Mavericks dice addio ad Utility Network... ma solo in apparenza

Le fondamenta di OS X sono Unix-like ed è immediatamente chiaro avviando la shell tramite l'applicazione terminale. Tuttavia, grazie alle varie interfacce grafiche del sistema operativo che equipaggia i Mac, gli utenti possono evitare di sporcarsi le mani scrivendo manualmente ogni singolo comando. L'applicazione Utility Network, che si trova all'interno di Applicazioni/Utility, è un tipico esempio di "maschera" creata per semplificare l'accesso ad informazioni e l'esecuzione di comandi che richiederebbero la shell. Gli utenti avanzati la usano di rado ma può risultare utile in molte circostanze quando si lavora sulle connessioni di rete. È qui che dirotto chi ha problemi di navigazione o sulla LAN, quando ho bisogno di conoscere dei dati in remoto, decisamente più semplice che dettare telefonicamente i comandi del terminale ad un utente non troppo pratico.

utility-network-mavericks

Su OS X Mavericks questa piccola ma utile applicazione non si trova più al suo posto e non si riesce a trovarla neanche con Spotlight, per cui il primo pensiero è che sia stata rimossa. In realtà Utility Network è presente anche in OS X 10.9 ma non ha un collegamento rapido nella classica cartella della utilità. In sostanza per la maggior parte degli utenti sarà come non averlo. Tuttavia non è troppo difficile trovarlo, basta usare il comando del menu Vai/Vai alla Cartella... del Finder (o più semplicemente ⇧⌘G) e poi digitare il percorso /System/Library/CoreServices

coreservices

Se si utilizza frequentemente si può anche trascinare nella cartella Applicazioni/Utility tenendo premuti i tasti ⌘ ed ⌥, in questo modo ricreeremo il collegamento diretto all'app, come nelle precedenti versioni di OS X.

Maurizio Natali

Titolare e caporedattore di SaggiaMente, è "in rete" da quando ancora non c'era, con un BBS nell'era dei dinosauri informatici. Nel 2009 ha creato questo sito nel tempo libero, ma ora richiede più tempo di quanto ne abbia da offrire. Profondo sostenitore delle giornate di 36 ore, influencer di sé stesso e guru nella pausa pranzo, da anni si abbronza solo con la luce del monitor. Fotografo e videografo per lavoro e passione, seguimi su Instagram

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