Music All Access promette abbastanza bene. I pochi screenshot intravisti mostrano un'interfaccia "flat" abbastanza chiara ed il funzionamento sembra simile a quello di tanti altri: si parte da un brano e poi si prosegue automaticamente come fosse una radio, ma seguendo i nostri input musicali. Sarebbe decisamente da provare, anche perché Google è sinonimo di garanzia in quanto ad efficienza dei propri servizi, ma si parte solo dagli USA per ora.</p>
<p>A questo punto, qualsiasi sarà la mossa di Apple, dovrà essere "magica" per riuscire a conquistare anche uno solo degli utenti che non facciano già parte del suo ecosistema.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Come leggere e capire le curve MTF</title>
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		<pubDate>Wed, 15 May 2013 17:11:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Andreani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[guide]]></category>
		<category><![CDATA[mtf]]></category>
		<category><![CDATA[obiettivi]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Quando possibile mostriamo le curve MTF (acronimo inglese per funzione di trasferimento della modulazione) degli obiettivi in analisi. Con questa veloce guida vogliamo fornire un... <a href="http://www.saggiamente.com/2013/05/15/come-leggere-le-curve-mtf/"></a></p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Quando possibile mostriamo le curve MTF (acronimo inglese per funzione di trasferimento della modulazione) degli obiettivi in analisi. Con questa veloce guida vogliamo fornire un supporto utile per leggere questo strumento, come già fatto con i test per <a href="http://www.saggiamente.com/2013/01/11/come-leggere-i-risultati-di-dxomark-il-punteggio-degli-obiettivi/" target="_blank">lenti</a> e <a href="http://www.saggiamente.com/2012/12/29/come-leggere-i-risultati-di-dxomark-il-punteggio-dei-sensori-nelle-fotocamere-digitali/" target="_blank">sensori</a> di DXO Mark. Analizziamo subito un grafico, quello del <a href="http://www.saggiamente.com/2013/05/14/il-sistema-nikon-1-si-arricchisce-di-una-lente-da-ritratto/" target="_blank">nuovo 32mm f/1.2</a> per il sistema Nikon 1.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-43415" alt="mtf32mm" src="http://www.saggiamente.com/wp-content/uploads/2013/05/mtf32mm.jpg" width="640" height="335" /></p>
<p>Sull'asse <strong>verticale</strong> troviamo i valori da 0 a 1 (o tra 0% e 100% se preferite) i quali indicano in che percentuale l'obiettivo trasmette il contrasto di due linee (una bianca e una nera). Ovviamente un valore pari ad 1 fa si che l'obiettivo sia virtualmente perfetto, trasferendo il 100% delle <em>differenze </em>tra una linea bianca e una nera. Nell'asse <strong>orizzontale </strong>troviamo dei valori che partono da 0 e arrivano a 8, l'unità di misura è il "mm" e si tratta della <em>mezza </em>diagonale del sensore. In questo caso il sensore CX misura 13,2×8,8 mm, la diagonale è di poco inferiore a 16mm, ipotizzando un comportamento simmetrico è sufficiente mostrare nel grafico metà diagonale, dal centro fino all'angolo del frame. Quindi, in pratica, avvicinandoci all'estremo destro del grafico ci stiamo allontanando dal centro del sensore. Le <strong>curve</strong> vere e proprie, in questo caso celesti e rosse, mostrano l'andamento percentuale della nitidezza e del contrasto partendo dal centro e arrivando a bordo frame. Per valutare la nitidezza della lente si utilizzano linee ( o Coppie di Linee, una bianca e una nera) più fitte, in questo caso 60 Linee per millimetro (LP/mm). Per analizzare il contrasto vengono utilizzate linee più spesse, ad esempio 20 Linee per millimetro. Il valore LP/mm dipende dal formato del sensore, di solito si usano le coppie 10 - 30 LP/mm sul formato pieno e APS-C mentre i già citati 20-60 LP/mm su Nikon CX e 4/3. Un'ulteriore differenziazione riguarda le linee continue da quelle tratteggiate, le prime indicano le linee sagittali (cioè parallele alla diagonale) mentre le seconde quelle meridionali (perpendicolari alla diagonale).</p>
<p>Osservando queste curve è anche possibile, in teoria, determinare le caratteristiche del <strong>bokeh</strong> di una lente, cioè lo sfocato. Se le linee tratteggiate sono molto vicine alle rispettive linee continue, il bokeh sarà più morbido e <em>cremoso</em>. Nel caso del grafico preso in esame la lente sembra comportarsi bene, tranne per una tendenza ad uno sfocato un po' <em>nervoso </em>a bordo frame.</p>
<p>Un appunto per la lettura dei grafici MTF su <strong>Canon</strong>, come potete vedere dal grafico sottostante sono presenti il doppio delle linee (nere e celesti).</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-43444" alt="50_1_4" src="http://www.saggiamente.com/wp-content/uploads/2013/05/50_1_4.jpg" width="640" height="269" /></p>
<p>In questo caso stiamo parlando di 10 e 30 LP/mm (si tratta del 50mm f/1.4) e come potete vedere l'asse orizzontale segna fino a 22mm (metà diagonale del sensore full frame). Le linee celesti rappresentano le prestazioni della lente a diaframma f/8 mentre quelle nere a tutta apertura (qui f/1.4). I marcatori più spessi rappresentano 10 LP/mm (minore frequenza e quindi linee più grandi) mentre a 30 LP/mm abbiamo le linee sottili, la differenza tra sagittali e meridionali sono le medesime.</p>
