Come si fa: aprire sul Mac i progetti GarageBand creati sull'iPad

Avete provato GarageBand per iPad? È da qualche giorno che spero di riuscire a trovare il tempo per mostrarvi alcune delle sue più belle funzioni, ma nel frattempo ho notato — come molti di voi — la "difficoltà" ad importare un progetto realizzato sul tablet nell'omonima applicazione per OS X.

Stanotte Apple ha rilasciato un aggiornamento di GarageBand per Mac ver. 6.0.2, che risolve finalmente il problema introducendo il supporto dell’apertura dei progetti importati dall'iPad.

garageband per ipad

Purtroppo però non si può semplicemente collegare l'iPad, lanciare GarageBand sul computer e aprire il file direttamente da lì, ma si deve come sempre passare per iTunes. Vediamo come procedere.

Nella galleria progetti della versione iOS di GarageBand, troverete il classico pulsante di invio in basso, il quale permette di mandare tutto il progetto attivo via email o ad iTunes. Ovviamente collegate l'iPad al Mac e avviate iTunes prima di procedere.

invia itunes

La successiva schermata permette di selezionare il formato di esportazione, che può essere in AAC (quindi solo per ascolto, non modificabile) oppure nativo GarageBand. Scegliete questa seconda opzione.

formato

Il file così "esportato" apparirà su iTunes in Condivisione documenti, in corrispondenza dell'app:

condivisione documenti

Ma ancora non è finita, perché a questo punto dovrete scegliere di salvare il file sul computer e poi, finalmente, aprirlo con GarageBand sul Mac. Da quel che mi risulta, ma sono aperto a suggerimenti e correzioni, Apple non ha previsto ad oggi un metodo migliore per svolgere questa semplice operazione. Tanto per fare un esempio si sarebbe potuto:

  • far riconoscere i file nell'iPad collegato direttamente a GarageBand (un po' come fa iPhoto)
  • far apparire l'iPad nel finder (ma va?) anche solo con le cartelle di condivisione documentale
Maurizio Natali

Titolare e caporedattore di SaggiaMente, è "in rete" da quando ancora non c'era, con un BBS nell'era dei dinosauri informatici. Nel 2009 ha creato questo sito nel tempo libero, ma ora richiede più tempo di quanto ne abbia da offrire. Profondo sostenitore delle giornate di 36 ore, influencer di sé stesso e guru nella pausa pranzo, da anni si abbronza solo con la luce del monitor. Fotografo e videografo per lavoro e passione, seguimi su Instagram

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