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It’s show time. O quasi. All’evento Apple di lunedì 25 marzo manca poco meno di un giorno ed è tempo di fare un piccolo riepilogo su ciò che possiamo aspettarci di vedere sul palco dello Steve Jobs Theatre e cosa invece con molte probabilità andrà a mancare. Un keynote molto atteso e completamente diverso rispetto quello primaverile dello scorso anno, totalmente orientato al settore educativo. Ciò che vedremo domani ci permetterà di avere un primo quadro della situazione, su come sta procedendo la transizione della mela da un approccio orientato all’hardware ad uno orientato ai servizi.

Niente nuovo hardware

Contrariamente all’ordine classico, iniziamo da ciò che al 99% non ci sarà: l’hardware. Per esso Apple ha sfruttato proprio la settimana appena conclusasi, sfornando nuovi iPad, iMac ed AirPods. Del resto, si trattava di semplici aggiornamenti che nel keynote avrebbero catturato al più un quarto d’ora complessivo per descriverli e a Cupertino stavolta hanno altro di cui parlare. Nondimeno, i loro rilasci sono serviti comunque a mantenere alta l’attenzione sull’azienda, preparando un terreno fertile per l’evento di lunedì. Non che ce ne fosse davvero bisogno, per la realtà, ma per il marketing Apple come sappiamo la curiosità suscitata non è mai abbastanza.

Detto questo, forse sul piano hardware sarebbe potuta essere una buona occasione per modificare la linea Apple TV. Non tanto con un nuovo modello top di gamma, anche se non sarebbe stato poi così tanto peregrino immaginarlo, quanto con un prodotto entry-level in grado sia di sostituire in larga parte la quarta generazione nella lineup sia di espandere tvOS in una fascia di prezzo sinora poco presidiata. Alcune indiscrezioni nei mesi scorsi avevano parlato di una sorta di streaming stick a marchio Apple, ma le chance di vederla domani sono davvero molto esigue. Il motivo potrebbe essere alquanto semplice: non ne avrebbe bisogno, e tra poco chiariremo il perché.

Streaming Video

Qui si concentreranno i maggiori sforzi da parte di Apple. Per diverso tempo si è parlato di un nuovo servizio di streaming video anti-Netflix, ma la realtà potrebbe essere un po’ diversa. Il risultato finale potrebbe essere infatti più un competitor diretto di Amazon Prime Video, anche nella forma. Ci sarà una forte spinta sui contenuti originali, come in qualsiasi servizio del genere che si rispetti: Apple ha stretto tantissimi contratti di produzione per la realizzazione di serie TV esclusive ma anche per programmi e cartoni animati. La lista è molto lunga, in continuo mutamento e per motivi di spazio e tempo esulerebbe dallo scopo di questo post, pertanto preferiamo rimandare pertanto all’esaustivo elenco dettagliato di Macworld. Saranno tutti prodotti family-friendly, dove scene di violenza e nudità saranno rare se non addirittura assenti, coi report che indicano un forte controllo da parte di Apple in tal senso. La disponibilità dei primi contenuti sarebbe prevista entro l’anno.

Abbiamo sostenuto poco fa che Prime Video potrebbe essere il concorrente ideale del nuovo servizio Apple. Questo perché la struttura dovrebbe ricalcare parecchio quanto propone Amazon nei paesi anglosassoni, comprendendo sia produzioni proprie sia contenuti terzi in larga parte disponibili attraverso pacchetti di canali da acquistare separatamente. Apple avrebbe coinvolto, almeno per quel che concerne gli USA, i principali circuiti premium come HBO, Showtime e Starz, con prezzi singoli attorno ai $9,99 mensili. Molto lavoro in tal senso è senz’altro stato agevolato dall’aver realizzato già qualche anno fa un’app TV in grado di raccogliere contenuti da più parti all’interno di una singola interfaccia e la mela ci punta come una delle peculiarità della sua nuova proposta. Alcuni grandi nomi si sono però tirati fuori dall’iniziativa, Netflix in primis, che manterranno la loro presenza su tvOS in modo indipendente. Riguardo ai contenuti originali, sarebbe previsto anche per essi un prezzo, ma i rumor al momento non rendono chiaro quanto. Ciò che invece sembra essere escluso è la loro gratuità per i possessori di dispositivi Apple, come le indiscrezioni del passato invece suggerivano.