<p>Mi sembra perfino superfluo fare presente che questi grafici non sono strettamente indicativi della qualità di una lente (ci sono molti altri indicatori non tenuti in considerazione) ma <strong>possono fornire un'indicazione</strong>, ricordatevi di valutare sempre lenti della stessa categoria (grandangoli con simili e tele con simili) e se possibile della stessa casa costruttrice perché utilizzano metodi di analisi leggermente diversi che vanificano una comparazione oggettiva tra diversi brand. Infine tenete a mente che sono grafici teorici, basati su calcoli e indicativi delle intenzioni dei progettisti, alla commercializzazione bisogna tener conto delle tolleranze di produzione.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Un &quot;messaggio&quot; non salverà BlackBerry ma si potrebbe tentare la strada dei servizi</title>
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		<pubDate>Wed, 15 May 2013 08:11:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurizio Natali</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo Mobile]]></category>
		<category><![CDATA[android]]></category>
		<category><![CDATA[blackberry]]></category>
		<category><![CDATA[ios]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Il mondo degli smartphone è, almeno in parte, legato a quello social. Ma non del tutto ed il flop di Facebook Home con il conseguente ritiro dell'HTC First ce lo dicono... <a href="http://www.saggiamente.com/2013/05/15/un-messaggio-non-salvera-blackberry-ma-si-potrebbe-tentare-la-strada-dei-servizi/"></a></p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il mondo degli smartphone è, almeno in parte, legato a quello social. Ma non del tutto ed il flop di Facebook Home con il conseguente ritiro dell'<a href="http://www.theapplelounge.com/news/blackberry-messenger-anche-su-ios-da-questa-estate/#utm_source=rss&amp;utm_medium=rss&amp;utm_campaign=blackberry-messenger-anche-su-ios-da-questa-estate" target="_blank">HTC First</a> ce lo dicono chiaramente. Tuttavia gli utenti vogliono usare i propri dispositivi mobili per comunicare e per rimanere integrati nella società, e non è un caso che in cima alle classifiche delle app più scaricate vi siano sempre i vari client per Facebook, Twitter, Instagram, e via così.</p>
<p>La voglia di integrazione porta spesso all'allineamento delle piattaforme. Difficilmente si vorrebbe un telefono che può chiamare solo una ridotta quantità di altri telefoni e, per la stessa ragione, oggi si prediligono i sistemi operativi che consentono di utilizzare le app più diffuse per la comunicazione. Nel duopolio iOS-Android, la strada per un terzo che parte dal basso è molto ardua, perché sempre più utenti ormai vogliono "almeno" WhatsApp, Instagram, Skype, Facebook, Twitter, Google Maps, ecc... e non è facile averli tutti e subito, basta guardare all'esperienza di Windows Phone.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-43427" alt="recensione-blackberry-z10" src="http://www.saggiamente.com/wp-content/uploads/2013/05/recensione-blackberry-z10.jpg" width="640" height="461" /></p>
<p>BlackBerry è partita un po' sottotono con il suo Z10 (<a href="http://www.saggiamente.com/2013/04/14/recensione-blackberry-z10-lultima-spiaggia-e-gia-troppo-affollata/" target="_blank">recensione</a>), ma non è detto che con questo e con il più recente Q10, l'azienda non riesca a ravvivare quanto basta il proprio bacino di affezionati, almeno per rimanere a galla ancora per un po'. Il problema è che si avverte un certo senso di distacco usando un dispositivo con sistema operativo diverso da iOS o Android. Sentiremo parlare di una nuova app o di un gioco e non lo potremo provare, acquisteremo un prodotto controllabile via smartphone e non avrà l'app remota se non per iOS e Android. Limitare questo senso di mancata comunicazione e distaccamento dal resto del mondo è, in definitiva, il punto su cui le piattaforme alternative devono spingere per uscire al di fuori del micro-nicchie di mercato residue.</p>
<p>L'idea di portare BlackBerry Messenger su iOS ed Android (fonte <a href="http://www.macrumors.com/2013/05/14/blackberry-messenger-coming-to-ios-this-summer/" target="_blank">MacRumors</a>), è decisamente tardiva ma rappresenta il lancio di una cima nella direzione giusta. Non sembra troppo probabile un futuro roseo per gli smartphone dell'azienda, tuttavia le si è sempre riconosciuta una posizione di leader per i suoi servizi di posta e di messaggista, pionieri e molto efficienti. Chissà che non si possa ricreare il business partendo proprio da lì, offrendo servizi enterprise per le aziende, che possano funzionare su tutte le piattaforme maggiormente usate.</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>iMovie 9.0.9 migliora l&#039;importazione dei progetti iOS. Ma qualcuno lo usa?</title>
		<link>http://www.saggiamente.com/2013/05/15/imovie-9-0-9-migliora-limportazione-dei-progetti-ios-ma-qualcuno-lo-usa/</link>
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		<pubDate>Wed, 15 May 2013 06:56:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurizio Natali</dc:creator>
				<category><![CDATA[Software]]></category>
		<category><![CDATA[imovie]]></category>
		<category><![CDATA[update]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Ieri notte Apple ha rilasciato un aggiornamento di iMovie, che arriva così alla versione 9.0.9. Non ci sono novità di rilievo nell'applicazione, seppure si debba riscaricare... <a href="http://www.saggiamente.com/2013/05/15/imovie-9-0-9-migliora-limportazione-dei-progetti-ios-ma-qualcuno-lo-usa/"></a></p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img alt="imovie" src="http://www.saggiamente.com/wp-content/uploads/2013/05/imovie.jpg" width="640" height="123" /></p>
