Nokia acquisirà Withings e ritornerà ancora più forte nel mercato mobile

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Da quando Nokia ha venduto la divisione smartphone a Microsoft, la sua visibilità nel mercato consumer è andata sempre più scemando. È rimasta molto forte in ambito networking, ancor di più con l'acquisizione di Alcatel-Lucent, ma per un'azienda di questo tipo il richiamo del mass market è molto forte. Dopotutto ha un nome ancora molto accreditato presso il grande pubblico ed è un peccato sprecare questo vantaggio competitivo ottenuto grazie ad anni di primati. Dopo una serie di indiscrezioni, lo stesso CEO di Nokia ha confermato che non bisognerà attendere molto prima di rivedere smartphone col celebre marchio finlandese. L'accordo di non competizione con Microsoft si è concluso a fine del 2015, quindi l'attesa è corroborata da tutti i punti di vista, con particolare attenzione alla seconda metà dell'anno in corso.

nokia-logo

Ma il ritorno del celebre nome potrebbe avvenire in grande stile, con un approccio al mercato mobile molto più vasto di quanto non fosse in passato. L'azienda ha infatti dichiarato oggi i propri piani per acquisire Withings, marchio francese molto noto in ambito indossabili. Con una spesa di 170 milioni di euro, Nokia otterrà 200 dipendenti, un know how pluriennale ed un parco di dispositivi che include fitness tracker, smartwatch ed una lunga serie di dispositivi per la salute, come termometri, sensori di pressione e bilance smart.

withings

Si prevede dunque un exploit in grande stile, non con uno o due prodotti isolati nel tentativo di recuperare il terreno perduto, ma con un vero e proprio ecosistema che culminerà nello smartphone. A questo punto, però, il passaggio ad Android sembra quasi scontato, andando a cambiare radicalmente collocazione sul mercato e rischiando di omologarsi al suo principale trend. Tuttavia la qualità che il nome richiama e il fatto che questo non sia ancora stato dimenticato dai più, potrebbe fare la differenza.

Maurizio Natali

Titolare e caporedattore di SaggiaMente, è "in rete" da quando ancora non c'era, con un BBS nell'era dei dinosauri informatici. Nel 2009 ha creato questo sito nel tempo libero, ma ora richiede più tempo di quanto ne abbia da offrire. Profondo sostenitore delle giornate di 36 ore, influencer di sé stesso e guru nella pausa pranzo, da anni si abbronza solo con la luce del monitor. Fotografo e videografo per lavoro e passione, seguimi su Instagram

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