È un dato di fatto che si sentono sempre meno telegiornali e si leggono pochi quotidiani, così la maggior parte delle notizie le scopriamo in rete. Questa tendenza è particolarmente evidente nei giovani, che usano internet come unica fonte di informazione. Fin tanto che ci si affida a testate autorevoli si è piuttosto sicuri di quello che si legge, il problema è che sempre più spesso viene utilizzato il feed di Facebook per aggiornarsi. Scorrendo tra le notizie condivise dalla nostra cerchia di amici vediamo di tutto, dai video sui gattini fino alle teorie complottistiche più grottesche, ed è difficile separare le notizie vere dalle false, specie quando si è giovani e non si è ancora maturato un certo senso critico. Per questo spesso capita che notizie totalmente infondate ma dal forte impatto diventino virali in breve tempo. A me è successo una volta di condividere un articolo sulle scie chimiche che sembrava scritto con sapere scientifico inoppugnabile, per poi pentirmi dopo aver ricevuto informazioni screditanti sulla fonte da qualche amico. Ci sono persino dei siti che non fanno altro che confezionare notizie bufala, giusto per ottenere clic e guadagnare dalle pubblicità. Facebook può essere considerato un male, se proprio volete, ma di per sé non ha colpa di questa situazione. Tuttavia il social network in blu ha deciso di correre ai ripari e di fornire agli utenti di un sistema antibufala. In pratica su ogni post apparirà una nuova opzione per segnalare che il contenuto è una notizia falsa.

antibufala-facebook

Se questo sistema verrà sfruttato a dovere è possibile che il nostro feed di Facebook in futuro appaia depurato da qualcuna dalle sue sciocchezze. Non possiamo aspettarci che sia un metodo infallibile, ma per lo meno mantiene un approccio democratico e ci consente di partecipare attivamente nella diffusione delle notizie.

Maurizio Natali

Titolare e caporedattore di SaggiaMente, è "in rete" da quando ancora non c'era, con un BBS nell'era dei dinosauri informatici. Nel 2009 ha creato questo sito nel tempo libero, ma ora richiede più tempo di quanto ne abbia da offrire. Profondo sostenitore delle giornate di 36 ore, influencer di sé stesso e guru nella pausa pranzo, da anni si abbronza solo con la luce del monitor. Fotografo e videografo per lavoro e passione, seguimi su Instagram

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