<p>Ieri notte Apple ha rilasciato un aggiornamento di iMovie, che arriva così alla versione 9.0.9. Non ci sono novità di rilievo nell'applicazione, seppure si debba riscaricare interamente, ma comprende miglioramenti sulla stabilità, nel riconoscimento delle videocamere collegate e nella compatibilità con i progetti creati su iMovie per iOS.</p>
<p>Quando uscii, acquistai immediatamente iMovie per iPad, ritrovandomelo successivamente anche su iPhone. Ricordo di aver fatto svariati test inizialmente, ma la mia schermata è poi rimasta sempre vuota. So bene che in un futuro molto prossimo si farà sempre di più con i dispositivi mobili, ed il "possibile" <a href="http://www.saggiamente.com/2013/05/02/adobe-lavora-sullo-sviluppo-dei-raw-direttamente-su-ipad-ma-lightroom-e-ancora-lontano/" target="_blank">Lightroom per iOS</a> andrà proprio in quella direzione, tuttavia non riesco mai a trovare una giusta motivazione per iniziare qualsiasi progetto più lungo di pochi minuti su iPad, che sia iMovie, GarageBand o anche il più semplice Pages.</p>
<p>Ma forse è solo questione di abitudine...</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-43437" alt="imovie-ios" src="http://www.saggiamente.com/wp-content/uploads/2013/05/imovie-ios.jpg" width="640" height="360" /></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Nokia presenta il Lumia 925 Pure View, ma l&#039;alluminio non è sempre sinonimo di qualità</title>
		<link>http://www.saggiamente.com/2013/05/14/nokia-presenta-il-lumia-925-pure-view-ma-lalluminio-non-e-sempre-sinonimo-di-qualita/</link>
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		<pubDate>Tue, 14 May 2013 19:46:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elio Franco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo Mobile]]></category>
		<category><![CDATA[lumia 925]]></category>
		<category><![CDATA[nokia]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Con un evento stampa dedicato e tenutosi oggi a Londra, Nokia ha presentato il suo ultimo smartphone di fascia alta, il Nokia Lumia 925 Pure View. Come tutti i Lumia, è... <a href="http://www.saggiamente.com/2013/05/14/nokia-presenta-il-lumia-925-pure-view-ma-lalluminio-non-e-sempre-sinonimo-di-qualita/"></a></p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Con un evento stampa dedicato e tenutosi oggi a Londra, Nokia ha presentato il suo ultimo smartphone di fascia alta, il Nokia Lumia 925 Pure View.</p>
<p>Come tutti i Lumia, è equipaggiato con Windows Phone 8, ma gli aspetti su cui soffermarsi sono altri. Innanzitutto, i materiali: dopo due anni di scocche colorate in policarbonato, Nokia sembra aver fatto tesoro della prima critica che è solitamente mossa ai rivali di Apple, ossia la mancanza dell'impiego di materiali nobili come alluminio e vetro nella costruzione dei terminali.</p>
<p>Il retro del Nokia 925 si presenta così con una cornice in alluminio (ma con retro in policarbonato, nei colori bianco, nero o argento), più leggera e sottile di quella in plastica del suo predecessore 920, dal quale mutua tutte le altre caratteristiche hardware, eccezion fatta per la fotocamera che ora è una PureView, ma solo di nome: infatti, a differenza del Nokia 808, il primo della serie con super fotocamera, il 925 non monta un sensore più grande, ma lo stesso del 920 con solo un cambio di lente e un aggiornamento del software dedicato al comparto foto che, tra l'altro, è previsto anche per il suo predecessore.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-43430" alt="nokia-925-thumb-620x465" src="http://www.saggiamente.com/wp-content/uploads/2013/05/nokia-925-thumb-620x465.jpg" width="640" height="480" /></p>
<p>Infine, l'aver adottato l'alluminio ha costretto Nokia a sacrificare la ricarica wireless, la feature sulla quale punta sin dall'introduzione del Lumia 820 e del Lumia 920. Chi dovesse sentirne la mancanza, potrà comunque ricorrere a delle cover colorate in policarbonato ad hoc: sembra quasi uno scherzo escogitato dalla casa finlandese a danno dei propri utenti.</p>
<p>Dopo tanti piccoli passi in avanti (grazie anche a Microsoft che migliora sempre più Windows Phone 8), Nokia, è riuscita ad avere una battuta d'arresto: l'alluminio non è sempre sinonimo di qualità, visto che il Lumia 925 sembra essere un terminale poco innovativo, anonimo e che passerà in sordina. Un'altra occasione persa per Nokia.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Il sistema Nikon 1 si arricchisce di una lente da ritratto</title>
		<link>http://www.saggiamente.com/2013/05/14/il-sistema-nikon-1-si-arricchisce-di-una-lente-da-ritratto/</link>
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		<pubDate>Tue, 14 May 2013 10:27:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Andreani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[mirrorless]]></category>
		<category><![CDATA[nikon 1]]></category>
		<category><![CDATA[presentazione]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>L'ultima volta che abbiamo parlato del sistema Nikon 1 si discuteva della mancanza di un 85 mm equivalente veramente luminoso, oggi la Nital presenta al mercato italiano un... <a href="http://www.saggiamente.com/2013/05/14/il-sistema-nikon-1-si-arricchisce-di-una-lente-da-ritratto/"></a></p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-43419" alt="32mm" src="http://www.saggiamente.com/wp-content/uploads/2013/05/32mm.jpg" width="640" height="392" /></p>