Sul versante dei dispositivi, abbiamo visto a gennaio una sensibile apertura di Apple verso le piattaforme TV terze e lo stesso avverrà per il nuovo servizio: oltre a Samsung e gli altri produttori di televisori, si parla anche di Roku, che coi suoi set-top-box economici risolverebbe alla radice l’assenza di un prodotto tvOS entry-level. Non stupirebbe nemmeno se ci fosse una versione per Android, come già avviene nel caso di Apple Music; del resto un servizio del genere ha tutto l’interesse a raggiungere quanti più utenti possibili. Restano molti interrogativi, oltre a quelli commerciali pure geografici: sarà esclusivo per gli Stati Uniti, almeno per la fase iniziale, oppure coi dovuti adattamenti arriverà anche dalle nostre parti, magari portando in dote l’app TV che ancora nemmeno abbiamo? Come si concilierà la permanenza di Bob Iger nel consiglio d’amministrazione di Apple con le chiare intenzioni di Disney di fare da sé per lo streaming, che ricorda tanto il caso Eric Schmidt tra il 2006 e il 2009? Tante domande, che probabilmente non troveranno tutte risposta domani.

News

Un altro ambito su cui Apple vuole investire è l’editoria. Un rinnovamento dell’app News porterà con sé anche un servizio in abbonamento comprendente quotidiani, articoli premium dai siti online e magazine periodici, con un prezzo di $9,99 mensili. Saranno riutilizzati la base e il know-how del servizio Texture acquisito lo scorso anno, ripercorrendo un po’ i passi già occorsi a cavallo tra il 2014 e il 2015 con la trasformazione di Beats Music in Apple Music. Si parla di circa 200 pubblicazioni al lancio, almeno per quel che concerne il mercato statunitense, e tra i nomi già arruolati si parla del Wall Street Journal e di Vox. Altre celebri testate, però, come il New York Times e il Washington Post hanno declinato la partecipazione all’iniziativa, che di per sé ha vissuto difficoltà nei preparativi in virtù della bassa propensione iniziale di molti editori a condividere i propri profitti con Apple.

Arriverà anche un’edizione italiana? Nel breve termine è poco probabile: Apple News nella forma attuale si è limitato per tantissimo tempo ad USA, UK ed Australia e solo ora si sta accingendo ad arrivare in Canada. Anche se annunciassero ulteriori espansioni, prima di noi ci sarebbero sicuramente le solite Francia e Germania. Un altro dubbio risiede nella disponibilità del servizio al di fuori dei dispositivi Apple. Ebbene, l’app Texture non è mai stata ritirata dal Play Store, pur non ricevendo aggiornamenti dallo scorso luglio. Quasi come se fosse rimasta ad aspettare un’occasione per il rilancio. Vedremo se domani cambierà di nome e l’editore diventerà “Apple Inc.”. Come nel caso di Apple Music e del servizio di streaming video, avrebbe sicuramente senso una sua presenza su piattaforme terze al fine di espanderne al massimo il potenziale bacino d’utenza.

Giochi

Qualche mese fa erano giunte voci riguardanti un interessamento di Apple su un abbonamento per i videogiochi, sulla scia di soluzioni simili già proposte altrove. A quanto pare, domani potrebbe essere il giorno buono per vederlo, stando alle indiscrezioni più recenti. Attenzione, però: non si tratterà di una soluzione simile a Google Stadia: anche se auspicabile in futuro, nel breve termine Cook e soci punterebbero alla monetizzazione attraverso i giochi sull’App Store, con un prezzo mensile che darebbe accesso a molti dei titoli disponibili, ad eccezione di quelli freemium ovvero gratuiti di base ma con espansioni in-app a pagamento. Non è però detto che intenda parlarne già ora: dovendo avere anche l’appoggio degli sviluppatori, potrebbe pure rinviare il discorso alla WWDC 2019 senza risultare affatto fuori luogo. Ciò che possiamo dare per sicura qui è l’esclusività, coinvolgendo iOS e macOS, al più pure tvOS.

