Messaggi a pagamento: la fine dei servizi truffa potrebbe essere vicina

Messaggi a Pagamento

Qualche settimana fa ho ricevuto la segnalazione di un amico riguardo una truffa di cui è stato vittima. Senza aver fatto nulla si è trovato con un servizio attivo che gli consumava molto credito, inviando degli SMS assolutamente non richiesti. Pochi giorni dopo ne ho sentito parlare nella trasmissione TV "Le Iene" e dopo che la cosa è venuta a galla si sono attivati i giusti campanelli d'allarme. Questo febbraio la Presidenza del Consiglio ha emesso un decreto in relazione alla direttiva europea 2011/83/UE sui nuovi diritti dei consumatori, stabilendo che l'Antitrust dovrà riprendere in mano la situazione dal 14 giugno. Dopo quella data verranno esaminati tutti i fascicoli delle lamentele ricevute e si stabilirà se si tratta realmente di truffe, avviando così le adeguate contromisure.

Ciò che succede ad oggi è che un utente che naviga da smartphone può trovarsi di fronte una pubblicità in sovraimpressione. All'atto di chiuderla può inavvertitamente causare un clic e questo è sufficiente per le aziende che offrono tali servizi per attivare una promozione, il tutto passando attraverso una chiamata WAP. Ovviamente per la legge non è possibile che si sottoscriva un contratto con un semplice clic su un banner, specie quando vi è la possibilità di eseguirlo inavvertitamente, per ciò ci sono pochi dubbi su chi dovrebbe essere dichiarato "colpevole" alla fine delle indagini. Non siamo certo noi consumatori, ma piuttosto queste aziende che sfruttano dei clic effettuati per errore per stipulare un contratto. Per il momento si stanno arricchendo alle spalle di molti utenti ma speriamo che ben presto vengano multate e costrette a modificare il metodo di sottoscrizione ai loro, spesso inutili, servizi a pagamento.

Peccato solo che si debba aspettare fino al 14 giugno prima che l'Antitrust possa analizzare i fascicoli del caso. Per il momento raccomandiamo massima attenzione.

Maurizio Natali

Titolare e caporedattore di SaggiaMente, è "in rete" da quando ancora non c'era, con un BBS nell'era dei dinosauri informatici. Nel 2009 ha creato questo sito nel tempo libero, ma ora richiede più tempo di quanto ne abbia da offrire. Profondo sostenitore delle giornate di 36 ore, influencer di sé stesso e guru nella pausa pranzo, da anni si abbronza solo con la luce del monitor. Fotografo e videografo per lavoro e passione, seguimi su Instagram