<p>L'<a href="http://www.saggiamente.com/2013/01/08/cresce-il-sistema-nikon-1-arrivano-j3-s1-e-nuovi-obiettivi/" target="_blank">ultima volta</a> che abbiamo parlato del sistema Nikon 1 si discuteva della mancanza di un 85 mm equivalente veramente luminoso, oggi la <a href="http://www.nital.it/press/2013/1nikkor-32mm.php" target="_blank">Nital presenta</a> al mercato italiano un interessante 32mm f/1.2 che equivale a 86.4 mm nel formato pieno. Vediamo subito le caratteristiche principali:</p>
<ul>
<li><strong>Apertura massima - minima:</strong> f/1.2 - f/16</li>
<li><strong>Schema ottico:</strong> 9 elementi in 7 gruppi (è presente il trattamento Nano Crystal Coat)</li>
<li><strong>Numero di lamelle:</strong> 7 (arrotondate)</li>
<li><strong>Distanza minima di messa a fuoco:</strong> 45cm</li>
<li><strong>Peso:</strong> circa 235 gr.</li>
<li><strong>Dimensioni:</strong> 65.5 x 47 mm</li>
</ul>
<p>L'immancabile curva MTF:</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-43415" alt="mtf32mm" src="http://www.saggiamente.com/wp-content/uploads/2013/05/mtf32mm.jpg" width="640" height="335" /></p>
<p>Le caratteristiche uniche di questa lente riguardano il comparto della messa a fuoco, per la prima volta su una lente per Nikon 1 abbiamo a disposizione anche <strong>l'anello per la maf manuale</strong>, assolutamente obbligatorio per una lente con questa spiccata vocazione al ritratto. Dalle prime immagini <a href="http://imaging.nikon.com/lineup/acil/lenses/1_nikkor_32mm_f12/sample.htm" target="_blank">pubblicate da Nikon</a> notiamo una certa morbidezza alle aperture maggiori, soprattutto osservando il <em><a href="http://imaging.nikon.com/lineup/acil/lenses/1_nikkor_32mm_f12/img/sample/img_03_l.jpg" target="_blank">sample 3</a> </em>scattato a f/1.4 l'immagine risulta molto soft, quasi fosse stato applicato un effetto in post-produzione. Per quanto riguarda la gamma obiettivi del sistema Nikon 1, con questa lente ha raggiunto un'ampiezza di tutto rispetto, grazie al 10mm f/2.8 (27mm), al 18.5mm f/1.8 (50mm) e al nuovo 32mm f/1.2 (86mm) copre un range adeguato anche per il semi-professionista. Idealmente avrei spostato il 2.8 su focali inferiori (16-18mm equivalenti) e portato il 10mm a f/1.8, ho ancora la speranza di vedere un <em>vero</em> grandangolo su questo sistema, magari un 14-24mm equivalente e apertura fissa f/4 per non far lievitare troppo il prezzo.</p>
<p>Per terminare, il <strong>prezzo</strong> di questa nuova lente sul mercato USA è di $896.95, potrebbe arrivare sul mercato italiano con uno <em>street price </em>di circa 750-799€ che la rende decisamente poco economica per il sistema su cui andrà montata. La scelta dovrà essere ben ponderata sulla base dei test che arriveranno nei prossimi giorni considerando che l'uscita è prevista per <strong>Giugno 2013</strong>.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>In preordine il Canon EF 200-400mm IS USM con Extender 1.4 integrato</title>
		<link>http://www.saggiamente.com/2013/05/14/in-preordine-il-canon-ef-200-400mm-is-usm-con-extender-1-4-integrato/</link>
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		<pubDate>Tue, 14 May 2013 07:10:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurizio Natali</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[canon]]></category>
		<category><![CDATA[obiettivi]]></category>
		<category><![CDATA[presentazione]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Dopo un lunghissimo periodo di test ed affinamento, il Canon EF 200-400mm f/4 IS USM Extender 1.4, presentato a febbraio del 2011, è finalmente pronto per il mercato ed è già... <a href="http://www.saggiamente.com/2013/05/14/in-preordine-il-canon-ef-200-400mm-is-usm-con-extender-1-4-integrato/"></a></p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo un lunghissimo periodo di test ed affinamento, il <strong>Canon EF 200-400mm f/4 IS USM Extender 1.4</strong>, presentato a febbraio del 2011, è finalmente pronto per il mercato ed è già in preordine nei soliti siti di B&amp;H ed Adorama. Iniziamo dalle note dolenti: il prezzo è di <strong>$11,799</strong>. Il posizionamento così in alto riduce immediatamente il potenziale target, eliminando di un sol colpo non solo gli amatori ma anche molti professionisti. Tuttavia si tratta di un'obiettivo con caratteristiche davvero sorprendenti che potrà fare la differenza nei settori sportivo e naturalistico.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-43407" alt="canon-200-400" src="http://www.saggiamente.com/wp-content/uploads/2013/05/canon-200-400.jpg" width="640" height="427" /></p>
<p>Questo <em>bestione</em> è lungo 37cm e pesa 3,6Kg. La struttura è in lega di magnesio ed è tropicalizzato per resistere alle intemperie. La sigla <strong>IS</strong> identifica la presenza dello stabilizzatore ottico con 4 stop di guadagno e quella <strong>USM</strong> il motore ultrasonico per la messa a fuoco, dotato anche di modalità Power Focus per i filmati realizzati tramite i corpi Canon EOS che la supportano. All'interno dello schema ottico troviamo 25 elementi in 20 gruppi, con lenti alla Fluorite, a bassissima dispersione con <em>Sub-Wavelength Structure Coating</em> e <em>Super Spectra Coating</em>. Il filtro interno (Drop-in) è da 52mm e il diaframma è a 9 lamelle circolari, per avere uno sfondo morbido ed un bokeh piacevole. Ma il pezzo forte è senza dubbio l'<strong>Extender 1.4</strong>.</p>