Varie ed eventuali

Pur sapendo quel che ci aspetta principalmente, non possiamo non pensare a qualche wild card non esplorata. A proposito di carte, domani sul palcoscenico potremmo vedere i frutti dell’iniziativa congiunta Apple-Goldman Sachs, con una carta di credito espressamente dedicata agli utenti della mela. Oltre al pezzo fisico, si prevede molta presenza virtuale attraverso l’app Wallet controllando al meglio i propri pagamenti, predisponendo limiti di spesa e verificando il raggiungimento degli obiettivi che possono portare a premi. Un servizio espressamente pensato per il mondo Apple non è una vera e propria novità, qui in Italia abbiamo l’esempio di Buddybank, ma stavolta ci sarà lo zampino diretto dell’azienda.

I rumor appaiono al momento avere accantonato un bundle alla Amazon Prime comprensivo di tutti i servizi in un singolo prezzo mensile. Probabilmente è solo questione di tempo per il suo arrivo, comprendendo altri servizi come spazio iCloud aggiuntivo, anche perché darebbe ottime possibilità di fidelizzazione del cliente ancor più elevate di quanto non abbia sinora permesso l’hardware. A proposito di servizi ulteriori, lascia perplessi l’assenza di un qualsiasi indizio su un abbonamento anche per Apple Books. Le piattaforme rivali, a partire da Kindle, lo prevedono ed in abbinamento ad una disponibilità multipiattaforma cementerebbe il nuovo corso di Apple. Mai dire mai.

Possiamo invece dare per certo l’arrivo nella giornata di domani degli aggiornamenti per i sistemi operativi Apple: iOS 12.2, macOS 10.14.4, watchOS 5.2 e tvOS 12.2. Non si tratta di grossi rilasci, perlomeno rispetto a quelli cui siamo stati abituati negli scorsi anni a primavera, ma avranno comunque alcune nuove funzionalità e soprattutto serviranno sia a supportare i rilasci hardware recenti sia quanto mostreranno domani. Infine, un piccolo auspicio: l’annuncio di HomePod in Italia. Noi continuiamo a sperarci, anche a coronamento delle nostre indiscrezioni esclusive degli scorsi mesi, ma per domani è veramente una speranza quasi vana, pure perché in fondo potrebbero farlo in qualsiasi momento attraverso un comunicato stampa.

One more thing

Sì, prima di chiudere c’è la one more thing e riguarda noi direttamente: come da tradizione ci sarà il #SaggioMela a partire dalle 17.30 di domani per seguire tutti insieme l’evento. Squadra che vince non si cambia, con la presenza del nostro team (eccetto il sottoscritto, per motivi lavorativi) e Kiro di Melamorsicata. Per ingannare l’attesa in compagnia, così come per interagire con noi durante l’evento, iscrivetevi al canale Telegram SaggioMela Live. Quando partiremo diffonderemo un link di accesso su tutti i nostri social, ma per non perdervi la diretta ci potete già seguire su Spreaker oppure memorizzare la pagina saggio.me/showtime, dove già da ora si può commentare e alle 17:30 del 25 marzo apparirà il player audio per ascoltarci.

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Giovanni "il Razziatore"

Deputy - Ho a che fare con i computer da quando avevo 7 anni. Uso quotidianamente OS X dal 2011, ma non ho abbandonato Windows. Su mobile Android come principale e iOS su iPad. Scrivo su quasi tutto ciò che riguarda la tecnologia.

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