Incredibile: in Italia siamo veramente alla frutta.

A giudicare dalle azioni di chi ci governa, direi che il nonsense regna sovrano.

Prima accollano sulle spalle degli acquirenti un'assurda tassa che va a gonfiare ingiustamente le tasche della SIAE, appesantendo i costi di tutti i media digitali, compresi iPod, hard disk, computer, masterizzatori, ecc..

Poi decidono di condannare penalmente tre dirigenti di Google perché non hanno "impedito" che venisse pubblicato su Google video (alias YouTube) un filmato in cui dei ragazzini se la prendevano con un coetaneo afflitto dalla sindrome di Down.

Google, così come i molteplici network del web 2.0 (vedi facebook, twitter e compagnia bella), forniscono una infrastruttura ai propri utenti e non possono essere responsabili per l'uso che questi ne fanno. Questa sentenza è molto pericolosa perché la situazione è simile anche alle cause che le majors del cinema e della discografia vorrebbero intentare contro i provider internet per il p2p, presupponendo che chi ti fornisce un servizio deve essere responsabile anche per l'uso che gli utenti ne fanno.

Se ci pensate bene è assurdo. Sarebbe come prendersela con chi costruisce una autostrada per il comportamento scorretto dei guidatori. A livello internazionale, come sempre, ci stiamo facendo la figura del terzo, quarto, mondo. Nell'Italia dei nostri giorni l'incompetenza informatica e tecnologica delle alte sfere di governo, preclude forzatamente il futuro tecnologico del paese.

Come dice Altroconsumo:

Obbligare gli intermediari a un controllo preventivo della liceità di tutto quanto è immesso in rete renderebbe di fatto impossibile gestire questi strumenti.

È bene tenere alta l'attenzione su questi temi... prima che sia troppo tardi.

Maurizio Natali

Titolare e caporedattore di SaggiaMente, è "in rete" da quando ancora non c'era, con un BBS nell'era dei dinosauri informatici. Nel 2009 ha creato questo sito nel tempo libero, ma ora richiede più tempo di quanto ne abbia da offrire. Profondo sostenitore delle giornate di 36 ore, influencer di sé stesso e guru nella pausa pranzo, da anni si abbronza solo con la luce del monitor. Fotografo e videografo per lavoro e passione, seguimi su Instagram

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