Il problema degli "anelli bianchi" di HomePod è risolvibile, secondo alcuni designer

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Continua a far parlare di sé la vicenda dei residuati bianchi lasciati dagli HomePod su certi tipi di mobili in legno. Una controversia che Apple avrebbe senz'altro sperato di evitare, lasciando il dubbio se si sia trattata di una svista progettuale o una scelta voluta. In realtà, com'è successivamente emerso, lo smart speaker di Cupertino non è solo a lasciare queste "impronte" indelebili o quasi: anche il Sonos One sembra soffrire del medesimo difetto. Essendo però parecchio superiore la cassa di risonanza che accompagna le notizie relative ad Apple, il mal comune mezzo gaudio non è sufficiente, almeno per ora, a chiudere la questione. Molti si attendono una contromisura efficace, che non lasci proliferare un curioso mercato di quelli che potremmo definire sottobicchieri smart. Secondo degli esperti di design intervistati da Business Insider, l'impresa è più che fattibile.

Prima di parlare della possibile soluzione, hanno provato a capire come mai questo problema è potuto manifestarsi. Secondo Ignazio Moresco, HomePod non è stato adeguatamente testato su tutte le superfici, privandolo dunque di un rigoroso controllo qualità. Per Gregor Berkowitz, la causa sarebbe da ricercarsi nell'inesperienza di Apple nel settore degli altoparlanti. Risulta però difficile concordare con qualsiasi di queste ipotesi: il dispositivo ha svolto una lunga fase di test anche presso le case di vari dipendenti della mela ed è poco probabile che tutti loro non disponessero di un mobile in legno potenzialmente vulnerabile. Anche lo status novizio non regge granché, dato che come abbiamo visto pure prodotti di ben più lungo corso come quelli Sonos possono creare gli stessi problemi.

Detto questo, una via d'uscita vi sarebbe, stando allo stesso Berkowitz. Si tratterebbe di modificare il processo produttivo usato per il silicone alla base di HomePod, affinché nei futuri lotti non si ripresentino più reazioni chimiche sgradite al contatto con specifico arredamento. Non si entra tuttavia nel dettaglio dell'entità di tali modifiche, limitandosi a stimare un tempo tra le due e le sei settimane per apportare la correzione negli stabilimenti. A prescindere dalla fattibilità o meno, occorrerebbe vedere se Apple sia effettivamente disposta ad agire in tal senso. Alla fine, come anche gli stessi designer osservano, la soluzione migliore potrebbe essere di lasciare che sia il tempo a fare il suo corso, con la vicenda destinata a passare sempre più in secondo piano man mano che come da previsioni le tracce bianche iniziali si attenueranno fino a diventare appena percettibili.

Giovanni "il Razziatore"

Deputy - Ho a che fare con i computer da quando avevo 7 anni. Uso quotidianamente OS X dal 2011, ma non ho abbandonato Windows. Su mobile Android come principale e iOS su iPad. Scrivo su quasi tutto ciò che riguarda la tecnologia.

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