<p>Questo obiettivo ha una lunghezza focale di <strong>200-400mm</strong> con un'apertura fissa di f/4 (fino ad f/32). Grazie ad un selettore posto sul corpo si può aggiungere una lente che ne estende la lunghezza di 1.4x, perdendo ovviamente uno stop. Con l'Extender attivo l'obiettivo diventa un impressionante <strong>280-560mm f/5,6</strong>. Di seguito i grafici MTF con e senza estensione.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-43408" alt="ef200-400_4lisu_mtf_wide_off" src="http://www.saggiamente.com/wp-content/uploads/2013/05/ef200-400_4lisu_mtf_wide_off.gif" width="233" height="237" /><img class="alignnone size-full wp-image-43409" alt="ef200-400_4lisu_mtf_wide_on" src="http://www.saggiamente.com/wp-content/uploads/2013/05/ef200-400_4lisu_mtf_wide_on.gif" width="233" height="237" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-43410" alt="ef200-400_4lisu_mtf_tele_off" src="http://www.saggiamente.com/wp-content/uploads/2013/05/ef200-400_4lisu_mtf_tele_off.gif" width="233" height="237" /><img class="alignnone size-full wp-image-43411" alt="ef200-400_4lisu_mtf_tele_on" src="http://www.saggiamente.com/wp-content/uploads/2013/05/ef200-400_4lisu_mtf_tele_on.gif" width="233" height="237" /></p>
<p>Essendo un obiettivo EF può essere usato anche su corpi APS-C (ad esempio Canon 7D), dove il crop 1,6x porta ad ottenere lunghezze focali equivalenti ancor più spinte e grazie alla compatibilità con gli Extender Canon EF 1,4x III e Canon EF 2X III, le possibilità sono praticamente infinite.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.saggiamente.com/2013/05/14/in-preordine-il-canon-ef-200-400mm-is-usm-con-extender-1-4-integrato/feed/</wfw:commentRss>
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		<item>
		<title>Tip: Correggere un comando di input per Siri</title>
		<link>http://www.saggiamente.com/2013/05/13/tip-correggere-un-comando-di-input-per-siri/</link>
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		<pubDate>Mon, 13 May 2013 20:33:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elio Franco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tips e Guide Mac e iOS]]></category>
		<category><![CDATA[siri]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Quante volte ci capita di dare un comando vocale a Siri, ma l'assistente vocale lo interpreta in altro modo? Apple ha previsto la possibilità di correggere un comando mal... <a href="http://www.saggiamente.com/2013/05/13/tip-correggere-un-comando-di-input-per-siri/"></a></p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Quante volte ci capita di dare un comando vocale a Siri, ma l'assistente vocale lo interpreta in altro modo? Apple ha previsto la possibilità di correggere un comando mal interpretato semplicemente premendo sul fumetto in cui viene riportato ciò che Siri intende: apparirà subito la tastiera di iOS e sarà possibile correggere il comando.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-43404" alt="foto-12" src="http://www.saggiamente.com/wp-content/uploads/2013/05/foto-12.jpg" width="640" height="853" /></p>
<p>Di certo non è una funzionalità comoda mentre si è alla guida, ma in altre occasioni può evitare la frustrazione di dover ripetere più volte le stesse istruzioni vocali.</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Recensione: 7 porte USB 3.0 con l&#039;HUB ad alta capacità di Orico</title>
		<link>http://www.saggiamente.com/2013/05/13/recensione-7-porte-usb-3-0-con-lhub-ad-alta-capacita-di-orico/</link>
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		<pubDate>Mon, 13 May 2013 15:11:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurizio Natali</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni Accessori]]></category>
		<category><![CDATA[hub]]></category>
		<category><![CDATA[orico]]></category>
		<category><![CDATA[usb 3.0]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Una cosa è certa: dopo aver provato la USB 3.0 non si torna più indietro. Bella la Thunderbolt, anzi bellissima, specie se ci attacchi in cascata un Belkin Thunderbolt... <a href="http://www.saggiamente.com/2013/05/13/recensione-7-porte-usb-3-0-con-lhub-ad-alta-capacita-di-orico/"></a></p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Una cosa è certa: dopo aver provato la USB 3.0 non si torna più indietro. </strong></p>
<p>Bella la Thunderbolt, anzi bellissima, specie se ci attacchi in cascata un <a href="http://www.saggiamente.com/2013/05/12/finalmente-il-belink-thunderbolt-express-dock-approda-in-italia/" target="_blank">Belkin Thunderbolt Express Dock</a>, un paio di <a href="http://www.saggiamente.com/go/wd-thunderbolt-duo-4tb" target="_blank">WD Thunderbolt Duo</a> ed un <a href="http://www.saggiamente.com/go/apple-thunderbolt-display-27" target="_blank">Apple Thunderbolt Display</a> (il totale della spesa, però, fatelo voi che a me vien da piangere). Dico questo perché i vantaggi di questa tecnologia si notano prevalentemente a questi livelli, perché è inutile collegare un disco via Thunderbolt quando i 480Mb/s della porta USB 3.0 si dimostrano spesso sovra-abbondanti.</p>
<p>Sul mio MacBook Pro 15" Retina in <em>postazione casalinga,</em> ho due porte USB 3.0, una destinata all'HUB USB 2.0 del monitor – per le periferiche statiche per cui è sufficiente. come il microfono) – e l'altra la tengo libera per collegare alternativamente Hard Disk, PenDrive o l'instancabile <a href="http://www.saggiamente.com/go/lexar-cardreader" target="_blank">Lexar Card Reader</a>. Inutile sottolineare quanto sia noioso non poter fare una copia tra due dischi USB 3.0, almeno non senza scollegare altre cose di cui ho costantemente bisogno. Ecco perché ero alla ricerca di un HUB USB 3.0 da associare al Mac, prodotto che ho finalmente trovato dopo innumerevoli ricerche.</p>
