Apple al lavoro sui display MicroLED, è solo questione di tempo

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Questa mattina il mondo tecnologico si è svegliato con Bloomberg News che dava notizia dei piani di Apple per produrre display in casa, ed ecco che improvvisamente Japan Display, Sharp e Samsung hanno visto i loro titoli perdere quota. Il buon Gurman ha già avuto modo di dettagliare il tutto con un articolo, ma non è qualcosa che ci giunge nuovo. A maggio del 2017 vi parlavo di questa eventualità proprio sulle pagine di SaggiaMente, partendo dall'acquisizione del 2014 di LuxVue e dalla conoscenza della tecnologia MicroLED di cui deteneva diversi brevetti. Sembrava che l'imminente arrivo di iPhone X (recensione) potesse essere il candidato migliore per metterli in campo, saltando completamente gli OLED sugli smartphone Apple, e invece non è andata così. Secondo Bloomberg in realtà ci hanno davvero provato, ma le difficoltà produttive l'hanno fatta desistere, al punto che – le fonti di Gurman ci dicono – fossero in procinto di abbandonare completamente il progetto.

Non sarebbe stata una mossa lungimirante, però, in quanto la produzione di pannelli MicroLED è sì più complicata rispetto i già complicati OLED ma ci sono tutte le ragioni per credere che li soppianteranno, presto o tardi. Dopotutto parliamo di una tecnologia che permette di realizzare schermi più sottili e con minor consumi, con l'affidabilità cromatica dei migliori LCD e il nero assoluto dell'OLED. Ecco perché le fonti di Mark Gurman riferiscono di un laboratorio segreto in Santa Clara in cui gli ingegneri di Cupertino stanno mettendo a punto la produzione di MicroLED. Di certo non si riuscirà ad introdurli negli iPhone del 2018, ma già il 2019 è un obiettivo più alla portata. Le difficoltà esistono, infatti vi parlavo di un prototipo di Sony risalente addirittura al CES 2012 che non ha poi avuto seguito per questo, ma i miglioramenti sono concreti ed Apple si era avvantaggiata per tempo con l'acquisto di LuxVue. Ora bisogna concentrarsi per affinare la tecnica produttiva, così da valutare gli effettivi costi finali a pezzo, ma non è detto che sarà poi Apple a realizzarli in massa. Per mettere su un impianto produttivo da zero ci potrebbe volere troppo tempo e ci si esporrebbe oltretutto al rischio di tutte le industrie in seguito ad evoluzioni tecnologiche e fluttuazioni di mercato. Molto meglio progettare e definire il tutto in casa, dimostrandone la fattibilità e definendo la linea produttiva, per poi affidarne la realizzazione a qualche azienda in outsourcing, cosa che si è sempre dimostrata più conveniente per Apple.

Nel mio articolo dello scorso anno dicevo che i MicroLED potrebbero soppiantare completamente gli OLED e ne sono ancora più convinto oggi. Non sarà quest'anno e non so neanche per certo che sarà il prossimo, tuttavia ci sono vantaggi concreti che inevitabilmente inviteranno tutto il settore tecnologico in quella direzione. Questa volta Apple potrebbe essere in prima fila, una novità per gli schermi, ma il suo potere di influenzare il mercato è ben noto ed è facile immaginare cosa succederà entro un paio d'anni dalla presentazione del primo iPhone con questa tecnologia. Tuttavia è l'Apple Watch che io guardo come primo candidato, un po' come è già stato per l'introduzione di OLED, poiché lo schermo più piccolo consente di sperimentare la tecnologia con meno ripercussioni negative, così da affinarla per contenere gli sprechi e massimizzare la resa prima di passare alle superfici più ampie.

Maurizio Natali

Titolare e caporedattore di SaggiaMente, è "in rete" da quando ancora non c'era, con un BBS nell'era dei dinosauri informatici. Nel 2009 ha creato questo sito nel tempo libero, ma ora richiede più tempo di quanto ne abbia da offrire. Profondo sostenitore delle giornate di 36 ore, influencer di sé stesso e guru nella pausa pranzo, da anni si abbronza solo con la luce del monitor. Fotografo e videografo per lavoro e passione, seguimi su Instagram

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