8 cover per iPhone XR

Leggi questo articolo grazie alle donazioni di Luciano Meringolo, Paolo Massignan, Alessandro Peroni, Lorenzo Amato, Giampaolo Macorig, Francesco Lo Cascio, Daniele Saron.
♥ Partecipa anche tu alle donazioni: sostieni SaggiaMente, sostieni le tue passioni!

Molti acquirenti di iPhone XR sono, come me, alla ricerca di una buona cover. Per la verità su questo smartphone ne ho fatto a meno per qualche giorno e devo dire che mi ha stupito. C'è qualcosa nel suo formato, nel peso, nei materiali e forse anche nella colorazione, che mi porta a maneggiarlo con più tranquillità rispetto al X o al XS Max senza una custodia. Ed è anche molto meglio potersi godere il colore originale. Tuttavia una cover è bene averla, soprattutto quando si esce o se lo smartphone è a portata di bambini. Certo è che sull'iPhone XR (recensione) non è facile trovare un buon compromesso tra copertura e qualità.

Le cover trasparenti non gli donano come speravo, soprattutto perché quelle troppo sottili sono inutili e quelle grosse pessime. Quelle opache gli tolgono molto del fascino originale, per cui devono essere belle loro per compensare. Ne ho provate una dozzina ma alla fine ho deciso di usarlo senza per la maggior parte del tempo. Ne metto una quando esco, scegliendo dal mazzo. Un comportamento molto diverso rispetto a quello che ho con tutti gli altri iPhone attuali. Vorrei condividere con voi qualche considerazione su 8 cover di quelle che possiedo (le altre sono per lo più variazioni cromatiche).


TOZO flexible crystal

Voto 2/5 Cover molto tradizionale, realizzata con silicone trasparente e un po' gommoso. Lo spessore è quello che preferisco, né troppo sottile né tozza, per cui protegge sicuramente dai graffi e va bene anche per piccole cadute. Belli i tagli posteriori precisi per il flash e l'obiettivo, bordato a rilievo per non urtare. Sul fronte sporge ma non abbastanza per essere efficace. I tasti si azionano tutti comodamente. La cosa più antipatica è che l'interno è completamente liscio e quindi il silicone si appiccica creando un effetto molto sgradevole. Per cui la considero inutilizzabile.


Spigen Liquid Crystal

Voto 2,5/5 Questa è stata la prima custodia che ho acquistato per il XR, prima ancora di andarlo a ritirare in store. Appena l'ho ricevuta si vedeva che era troppo spessa e ne ho avuto una conferma mettendoci dentro lo smartphone. Protegge bene in ogni parte, su questo non c'è dubbio, inoltre è "trapuntata" all'interno per non appiccicarsi al dorso creando l'effetto bagnato della TOZO appena vista. Però è davvero ingombrante. Il retro sarebbe anche giusto, il problema è la cornice intorno. Così spessa che frontalmente neanche si capisce più il colore del XR.


ESR Gel Blu

Voto 3,5/5 ESR ha rovinato questa custodia con quell'evidenziazione pacchiana del modulo fotocamera sul retro, ed è un vero peccato. Gli assegno infatti un giudizio positivo perché su tutte le altre cose si comporta bene. È sottile il giusto ma protegge, ha l'interno trapuntato per non appiccicarsi, ha i tasti ben replicati e sporgenza frontale per il vetro. La caratteristica principale è il bordo colorato, in questo caso un azzurro metallico che lega molto bene con il mio XR. Non so se col tempo scolorirà ma per ora regge bene. A voler essere pignoli il bordo sui lati lunghi è un po' "morbido" e si allarga passandoci sopra col pollice, ma davvero l'unica cosa che non mi è piaciuta è quel cordolo sulla fotocamera... se non ci fosse sarebbe perfetta.


Elago Inner Core

Voto 2,5/5 È la classica custodia super sottile che protegge solo dai graffi... e forse neanche da quelli. L'ho voluta provare ma onestamente non la capisco, alla fine resiste più il retro dell'iPhone ai graffi, per cui tanto vale usarlo senza. Comunque strana la scelta di colori, avrebbero forse potuto tentare degli abbinamenti tinta su tinta visto che se metto quella blu sull'azzurro i vari tasti stonano come un pugno in un occhio. Per giunta è anche un po' "corta", per cui da qualche parte si intravedere pure il colore dello smartphone spuntare dai lati. Non mi è piaciuta.