<p><img alt="orico-hub-usb3" src="http://www.saggiamente.com/wp-content/uploads/2013/05/orico-hub-usb3.jpg" width="640" height="400" /></p>
<p>Il brand Orico, lo ammetto, mi era assolutamente sconosciuto. Tuttavia l'acquisto non è stato impulsivo ma ben ponderato, sulla base di numerose ricerche online. Il primo problema di questi HUB è che molti non reggono il carico di due o più unità disco autoalimentate, il secondo è che non essendoci ancora prodotti pensare "per il Mac" è facile trovarsi di fronte a degli scatolotti sgraziati. Alla fine ho scelto il prodotto meno vistoso possibile e che ha dato meno problemi agli acquirenti, ovvero l'<a href="http://www.saggiamente.com/go/orico-usb3-7porte" target="_blank"><strong>HUB Orico 7 porte USB 3.0</strong></a>.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-43391" alt="orico-hub-7porte-usb3" src="http://www.saggiamente.com/wp-content/uploads/2013/05/orico-hub-7porte-usb31.jpg" width="640" height="377" /></p>
<p>L'estetica non è certo il suo forte, ma è robusto è poco appariscente. Sul retro si trova la porta USB principale per il collegamento al computer e quella per l'alimentatore. Le 7 porte frontali sono ben distanziata ed ognuna di esse ha un proprio led di stato di colore azzurro. Appena arrivato ho fatto subito un po' di prove intensive e devo dire che mi ha colpito positivamente. In sostanza ho finito i dischi autoalimentati prima di metterlo in crisi, collegandone 4 contemporaneamente senza alcun problema di riconoscimento e scambio file.</p>
<p>Per realizzare una prova d'uso più realistico ho invece collegato:</p>
<ol>
<li><span style="line-height: 13px;">Pen Drive USB 3.0</span></li>
<li>Lettore di schede Lexar con una SD ed una CF all'interno</li>
<li>Hard Disk 2,5" USB 3.0 autoalimentato</li>
<li>SSD 2,5" USB 3.0 autoalimentato</li>
<li>iPhone 5</li>
<li>Pen Drive USB 2.0</li>
<li>Hard Disk 3,5" USB con alimentazione propria</li>
</ol>
<p>Anche in questo caso, nessun problema: tutte le periferiche riconosciute e funzionanti.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-43393" alt="orico-hub-usb3-7porte" src="http://www.saggiamente.com/wp-content/uploads/2013/05/orico-hub-usb3-7porte.jpg" width="640" height="361" /></p>
<p>Avrebbero potuto pensare ad un paio di fori per appenderlo in verticale, in modo da farlo sparire dietro la scrivania, ma avendo le superfici lisce ho risolto con un po' di buon nastro biadesivo. In questo modo vedo solo le porte a filo di scrivania (<em>please don't rry this at home</em>).</p>
<h2><img class="alignright" alt="voto 4" src="http://www.saggiamente.com/wp-content/uploads/voto.acc.250.4.png" width="250" height="124" />Conclusioni</h2>
<p>Aggettivi positivi riguardo l'estetica non ne prendo proprio in considerazione, però vi garantisco che c'è di molto peggio in giro. HUB che farebbero impallidire anche l'impassibile Spock, roba con forme strane, porte in posizioni inusabili e capacità così ridotte da non reggere nemmeno due hard disk. L'HUB di Orico, per lo meno, non è tutto questo. Ha una forma regolare, tutte le porte sono ben distanziate e raggiungibili e regge veramente di tutto. Il prezzo da pagare <a href="http://www.saggiamente.com/go/orico-usb3-7porte" target="_blank">su Amazon è di 47,99€</a>, una cifra ragionevolissima e che include anche la spesa di spedizione. Consigliato.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Recensione: CamRanger, controllo wireless per fotocamere Canon e Nikon</title>
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		<pubDate>Mon, 13 May 2013 08:06:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurizio Natali</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni FotoVideo]]></category>
		<category><![CDATA[canon]]></category>
		<category><![CDATA[ios]]></category>
		<category><![CDATA[mac]]></category>
		<category><![CDATA[nikon]]></category>
		<category><![CDATA[ramaidea]]></category>
		<category><![CDATA[wi-fi]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Sempre più di frequente il modulo Wi-Fi compare tra le specifiche tecniche di mirrorless e reflex, dalla più economica Samsung NX1000 alla più costosa Canon EOS 6D. Le app di... <a href="http://www.saggiamente.com/2013/05/13/recensione-camranger-controllo-wireless-per-fotocamere-canon-e-nikon/"></a></p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Sempre più di frequente il modulo Wi-Fi compare tra le specifiche tecniche di mirrorless e reflex, dalla più economica <a href="http://www.saggiamente.com/go/samsung-nx1000" target="_blank">Samsung NX1000</a> alla più costosa <a href="http://www.saggiamente.com/go/canon-6d" target="_blank">Canon EOS 6D</a>. Le app di collegamento realizzate per le fotocamere wireless di Sony, di Olympus (per la recente <a href="http://www.saggiamente.com/2013/05/10/olympus-presenta-la-pen-e-p5-top-di-gamma-con-look-marcatamente-retro/" target="_blank">E-P5</a>) e della stessa Samsung, consentono di avere una visuale remota ma un set di controlli molto limitato. Panasonic Lumix Link e Canon EOS Remote per iOS, offrono strumenti molto più completi ma rimangono dei limiti importanti, ad esempio la visuale video si interrompe appena attiviamo la registrazione.</p>
<p>Al Photoshow 2013, nello <a href="http://www.saggiamente.com/2013/04/04/photoshow-2013-le-novita-di-ra-ma-e-la-nostra-intervista-a-stefano-bresaola/" target="_blank">stand di Ra.Ma.</a>, ho potuto toccare con mano due belle novità per il mondo delle DSLR, il <a href="http://www.saggiamente.com/go/varavon-multifinder" target="_blank">Multifinder di Varavon</a> ed il <a href="http://www.saggiamente.com/go/camranger" target="_blank">CamRanger</a>. Di quest'ultimo se ne è parlato pochi giorni fa, perché ha vinto il prestigioso TIPA Awards 2013 come miglior accessorio per le fotocamere digitali.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-43380" alt="camranger-trasporto" src="http://www.saggiamente.com/wp-content/uploads/2013/05/camranger-trasporto.jpg" width="640" height="444" /></p>
<p>Il piccolo e leggero case del CamRanger, include un router Wi-Fi n con portata fino a 50 metri ed è compatibile con la maggior parte delle fotocamere Canon e Nikon. Sul sito del produttore vi è uno <a href="http://saggia.me/camranger" target="_blank">schema dettagliato</a> delle funzionalità supportate da ogni modello, ma funziona con quasi tutte. Per Canon si tratta di 450D / 40D / 7D / 5D II / 1Ds III e tutte le successive, mentre per Nikon si parte da D5000 / D90 / D300 / D700 / D3 fino alle più recenti. Altri modelli saranno presto supportati, assicura l'azienda, la quale sta anche lavorando a dei nuovi client per Android e Windows, perché attualmente l'app CamRanger è disponibile solo per iOS e per Mac, quest'ultima in beta.</p>
<p><img alt="camranger-opened" src="http://www.saggiamente.com/wp-content/uploads/2013/05/camranger-opened.jpg" width="640" height="351" /></p>
<p>La batteria interna, removibile, ha una durata di circa 4-5 ore in uso continuo e fino a 9 in Time Lapse. Se si usa per qualche ora al giorno dura anche delle settimane. Sul retro ed all'interno del case, interamente realizzato in plastica piuttosto robusta, si trova il seriale della propria unità, il quale è anche la password per collegarsi alla sua rete Wi-Fi. Grazie alla semplice apertura, si può anche pensare di acquistare una <a href="http://www.saggiamente.com/go/camranger-batteria" target="_blank">batteria supplementare</a> da sostituire nel caso di lunghe sessioni di utilizzo.</p>
<p><img alt="camranger-tripod" src="http://www.saggiamente.com/wp-content/uploads/2013/05/camranger-tripod.jpg" width="640" height="454" /></p>
<p>Sui lati si trovano una porta mini USB per il collegamento alla fotocamera, una Ethernet riservata agli aggiornamenti firmware, una micro USB per la ricarica della batteria interna ed un pulsante di accensione/spegnimento. In dotazione ci sono già tutti i cavi di cui si può aver bisogno ed anche una tasca da trasporto con un gancio in metallo, il quale può essere facilmente fissato al treppiedi.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-43385" alt="camranger-gancio" src="http://www.saggiamente.com/wp-content/uploads/2013/05/camranger-gancio.jpg" width="640" height="675" /></p>
<p>Per poter iniziare ad usare il CamRanger, basterà scaricare la relativa <a href="http://www.saggiamente.com/go/camranger-ios" target="_blank">app gratuita</a> dall'App Store e collegarsi alla sua rete wireless. Per analizzare nel dettaglio il funzionamento del dispositivo ecco una video recensione.</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/dXk3VTdT3-8?rel=0" height="360" width="640" allowfullscreen="" frameborder="0"></iframe></p>
<h2><img class="alignright" alt="voto 4" src="http://www.saggiamente.com/wp-content/uploads/voto.av.250.4.png" width="250" height="124" />Conclusioni</h2>
<p>Il controllo remoto della fotocamera può risultare utile in molte circostanze, specie se così completo come quello offerto dal <a href="http://www.saggiamente.com/go/camranger" target="_blank"><strong>CamRanger</strong></a>. Per trovare qualcosa di meglio nei moduli integrati, bisogna fare un lungo salto fino alla Nikon D4 (<a href="http://www.saggiamente.com/2013/04/07/recensione-nikon-d4-la-reflex-definitiva-per-il-professionista/" target="_blank">recensione</a>) dove però ci si affida all'Ethernet e non al Wi-Fi, con ovvie implicazioni in termini positivi (velocità) e negativi (cavo). Grazie al CamRanger riusciamo a lavorare sul set fotografico vedendone anticipatamente i risultati, anche lontano dalla fotocamera, direttamente sullo smartphone o sul tablet. Possiamo ottenere delle macro perfette o fotografare da posizioni impensabili. La possibilità di avere il video in streaming anche durante la registrazione può essere utile quando si utilizza un jib/crane e la camera è distante e in tantissime altre circostanze. Lo strumento non è perfetto ed ho mostrato nel video alcuni sui punti deboli, non ultimo il prezzo di 329€ per la versione ufficiale italiana, che  si acquista sul sito <a href="http://www.saggiamente.com/go/camranger" target="_blank">Ra.Ma.</a></p>
<p><strong>PRO</strong><br />
<img alt="+" src="http://www.saggiamente.com/wp-content/uploads/ico.piu.png" width="16" height="16" /> Un solo modello può aggiungere il controllo wireless a molte fotocamere<br />
<img alt="+" src="http://www.saggiamente.com/wp-content/uploads/ico.piu.png" width="16" height="16" /> Confezione completa di tutti i cavi possibili e di una pratica sacca con gancio per il trasporto<br />
<img alt="+" src="http://www.saggiamente.com/wp-content/uploads/ico.piu.png" width="16" height="16" /> Setup rapido e semplice<br />
<img alt="+" src="http://www.saggiamente.com/wp-content/uploads/ico.piu.png" width="16" height="16" /> Possibilità di lavorare in manuale<br />
<img alt="+" src="http://www.saggiamente.com/wp-content/uploads/ico.piu.png" width="16" height="16" /> Visualizzazione istogrammi luminosità/colore in remoto<br />