Bellroy cover in pelle

Voto 2,5/5 Questo marchio è noto per l'insistente promozione dei suoi portafogli ed ha realizzato questa cover che prometteva molto bene. Di lavoro ce n'é, perché la struttura è di plastica (sottile) con un interno rivestito di materiale morbido ed una sottile copertura di pelle all'esterno, ma il risultato è quantomeno dubbio. L'estetica della custodia non è male – posto che si riesca a trovare un colore da abbinare in modo "giusto" al proprio XR – ed è anche bello avere finalmente una cover di pelle non aperta in fondo, cosa possibile perché il bordo di plastica non è rigido. Tuttavia noto almeno due cose che non mi piacciono: il fatto che per i pulsanti ci siano solo dei fori per azionare quelli sottostanti, che risultano un po' troppo incassati, e il bordino frontale un po' largo che lascia intravedere il colore della cornice dell'iPhone. Peccato perché l'idea di fondo non era male, ma in tutti i casi costa troppo e in mano non ti ripaga a sufficienza. Bocciata.


VSR Leather Fit Label

Voto 3,5/5 Questa cover non è di vera pelle, viene chiarito sul sito che è in TPU con "effetto" pelle, infatti il costo è adeguato. Io ho preso quella di colore navi, un blu un po' troppo scuro che forse non lega benissimo con il frontale nero. La cosa gradevole è sicuramente il retro con tre diverse lavorazioni, dal liscio al martellato, con tagli in diagonale. Bella anche la piccola linea rossa con su il logo dell'azienda. In mano è "secca", rigida e forse un po' spigolosa ma con ottimo grip. È più bella a vedersi che a toccarsi, però è davvero robusta. Peccato solo per un frame che tende al troppo spesso, sarebbe bastato qualche decimo di millimetro in meno o una maggiore curvatura per risultare più confortevole in mano e più gradevole alla vista frontale.


SURPHY in Silicone

Voto 3/5 Si tratta di uno dei tanti cloni della cover in silicone originale di Apple, che però non è stata realizzata per il XR (immagino per non coprirne i colori). È rigida, robusta, ha tanti colori (ma gli abbinamenti non sono affatto facili visto che sono diversi da quelli del XR) e purtroppo è aperta in basso. Questa caratteristica, da sempre odiata da me, ha acquisito un certo senso sugli iPhone dopo il X, in quando le nuove gesture che partono dal basso si eseguono meglio, ma rimane un difetto evidente per la sicurezza. Tutti quelli che la usano si convincono che lo spessore ai lati protegga comunque, ma la maggior parte di loro poi si ritrovano chissà come mai ad avere graffi o bottarelle proprio lì... Quello che non mi piace di questo modello e anche il materiale, che si attacca in mano, non scorre neanche bene mentre si mette lo smartphone in tasca, inoltre ogni singolo granello di polvere ci si appiccica sopra e si toglie a fatica.


Aucaeo in Silicone

Voto 4/5 Se anche voi siete infastiditi come me dall'avere la parte bassa a vista, soggetta a graffi ed ammaccature, la soluzione è la cover di Aucaeo, che per la verità avevo già provato in passato su iPhone X con altri nomi. In sostanza si tratta dello stesso identico modello marchiato SURPHY ma con una striscia di silicone morbido che si estende a copertura anche dell'area inferiore. L'anima si ferma prima dei fori speaker, allo stesso punto di tutte le altre cover rigide, ma la copertura in silicone continua, creando un effetto ottico di perfetta continuità e protegge molto meglio. Inoltre è anche più comodo che sia più morbida in quel punto visto che ci si appoggia spesso per azionare le gesture. Insomma è robusta ma non spessa, protettiva su ogni lato, con tasti ben azionabili e gradevole esteticamente. Gli assegno un voto di buono ma non vado oltre perché ha almeno un difetto importante, che è lo stesso delle altre cover simili: attirano lo sporco in modo incredibile. Non l'ho volutamente pulita prima di fare le foto, così da darvi un'idea di come si riduce in una settimana pur standoci abbastanza attenti. Inoltre questa di Aucaeo ha poche varianti cromatiche.

Maurizio Natali

Titolare e caporedattore di SaggiaMente, è "in rete" da quando ancora non c'era, con un BBS nell'era dei dinosauri informatici. Nel 2009 ha creato questo sito nel tempo libero, ma ora richiede più tempo di quanto ne abbia da offrire. Profondo sostenitore delle giornate di 36 ore, influencer di sé stesso e guru nella pausa pranzo, da anni si abbronza solo con la luce del monitor. Fotografo e videografo per lavoro e passione, seguimi su Instagram