<img alt="+" src="http://www.saggiamente.com/wp-content/uploads/ico.piu.png" width="16" height="16" /> Gestione di TimeLapse<br />
<img alt="+" src="http://www.saggiamente.com/wp-content/uploads/ico.piu.png" width="16" height="16" /> Buona durata della batteria e possibilità di sostituzione rapida<br />
<img alt="+" src="http://www.saggiamente.com/wp-content/uploads/ico.piu.png" width="16" height="16" /> Possibilità di rivedere le foto a pieno formato<br />
<img alt="+" src="http://www.saggiamente.com/wp-content/uploads/ico.piu.png" width="16" height="16" /> Previsti aggiornamenti firmware per supportare nuove fotocamere e funzioni</p>
<p><strong>CONTRO</strong><br />
<img alt="-" src="http://www.saggiamente.com/wp-content/uploads/ico.meno.png" width="16" height="16" /> Prezzo piuttosto elevato<br />
<img alt="-" src="http://www.saggiamente.com/wp-content/uploads/ico.meno.png" width="16" height="16" /> Impossibilità di rivedere i filmati tramite l'app<br />
<img alt="-" src="http://www.saggiamente.com/wp-content/uploads/ico.meno.png" width="16" height="16" /> Lag e frequenza di refresh non adatti per il video professionale<br />
<img alt="-" src="http://www.saggiamente.com/wp-content/uploads/ico.meno.png" width="16" height="16" /> Attualmente limitato a Canon e Nikon</p>
<p><strong>DA CONSIDERARE</strong><br />
<img alt="|" src="http://www.saggiamente.com/wp-content/uploads/ico.ni.png" width="16" height="16" /> Il controllo remoto è solo su iOS e Mac, ma sono in programma i client per Android e Windows</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Finalmente il Belkin Thunderbolt Express Dock approda in Italia</title>
		<link>http://www.saggiamente.com/2013/05/12/finalmente-il-belink-thunderbolt-express-dock-approda-in-italia/</link>
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		<pubDate>Sun, 12 May 2013 18:36:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurizio Natali</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo Mac]]></category>
		<category><![CDATA[belkin]]></category>
		<category><![CDATA[hub]]></category>
		<category><![CDATA[presentazione]]></category>
		<category><![CDATA[thunderbolt]]></category>
		<category><![CDATA[usb 3.0]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Da quando la porta Thunderbolt ha fatto la sua comparsa ci sono stati solo due dispositivi che ho davvero apprezzato ed atteso. Il primo è stato il sistema RAID Western Digital... <a href="http://www.saggiamente.com/2013/05/12/finalmente-il-belink-thunderbolt-express-dock-approda-in-italia/"></a></p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Da quando la porta Thunderbolt ha fatto la sua comparsa ci sono stati solo due dispositivi che ho davvero apprezzato ed atteso. Il primo è stato il sistema RAID Western Digital Thunderbolt Duo (<a href="http://www.saggiamente.com/2012/09/04/recensione-western-digital-thunderbolt-duo-4tb-silenzioso-ma-non-troppo-veloce/" target="_blank">recensione</a>), il secondo è il <strong>Belkin Thunderbolt Express Dock</strong>. Questo interessante hub era stato anticipato addirittura a gennaio del 2012, <a href="http://www.saggiamente.com/2012/01/09/ces-2012-thunderbolt-sul-grande-palcoscenico-con-elgato-lacie-e-belkin/" target="_blank">durante il CES di Las Vegas</a>, salvo poi subire innumerevoli ritardi ed un completo restyling prima della fine dello scorso anno.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-43371" alt="express-dock" src="http://www.saggiamente.com/wp-content/uploads/2013/05/express-dock.jpg" width="640" height="251" /></p>
<p>Se vi state chiedendo perché tanta attenzione verso questo prodotto, la risposta è semplicissima. Attraverso l'occupazione di una sola porta Thunderbolt sul Mac, consente di ottenere:</p>
<ul>
<li>1 porta Gigabit Ethernet</li>
<li>1 porta FireWire 800</li>
<li>1 porta Thunderbolt</li>
<li>1 uscita audio da 3,5 mm per cuffie</li>
<li>1 ingresso audio da 3,5 mm per microfono</li>
<li>3 porte USB 3.0</li>
</ul>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-43373" alt="thunderbolt-dock-back-diagram" src="http://www.saggiamente.com/wp-content/uploads/2013/05/thunderbolt-dock-back-diagram.jpg" width="640" height="123" /></p>
<p>Qualche giorno fa ho segnalato sui canali sociali l'avvio della vendite in America, dove la prima partita è andata sold out in pochi minuti. Ma purtroppo non spedivano nel nostro paese. Quello di cui non mi ero ancora accorto, e che mi ha fatto notare l'amico <a href="https://twitter.com/mattiacantalu/status/333620087938490370" target="_blank">Mattia pochi istanti fa</a>, è che ora possiamo averlo anche in Italia tramite l'<a href="http://www.saggiamente.com/go/belkin-thunderbolt-dock" target="_blank">Apple Store online</a>.</p>
<p><a href="http://www.saggiamente.com/go/belkin-thunderbolt-dock" target="_blank"><img class="alignnone size-full wp-image-43374" alt="belkin" src="http://www.saggiamente.com/wp-content/uploads/2013/05/belkin.jpg" width="640" height="193" /></a></p>
<p>Il <a href="http://www.saggiamente.com/go/belkin-thunderbolt-dock" target="_blank"><strong>Belkin Thunderbolt Express Dock</strong></a> risulta infatti prenotabile con evasione in 3-4 settimane. Personalmente mi sono già messo in coda, 300€ non sono poche per un "hub" di connessioni, tuttavia per chi possiede un MacBook Pro Retina che vuole usare anche in una ampia postazione da scrivania, rappresenta una soluzione assolutamente eccezionale.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
	</channel>
</rss>
